Sono di un paesino dell’assonnata provincia ennese, incuriosita dall’evento, ma impossibilita a venire, volevo chiederti/le un commento, ma non autocelebrativo o autopromozionale, un commento sulla discussione e sul senso della stessa qui, in questa provincia dove la cultura e la socialità è stata delegata alle parrocchie e ai bar con gazzetta dello sport sul bancone.
Un commento non autocelebrativo o autopromozionale? Perché questa diffidenza?
In ogni modo, se ha senso discutere di letteratura nell’assonnata provincia ennese, lo ha proprio perché alcuni (Salvatore Giordano, per esempio, e sua moglie Antonella, così come altri, e non pochi) ritengono che di cultura si possa parlare tra simili e in momenti dedicati. E ovunque, anche in località che brillano per indolenza. Quanto certe iniziative influenzino la società nella quale viviamo non saprei dirlo, ma personalmente riterrei un atto di viltà tirarmi indietro e non farlo solo perché la moltitudine non parla di libri e non li legge nemmeno. A me i libri piace leggerli, toccarli, anche annusarli. L’ambizione è che questi momenti di socializzazione diventino anche occasioni per stuzzicare la curiosità e l’attenzione per i libri. Poi, non c’è nulla di male a frequentare il Bar dello Sport per parlare di pallone; allo stesso modo non c’è nulla di male riunirsi per parlare di libri. Anzi, con un po’ di tracotanza affermerei anche che, in generale (e con numerose eccezioni), un libro è più entusiasmante della Gazzetta (o del Corriere).
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Sono di un paesino dell’assonnata provincia ennese, incuriosita dall’evento, ma impossibilita a venire, volevo chiederti/le un commento, ma non autocelebrativo o autopromozionale, un commento sulla discussione e sul senso della stessa qui, in questa provincia dove la cultura e la socialità è stata delegata alle parrocchie e ai bar con gazzetta dello sport sul bancone.
Posted 30 Gen 2010 at 17:37 ¶Un commento non autocelebrativo o autopromozionale? Perché questa diffidenza?
Posted 30 Gen 2010 at 18:30 ¶In ogni modo, se ha senso discutere di letteratura nell’assonnata provincia ennese, lo ha proprio perché alcuni (Salvatore Giordano, per esempio, e sua moglie Antonella, così come altri, e non pochi) ritengono che di cultura si possa parlare tra simili e in momenti dedicati. E ovunque, anche in località che brillano per indolenza. Quanto certe iniziative influenzino la società nella quale viviamo non saprei dirlo, ma personalmente riterrei un atto di viltà tirarmi indietro e non farlo solo perché la moltitudine non parla di libri e non li legge nemmeno. A me i libri piace leggerli, toccarli, anche annusarli. L’ambizione è che questi momenti di socializzazione diventino anche occasioni per stuzzicare la curiosità e l’attenzione per i libri. Poi, non c’è nulla di male a frequentare il Bar dello Sport per parlare di pallone; allo stesso modo non c’è nulla di male riunirsi per parlare di libri. Anzi, con un po’ di tracotanza affermerei anche che, in generale (e con numerose eccezioni), un libro è più entusiasmante della Gazzetta (o del Corriere).
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