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	<title>paroledisicilia.it &#187; Freschi di stampa</title>
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	<description>&#34;Coso&#34; online con ricorrenti crisi d&#039;identità</description>
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		<title>I.M.D.: Dragoni e Lupare</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freschi di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mauro Mirci La recente uccisione a Tor Pignattara, di Zhou Zheng e della sua figlia neonata ha riportato l’attenzione sulle attività dei cinesi in Italia. Accanto alla commozione per un fatto di sangue tanto barbaro, si rinnovano dubbi e pregiudizi. Scrive Il Messaggero: “Che Zhou Zheng si fosse arricchito recentemente non era sfuggito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Mauro Mirci</p>
<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2012/01/cover_dragoni_e_lupare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1661" style="border: 2px solid black; margin: 3px;" title="cover_dragoni_e_lupare" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2012/01/cover_dragoni_e_lupare-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>La recente uccisione a Tor Pignattara, di Zhou Zheng e della sua figlia neonata ha riportato l’attenzione sulle attività dei cinesi in Italia. Accanto alla commozione per un fatto di sangue tanto barbaro, si rinnovano dubbi e pregiudizi. Scrive Il Messaggero: “<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=43816&amp;sez=HOME_ROMA&amp;npl=N&amp;desc_sez=" target="_blank">Che Zhou Zheng si fosse arricchito recentemente non era sfuggito a nessuno nel quartiere. Come era stato notato il suo matrimonio extralusso, con macchine di grossa cilindrata parcheggiate davanti al ristorante. Ed è un fatto, su cui gli inquirenti stanno ragionando, che l’attività di money tranfer sia il nodo principale su cui punta la criminalità organizzata cinese.</a>”</p>
<p>La lingua batte dove il dente duole: immigrazione cinese e mafia, Triadi e malavita locale. Scorrono fiumi di denaro e si concludono affari poco chiari sull’asse Italia-Cina. Le indagini non sono sempre semplici: c&#8217;è una solida barriera etnica a ostacolarle. Non è solo la lingua. Anche se, per assurdo, parlassero lingue identiche, occidentali e cinesi, distanti quindicimila chilometri e migliaia di anni di storia ed evoluzione culturale, non si comprenderebbero lo stesso. L’incomprensione accentua le differenze e contribuisce al fiorire delle leggende, che traggono alimento dalla realtà e dal pregiudizio in misura pressoché identica.</p>
<p><em>Dragoni e lupare</em> sfata alcune di queste leggende e dà un contributo positivo alla conoscenza del fenomeno immigrativo cinese in Italia. L’autore è I.M.D., acronimo dietro il quale si cela un poliziotto-scrittore già autore di altri due volumi: <em>Catturandi</em> (2009) e <em>100% sbirro</em> (2010).</p>
<p><span id="more-1660"></span></p>
<p>Dragoni e lupare è un titolo d’impatto, che forse sposta l’attenzione del lettore verso gli aspetti  più suggestivi e noir della presenza cinese nel Belpaese, mentre se un merito ha questo libro è quello di rappresentare, per il tema, una sorta di sinossi, una visione a volo d’uccello del fenomeno. Il testo di I.M.D. esordisce con una manifestazione d’intenti che rappresenta anche un’ipotesi di lavoro: “<em>Tra mistificazioni, leggende e pregiudizi, cosa c’è di vero e di falso su una comunità, quella cinese, così vasta e silenziosa, giunta alla terza generazione in un’Italia ormai multietnica</em>”.  La risposta al quesito viene sviluppata nelle poco meno di 240 pagine del testo, che corredato di sostanziose bibliografia e webliografia, compendia opere di diversi autori e riporta, con stile asciutto e diretto, le esperienze di investigatori da anni impegnati in indagini sulle atività delle Triadi e sui loro rapporti con le mafie italiane. Alla fine, compresa l’infondatezza di alcuni luoghi comuni e di alcune diffuse convinzioni (quale, per esempio, quella che le organizzazioni malavitose cinesi facciano capo a un’unica, raffinata mente organizzativa) , il lettore viene messo di fronte a una interpretazione del fenomeno immigrativo, e delle sue distorsioni, più strettamente correlata a una visione globalistica e strategia dei rapporti tra le due nazioni (e, più generalmente, dei rapporti tra Cna e occidente industrializzato).</p>
<p>“<em>Il dibattito sull’esistenza o meno di una minaccia cinese è stato il tema sommerso – ma non troppo – di questo libro che, se pur incentrato sul fenomeno della criminalità cinese in Italia, non ha potuto non tenere conto dell’importanza nell’assetto economico e sociale del mondo, della Cina e delle sue contraddizioni. Tra i fattori di spinta dell’emigrazione cinese (e anche tra quelli di instabilità politica globale) si è citato il grande divario tra una popolazione maggioritaria molto povera e una minoritaria sempre più ricca, costituita in prevalenza da una borghesia elitaria vicina ai tecnocrati del partito. Nonostante la povertà, la censura, la violazione sistematica dei diritti dei cittadini, lo stato di polizia, l’assimilazione forzata di culture come quella tibetana, ecc., in economia vigono regole moto pratiche, così – oggi come ieri – la Cina offre  ‘qualcosa’ che un’impresa intelligente, oculata, sana, non può certo ignorare: un’economia che cresce a ritmi troppo competitivi per il resto del mondo. In parole povere, significa che compra e consuma per un volume superiore decine di volte rispetto all’Italia […] Insomma, una manna per le aziende che sono alla ricerca di nuove opportunità. […] si organizzavano convegni in cui si denunciavano le dure condizioni di lavoro degli operai cinesi e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali senza riguardo per l’ambiente, si riceveva il Dalai Lama […] coloro che ieri sostenevano e facevano tutto questo, oggi chiedono aiuto a quel ‘nemico’, la Cina […] e si spera che il CIC (Cina Investmente Corporation) […] decida di comprare un pacchetto di titoli di stato italiani</em>”.</p>
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		<title>Campi Rossi 1969</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 10:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storie]]></category>
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		<description><![CDATA[La quarta di copertina 1969. Un gruppo di giovani di sinistra, un po’ hippies, incontra papà Cervi, a Gattatico. Con loro Otello Sarzi, compagno e amico dei suoi figli. Una ventina di foto testimoniano un incontro sereno, normale, in cui Alcide forse parla a quei giovani del suo frutteto, forse della terra, forse dei suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="campi rossi 1969" href="http://mauromirci.files.wordpress.com/2011/06/cover_campirossi1969-300px.jpg"><img class="alignleft  wp-image-282" style="border: 2px solid black; margin: 4px;" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://mauromirci.files.wordpress.com/2011/06/cover_campirossi1969-300px.jpg?w=199" border="4" alt="" width="199" height="300" /></a><em>La quarta di copertina</em><br />
1969. Un gruppo di giovani di sinistra, un po’ hippies, incontra papà Cervi, a Gattatico. Con loro Otello Sarzi, compagno e amico dei suoi figli.<br />
Una ventina di foto testimoniano un incontro sereno, normale, in cui Alcide forse parla a quei giovani del suo frutteto, forse della terra, forse dei suoi figli.<br />
Il fotografo è Antonio Russello, reporter siciliano free lance. È lì per trascorrere una giornata con i suoi amici e con Alcide.<br />
Le foto restano per trent’anni in una cassa, con qualche altro migliaio di scatti, nella casa di campagna dove Antonio s’è ritirato negli anni ‘70 per vivere da uomo libero, figlio della sua generazione.<br />
Testimonianze di storia contemporanea che il Comune di Piazza decide di acquisire perché diventino patrimonio collettivo.<br />
2011. Antonio incontra Mauro Mirci, geologo-scrittore che in quanto geologo va sotto la crosta degli eventi e in quanto scrittore riporta in superficie storie di donne e di uomini che costituiscono un nuovo tassello dei legami tra la Sicilia e l’Emilia.<br />
Questo libro è il frutto del loro incontro.</p>
<p><em>Campi rossi 1969 è un testo dedicato ad Antonio Russello, fotografo vagabondo e romantico che ancora crede negli ideali del &#8217;68. Le foto scattate a Gattatico, in casa Cervi, acquisite dal comune di Piazza Armerina, saranno esposte il prossimo 28 dicembre presso l&#8217;Istituto Cervi, in occasione del 68° anniversario della morte dei sette figli di Alcide.</em><br />
<a href="http://www.fratellicervi.it/content/view/424/1/" target="_blank">Qui il programma della manifestazioni</a></p>
<p><a href="http://www.letteraventidue.com/hdemia/045_campirossi.html" target="_blank">Qui la pagina sul sito dell&#8217;editore</a></p>
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		<title>Prima antologia del calcio astrale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 22:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio astrale]]></category>
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		<description><![CDATA[Eccola qua: la prima antologia del calcio astrale, opera dalla Alfonsetti &#38; Associati, in prestigiosa edizione natalizia ebook dalla Cletus Production. Se un distinto ultrasettantenne può affermare: “No say cat is in the sac when you have not the cat in the sac” convinto in buona fede di dire qualcosa di senso compiuto, allora nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccola qua: la prima antologia del calcio astrale, opera dalla Alfonsetti &amp; Associati, in prestigiosa edizione natalizia ebook dalla <a href="http://www.cletusproduction.it" target="_blank">Cletus Production</a>.</p>
<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/12/calcio-astrale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1619" title="calcio-astrale" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/12/calcio-astrale.jpg" border="2" alt="" hspace="2" vspace="2" width="142" height="200" /></a></p>
<p>Se un distinto ultrasettantenne può affermare: “<em>No say cat is in the sac when you have not the cat in the sac</em>” convinto in buona fede di dire qualcosa di senso compiuto, allora nessuna storia inventata sul calcio può essere veramente inventata. Nemmeno la più strampalata. Per questo il titolo di questo libro elettronico è meno fantascientifico di quello che potrebbe sembrare.</p>
<p>L&#8217;editore sostiene di avere inserito in questo ebook &#8220;una leva fra le più valide di nuovi scrittori italiani&#8221;.<br />
E la &#8220;leva&#8221; in questione è composta da:<br />
Cletus Alfonsetti &#8211; Stefano Amato &#8211; Martin Baldi &#8211; Paolo Cacciolati &#8211; Marco Candida &#8211; Marco Crestani &#8211; Samuele Galassi &#8211; Hector Genta &#8211; Franz Krauspenhaar &#8211; Antonio La Malfa &#8211; Giuseppe Manfridi &#8211; Mauro Mirci Gianni Montieri &#8211; Mario Pischedda &#8211; Paola Ragnoli &#8211; Ezio Tarantino &#8211; Rocco Traisci.</p>
<blockquote><p>Dalla prefazione è di <a href="http://enricovaime.myblog.it/tag/enrico%20vaime" target="_blank">Enrico Vaime</a><br />
<span id="more-1618"></span><br />
Mi sono divertito nel leggere questi racconti. Ho riconosciuto, in quelle storie che cercavano spesso coraggiosamente di non affondare nella nostalgia di un tempo e di un gioco che forse ognuno di noi s’é inventato ricostruendolo e completandolo nella memoria, un tempo e un gioco che non ci sono più, non sono riconoscibili per chi ha cominciato a contare gli anni e i trigliceridi, sempre troppi sia gli uni che gli altri.<br />
Le storie di questa raccolta, pur avendo la stessa ambientazione, sono diversissime tra loro. Ma l’averle assemblate ha una sua ragione ispiratrice: partono tutte da un sogno comune alle generazioni pur storicamente lontane una dall’altra. Quello di fare un goal, segnare un punto, sentirsi abbracciare dai compagni (e sbattere in terra nell’euforia omicida dei ragazzi di ogni epoca). Quasi tutti i giocatori (tesserati o meno) hanno vissuto quell’attimo straordi &#8211; nario. Tranne i portieri. Tranne me. Che ho segnato una sola volta sul finire degli anni 50. Ma il goal fu attribuito a un altro che aveva messo un inutile piede all’ultimo momento, a portiere battuto.<br />
Nella prossima antologia astrale ve lo racconto.</p></blockquote>
<p>ISBN 978-88-906667-1-1 € 5,99 – File epub senza limitazione DRM – Acquistabile su <a href="http://www.cletusproduction.it" target="_blank">www.cletusproduction.it</a> &#8211; Seguici su facebook o sul blog: <a href="http://cletusproduction.blogspot.com" target="_blank">cletusproduction.blogspot.com</a></p>
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		<title>Nasce, a Bologna, la casa editrice La linea</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 22:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni la linea]]></category>
		<category><![CDATA[marco nardini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo da Marco Nardini, di edizioni La linea e volentieri diffondo. ma.mi. COMUNICATO STAMPA Nascono a Bologna le Edizioni La Linea Debutta il 20 luglio in libreria il nuovo marchio editoriale La Linea, con base a Bologna in via San Rocco 9. I fondatori sono quattro soci legati da una passione comune e decisi ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ricevo da Marco Nardini, di edizioni </em>La linea<em> e volentieri diffondo. ma.mi.</em></p>
<p>COMUNICATO STAMPA<br />
Nascono a Bologna le Edizioni La Linea<br />
Debutta il 20 luglio in libreria il nuovo marchio editoriale La Linea, con base a Bologna in via San Rocco 9. I fondatori sono quattro soci legati da una passione comune e decisi ad affrontare insieme unasfida che non si presenta certamente facile. Due di loro, Alessandro Menon e Marco Nardini, si occupano da tempo di libri: il primo lavora da oltre vent’anni nell’ambito dell’editoria scolastica e daalcuni anni ha avviato uno studio professionale; il secondo, dopo un’esperienza pluriennale in caseeditrici, radio e librerie, ha aperto un’agenzia letteraria. Gli altri due, Isabella De Ponti e Andrea Ghezzi, hanno da poco terminato un dottorato di antropologia con un lungo periodo di ricerca sul<br />
campo all’estero.<br />
La Linea, grazie alla collaborazione con ArchetipoLibri, si avvale della promozione e distribuzione nazionale PDE, uno dei più grandi distributori italiani di libri. Inoltre, a partire dal 24 agosto distribuirà i propri libri anche in versione digitale tramite Book Republic.</p>
<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/07/comunicato-stampa_La-Linea.pdf">Leggi tutto il comunicato stampa di La linea edizioni</a></p>
<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/07/Anita-e-le-altre_schedapromo.pdf">Leggi la scheda di presentazione del libro Anita e le altre</a></p>
<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/07/Donne-di-Beirut_schedapromo.pdf">Leggi la scheda di presentazione di Donne di Beirut</a></p>
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		<title>Amato. Domani gli uccellini canteranno</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 14:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[domani gli uccellini canteranno]]></category>
		<category><![CDATA[stefano amato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;altra uscita per le edizioni Nulladie. Si tratta di Domani gli uccellini canteranno,  un romanzo che Stefano Amato ha tenuto a lungo nel cassetto, ma che al sottoscritto è apparso, come sta scritto nella quarta di copertina, strampalato e gioioso. Oddio, quarta di copertina è parola grossa, giacché la pubblicazione è avvenuta unicamente in book, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/07/copertina_uccellini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1461" title="copertina_uccellini" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/07/copertina_uccellini.jpg" border="2" alt="" hspace="2" vspace="2" width="157" height="200" /></a>Un&#8217;altra uscita per le edizioni Nulladie. Si tratta di Domani gli uccellini canteranno,  un romanzo che Stefano Amato ha tenuto a lungo nel cassetto, ma che al sottoscritto è apparso, come sta scritto nella quarta di copertina, strampalato e gioioso. Oddio, quarta di copertina è parola grossa, giacché la pubblicazione è avvenuta unicamente in book, e per espressa volontà dell&#8217;autore, che, nell&#8217;intervista rilasciata a Ciccio Rigoli ha dichiarato:<em>&#8220;Volevo provare in anteprima come sarà il futuro. E poi per una volta volevo evitare tutte le “seccature” che vengono dal cartaceo: le presentazioni in libreria, le richieste di recensioni, le giacenze, le rese eccetera. Mi mancheranno soltanto le dediche. Mi divertiva, scrivere le dediche&#8221;.</em><br />
L&#8217;invito è quindi, di collegarsi a <a href="http://www.bookrepublic.it/book/9788897364078-domani-gli-uccellini-canteranno/">Bookrepublic</a>, oppure su <a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/domani-gli-uccellini-canteranno">Ultimabooks</a> (dove si può pure affittare), prelevare l&#8217;e-libro e leggerlo.<br />
<span id="more-1460"></span>Per chi volesse saperne qualcosa di più:<br />
- <a href="http://nulladie.wordpress.com/2011/07/06/stefano-amato-domani-gli-uccellini-canteranno-romanzo/">La scheda sul sito dell&#8217;editore</a><br />
- <a href="http://renault4.blogspot.com/2011/07/esce-giorni.html">La &#8220;storia&#8221; del romanzo sul blog dell&#8217;autore</a><br />
- <a href="http://ilcolophon.simplicissimus.it/2011/07/09/libraio-vs-libraio-intervista-a-stefano-amato/">L&#8217;intervista &#8220;da libraio a libraio&#8221;</a> rilasciata a Ciccio Rigoli su <a href="http://ilcolophon.simplicissimus.it/">Colophon</a></p>
<p>- <a href="http://www.ibs.it/libri/amato+stefano/libri+di+stefano+amato.html">Gli altri libri di Stefano Amato</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;impavida eroina eccetera</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 14:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[l'impavida eroina eccetera]]></category>
		<category><![CDATA[mauro mirci]]></category>
		<category><![CDATA[nulladie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccolo qui: L&#8217;impavida eroina eccetera. Sette racconti in 142 pagine. La quarta di copertina recita: &#8220;La misteriosa scomparsa di due donne nella Sicilia del luglio 1943. E, negli stessi giorni e negli stessi luoghi, l’assistente di un impresario di pompe funebri s’innamora di una defunta bellissima. Lo strano legame tra un uomo solo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/06/idicopertinaimpavidaeroina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1442" title="idicopertinaimpavidaeroina" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/06/idicopertinaimpavidaeroina.jpg" alt="" hspace="2" vspace="2" width="200" height="302" /></a>Ed eccolo qui: <strong>L&#8217;impavida eroina eccetera</strong>. Sette racconti in 142 pagine.</p>
<p>La quarta di copertina recita: &#8220;La misteriosa scomparsa di due donne nella Sicilia del luglio 1943. E, negli stessi giorni e negli stessi luoghi, l’assistente di un impresario di pompe funebri s’innamora di una defunta bellissima. Lo strano legame tra un uomo solo e coltissimo e un bambino che sogna di possedere una moto Ape. E ancora: un cortile sul quale incombe una tragedia inevitabile; le fisime artistiche di uno scultore improvvisato; una partita a calcio che non è solamente una partita di calcio; un’impavida eroina ubiqua, inconsapevolmente sospesa tra verità e menzogna, che salva la vita di un uomo prossimo a perdersi. La Sicilia interna, quella che non vede il mare, raccontata in maniera ironica e spietata. Sette racconti da leggere d’un fiato.&#8221;</p>
<p><span id="more-1441"></span></p>
<p>Be&#8217;, la solita enfasi delle quarte.</p>
<p>L&#8217;autore, sta scritto sempre nella quarta, sono io: Mauro Mirci è nato a Piazza Armerina nel &#8217;68. Geologo che ha pubblicato qualche racconto in antologie, almeno una fanzine e due o tre siti internet. Il mio blog <a href="http://www.paroledisicilia.it/principale">è questo qua</a>.</p>
<p>Per chi vuole comprarlo (addirittura con possibilità di dedica <em>personalizzata</em>!) basta rivolgersi a <a href="http://www.ilovebooks.it/product_info.php?manufacturers_id=78&amp;products_id=1487">Ilovebooks</a>, oppure <a href="http://nulladie.wordpress.com/ordini-privati/">all&#8217;editore</a>.</p>
<p>Qualche ringraziamento è d&#8217;obbligo. Ad Angelo Scroppo, per l&#8217;immagine di copertina (il quadro s&#8217;intitola <em>Qualcosa rimane</em>); ad <a href="http://www.avaglianoeditore.it/scheda_libro.asp?IDLibro=2144">Avagliano Editore</a> per la liberatoria del racconto <em>L&#8217;uomo del caffè</em> (e un grazie particolare a Stefania Leo, senza il cui interessamento, probabilmente, avrei faticato di più a ottenerla); a Salvatore Giordano che ha creduto in questo libro.</p>
<p>Mi pare che, per adesso, sia tutto.</p>
<p>Buona lettura</p>
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		<title>A volte ritornano</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 14:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2005 un racconto del gestore di questo sito (o blog, come preferite) fu pubblicato in un volumetto dal titolo Copyleft, edito da Alberto Gaffi di Roma. Si trattava di una raccolta di racconti di vari autori, curata da Girolamo Grammatico e contenente, tra gli altri, anche scritti di Wu Ming, Francesco Pacifico, Girolamo Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2005 un racconto del gestore di questo sito (o blog, come preferite) fu pubblicato in un volumetto dal titolo <em>Copyleft</em>, edito da <a href="http://www.gaffi.it">Alberto Gaffi di Roma</a>. Si trattava di una raccolta di racconti di vari autori, curata da Girolamo Grammatico e contenente, tra gli altri, anche scritti di Wu Ming, Francesco Pacifico, Girolamo Di Michele,  Saverio Fattori e Monica Mazzitelli, Claudio Morici. Il racconto del gestore di questo blog (o sito) s&#8217;intitolava <em>La lapa</em>, storia di un ragazzino desideroso di possedere un&#8217;Ape Piaggio e del suo incontro con un personaggio particolare, solo e coltissimo.<br />
<a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2008/09/copertina_copyleft.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-115" title="copertina_copyleft" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2008/09/copertina_copyleft.jpg" alt="" width="200" height="267" /></a>Coerentemente col titolo, il libro fu pubblicato in copyleft, fu cioè reso disponibile al download gratuito, e a un sommario controllo pare lo sia ancora. Per questo, se si vuole leggerlo senza per forza passare dal libraio, <a href="http://www.gaffi.it/cgi-bin/front_end/libri?id=270"><em>basta cliccare qui</em></a>.<br />
(<a href="http://www.iquindici.org/forum_viewtopic.php?12.15632">Qui</a> e <a href="http://ernia.splinder.com/archive/2005-08">qui</a> e <a href="http://www.lettera.com/libro.do?id=5541">qui</a> ci sono alcune recensioni)<br />
Se si vuole l&#8217;edizione cartacea forse l&#8217;editore ha ancora qualche copia in magazzino. Il costo era abbastanza contenuto: 7 euri soltanto.</p>
<p>Tutto questo per dire che, dopo sei anni, <em>La lapa</em>, debitamente riveduto e corretto, torna in tipografia. Quindi potrebbe pure essere interessante leggerlo nella nuova versione e confrontarlo con la vecchia.</p>
<p><span id="more-1405"></span><br />
Per leggerlo basta acquistare la raccolta di racconti <em>L&#8217;impavida eroina eccetera</em>, che assieme a <em>La lapa</em>, contiene altri sei storie scritte dal gestore di questo sito. L&#8217;editore è <a href="http://nulladie.wordpress.com">Nulladie</a> e la copertina, più o meno, sarà questa qui.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/06/copertina-impavida-eroina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1409" title="copertina-impavida-eroina" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/06/copertina-impavida-eroina.jpg" alt="" width="200" height="292" /></a></p>
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		<title>Il secondo libro di Nulladie</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 17:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[nulladie]]></category>
		<category><![CDATA[gianguzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; pronto il secondo libro di Nulladie edizioni. Si tratta di &#8220;Educare: una sfida possibile&#8221;, saggio di Rosalinda Lo Presti Gianguzzi. Vuole essere una risposta alle parole del Ministro Gelmini, che definì &#8220;un privilegio&#8221; l&#8217;astensione obbligatoria per maternità. Già disponibile in versione ebook, a 6 euro e 99, l&#8217;edizione cartacea sarà in libreria a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/03/COPERTINA-LIBRO-LINDA-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1326" title="COPERTINA LIBRO LINDA (1)" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/03/COPERTINA-LIBRO-LINDA-1.jpg" border="2" alt="" hspace="2" vspace="2" width="200" height="300" /></a>E&#8217; pronto il secondo libro di Nulladie edizioni. Si tratta di &#8220;Educare: una sfida possibile&#8221;, saggio di Rosalinda Lo Presti Gianguzzi. Vuole essere una risposta alle parole del Ministro Gelmini, che definì &#8220;<strong>un privilegio</strong>&#8221; l&#8217;astensione obbligatoria per maternità. </em></p>
<p><em>Già disponibile in versione ebook, a 6 euro e 99, l&#8217;edizione cartacea sarà in libreria a partire dal 25 aprile prossimo.</em></p>
<p><strong>Prefazione, di Salvatore Giordano</strong><br />
Non sappiamo come la nostra epoca sarà ricordata dai posteri. Se si porrà l’accento sulla globalizzazione o sull’emergere di nuovi centri o periferie del mondo; né possiamo prevedere quali delle attuali tendenze verranno ricordate come caratteristiche del nostro periodo. Possiamo, però, pronosticare con ragionevole previsione che della “riforma epocale” della scuola italiana varata dal governo in carica nell’anno scolastico 2010-2011 ben pochi avranno contezza. Al più ci si ricorderà come, benché approvata da una larga maggioranza parlamentare, sia stata accolta freddamente dall’insieme della società italiana e apertamente osteggiata dalla totalità degli “addetti ai lavori”.</p>
<p><span id="more-1324"></span><br />
Quale che sia il nome che gli storici del futuro utilizzeranno per designare la nostra epoca, a noi che la stiamo vivendo non può sfuggire un elemento: la società nella quale conduciamo le nostre esistenze, in Italia come nel resto del mondo, si contraddistingue da tutte le altre forme precedenti per il ruolo che la conoscenza gioca nella struttura sociale contemporanea.<br />
La “società della conoscenza” è tale perché la conoscenza è diventata negli ultimi tempi una risorsa. Mi sento già ribattere che lo è sempre stata. È vero, ma solo alla fine del secolo scorso la conoscenza è diventata una risorsa economica al pari di altre che avevano acquistato un rilievo particolare sin dalla rivoluzione industriale: il capitale e il lavoro.<br />
Prima della società della conoscenza, sembra ricordarci il saggio di Rosalinda Lo Presti (nota come Linda Gianguzzi), vi era un sistema di controlli e garanzie per le principali risorse economiche: alcune norme tutelavano il capitale e i suoi detentori, mentre altre si prefiggevano di garantire i diritti dei lavoratori. La novità che l’autrice ci suggerisce riguarda la necessità di creare un sistema di norme, giuridiche e di buon senso, di principio e pratiche, a tutela della conoscenza e dei suoi annessi e connessi: primi fra questi i sistemi di istruzione e le professioni che la conoscenza trasmettono. Estendendo la tutela a chi la conoscenza la acquista nelle varie forme possibili e riconoscendola come diritto di cittadinanza.<br />
È inevitabile che la proposta si contrapponga nei suoi presupposti metodologici ed etici alle attuali scelte governative in materia di scuola, conoscenza e cultura. Due visioni del mondo entrano inevitabilmente in conflitto, benché accomunate da un’analisi condivisa al riguardo del ruolo economico della conoscenza.<br />
Che la conoscenza sia una risorsa economica vuol dire, pure, che c’è chi è disposto a spendere pur di acquisirla per sé o per i propri figli. Le risposte possibili “nel libero mercato della conoscenza” sono molteplici, ma sembrano rispondere alla stessa domanda: perché offrire gratis ciò che “la gente” è disposta a pagare?<br />
In questo volume si argomenta l’economicità di una scelta di pubblica gratuità. Garantire la conoscenza, fin dalla più tenera età, ai cittadini non è per uno stato moderno e solidale una spesa ma un investimento. Il ritorno in termini economici &#8211; si documenta nell’ultima parte &#8211; è atteso nel lungo termine e si traduce in un risparmio per la collettività, ma anche in una maggiore ricchezza e in una più fruttuosa capacità di reddito (e di qualità e quantità dei consumi) per il tessuto sociale e produttivo di un Paese.</p>
<p><strong>La quarta di copertina</strong><br />
«Questo libro nasce da una lettera indirizzata al ministro Gelmini che aveva definito un privilegio l’astensione obbligatoria per maternità.<br />
Uno sfogo che in breve tempo ha fatto il giro del web.<br />
Ho scoperto, così, quanto il mio pensiero su scuola, maternità, modelli educativi, politica, informazione, welfare e lavoro fosse comune a quello di tanti.<br />
Un “sentire” di tutti che ho voluto esplicitare in un breve saggio: emotivo, graffiante, supponente, ma scritto con il cuore e con un sincero intento costruttivo.<br />
Ho volutamente utilizzato uno slang metropolitano e discorsivo, caratteristico del lettore avvezzo al web 2.0.<br />
Un lettore che potrebbe essere un genitore, un insegnante, un alunno, un politico, un giovane, un precario, o chiunque altro sia convinto come me che la possibilità di un futuro migliore si costruisca attraverso l’educazione delle nuove generazioni e la valorizzazione del potenziale umano di ciascuno.<br />
È, infine , un “libro aperto” destinato ad arricchirsi di altri contributi e in cui probabilmente troverete poche risposte, ma che vi aiuterà a porvi molte domande.»</p>
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		<title>Nulladie. Il primo libro</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 15:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[antonella santarelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo libro di Nulladie edizioni lo strovate online, per esempio su Simplicissimus. Si intitola &#8220;Periferie&#8221;, raccolta di poesie di Antonella Santarelli. La quarta virtuale recita: &#8220;Periferie, luoghi dannati come scabrosi stati dell’animo da cui è possibile risollevarsi. Esistenze tormentate e passioni irriverenti che l’autrice ci svela senza compiacersene. Versi in sintonia con chi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/02/copertina-periferie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1286" title="copertina-periferie" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2011/02/copertina-periferie.jpg" alt="" width="250" height="354" hspace="2" vspace="2" border="2" /></a>Il primo libro di <a href="http://nulladie.wordpress.com" target="_blank">Nulladie edizioni</a> lo strovate online, <a href="http://store.simplicissimus.it/periferie" target="_blank">per esempio su Simplicissimus</a>.<br />
Si intitola &#8220;Periferie&#8221;, raccolta di poesie di Antonella Santarelli.</p>
<p>La quarta virtuale recita: &#8220;Periferie, luoghi dannati come scabrosi stati dell’animo da cui è possibile risollevarsi.<br />
Esistenze tormentate e passioni irriverenti che l’autrice ci svela senza compiacersene.<br />
Versi in sintonia con chi non ha paura di mostrare i lati peggiori dell’animo, come mondi a perdere che pur bisogna conoscere e amare.</p>
<p>Antonella Santarelli vive a Piazza Armerina ed è tra le vincitrici del Premio Nazionale Scrivere Donna 2010.&#8221;</p>
<p>Chi ben comincia è alla metà dell&#8217;opera.</p>
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		<title>L&#8217;Ultimo romanzo di Enzo Barnabà sarà presentato a Piazza Armerina</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 13:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauromirci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tour di presentazioni del nuovo romanzo di Enzo Barnabà tocca anche Piazza Armerina. Il libro si intitola &#8220;Il ventre del Pitone&#8221; ed è l&#8217;ultima fatica di Enzo Barnabà, scrittore, saggista, amante ed esperto dell&#8217;Africa. E&#8217; la storia della Cunègonde e della sua odissea dalla Costa d&#8217;Avorio a Palermo. Una narrazione straordinaria che porta il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2010/10/CopertinaVDP.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1217" title="CopertinaVDP" src="http://www.paroledisicilia.it/principale/wp-content/uploads/2010/10/CopertinaVDP-205x300.jpg" border="2" alt="" hspace="2" vspace="2" width="205" height="300" /></a>Il tour di presentazioni del nuovo romanzo di Enzo Barnabà tocca anche Piazza Armerina. Il libro si intitola &#8220;Il ventre del Pitone&#8221; ed è l&#8217;ultima fatica di Enzo Barnabà, scrittore, saggista, amante ed esperto dell&#8217;Africa. E&#8217; la storia della Cunègonde e della sua odissea dalla Costa d&#8217;Avorio a Palermo. Una narrazione straordinaria che porta il lettore dentro l&#8217;Africa di ogni giorno, quella dove le abitudini tribali e l&#8217;economia globale convivono in un apparente equilibrio.<br />
Cunègonde bambina, nata in piccolo villaggio ivoriano, si trasferisce con la famiglia in una grande città e lì si forma come persona e come donna, a contatto con gli aspetti più volgari dell&#8217;umanità della periferia del mondo, ma anche con le antiche tradizioni della sua gente, i riti stregoneschi, le superstizioni, le abitudini di un popolo sempre legato alla realtà tribale e agli antichi usi, nei quali riti animisti e dottrina cristiana si fondono e realizzano una spiritualità profonda e nuova.</p>
<p><span id="more-1265"></span><br />
Da questo mondo, nella speranza di un futuro migliore, Cunègonde fugge, intraprendendo un faticoso e pericoloso viaggio alla volta dell&#8217;Europa.<br />
Un romanzo che racconta ciò che gli europei non vedono.<br />
Enzo Barnabà sarà a Piazza Armerina il 26 gennio 2011, presso la Sala Alfredo Chiara, ex Università di Via Cavour, dalle ore 18,30.</p>
<p><em><strong>Enzo Barnabà</strong><br />
Nato a Valguarnera nel 1944, ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli e a Montpellier e storia a Venezia e Genova. Prima insegnante di lingua e letteratura francese inVeneto e Liguria, poi alle dipendenze del Ministero degli Esteri, lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e insegnante-addetto culturale ad Abidjan, Scutari e Niksic. A Ventimiglia ha fondato il Circolo “Pier Paolo Pasolini”, forse l’istituzione culturale più prestigiosa dell’estremo ponente ligure. Vive a Grimaldi di Ventimiglia, dove la riviera del ponente ligure si confonde con quella francese. Ha pubblicato libri di didattica, francesistica e grammatica francese, nonché apprezzati saggi storici, tra i quali &#8220;Morte agli italiani&#8221;, storia del massacro di Aigues-Mortes, con prefazione di Gian Antonio Stella. Non si è negato alla narrativa, pubblicando opere che hanno come protagonista l&#8217;Africa (&#8220;Dietro il Sahara&#8221;, &#8220;Sortilegi. Racconti africani&#8221;, con Serge Latouche). &#8220;Il ventre del pitone è già stato pubblicato in Francia, col titolo &#8220;Le ventre du Pyton&#8221;,  per le Editions de l&#8217;Aube.</em></p>
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