I grandi magazzini

di Giorgio Morale

Il brano che segue è tratto dal romanzo “Paulu Piulu”, di Giorgio Morale. Si ringrazia l’autore per averne permesso la pubblicazione on line. (ma.mi.)

Come le galline razzolano nell’aia, alla ricerca del boccone preferito, e ognuna, quando l’ha avvistato, proietta il capo nella beccata che preceda la compagna: così la madre di Paolo e altre donne, attorno agli scaffali e ai banconi dei grandi magazzini, spingendosi e sgomitandosi, per non lasciarsi carpire il capo prescelto. Paolo rimaneva escluso dal centro dell’aia, come il galletto più giovane, finché la madre emergeva dalla mischia con la preda.

Un giorno attirò Paolo un maglione, che tenne la madre sospesa: la scelta era convincente, il costo eccessivo. La madre parlava fra sé e sé, mentre frugava sbadatamente nel bancone. A un tratto il maglione sparì nella borsa. All’uscita Paolo domandò se l’avessero rubato e alla risposta affermativa pose il problema:
“Gesù cosa dice?”.
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Vacanze

di Monica Gentile

I need a holiday.

Valeria apre cassetta della posta.

Bolletta luce; pubblicità centro commerciale nuovo di zecca; volantino pizzeria Bella Napuli servizio a domicilio; richiesta rinnovo abbonamento a un mensile che ha smesso di leggere da anni. E poi cartolina con tramonto sul Pacifico. Bungalow di giunchi su spiaggia incontaminata. Alberi di noci di cocco. Me la sto spassando. Luogo incantevole. Baci. Roberto.

Primi giorni d’estate. I sintomi della sindrome ho-bisogno-di-una-vacanza-in-qualsiasi-luogo-della-terra-che-non-sia-casa arrivano a cavallo dei primi raggi UVB e/o UVA. Non c’è crema solare-non-unge-pelle-effetto-seta, nè latte idratante con applicatore anti-sabbia in grado di proteggerti.
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Il premier ha la cravatta storta

Ogni tanto mi ricordo di avere una madre anziana e le telefono. Oggi è stata una di quelle volte. Così ci siamo ritrovati al supermercato a riempire un carrello. Lei con le cose che servono a riempire la dispensa di una pensionata, io per acquistare il fantastico albo degli Animali della savana – per mio nipote che ha quattro anni – e rasoi di sicurezza – per me.
I rasoi li ho presi giusto davanti alla cassa, in coda, perché è là che li tengono. Una volta usavo banalissimi Bic monolama, a 300 lire l’uno, oggi uso Gillette Blu II plus, dove II sta per due lame. E mi ricordo che negli anni ’70, periodo in cui la mia barba era ancora lontana dallo spuntare, le pubblicità dei rasoi usa e getta non esistevano poiché nemmeno gli usa e getta esistevano. Usavano le lamette, e la réclame prometteva numeri esagerati di rasature con la stessa lama. Poi venne il bilama: la prima lama estrae il pelo, la seconda lo recide alla radice. Poi il trilama: la prima lama estrae il pelo, la seconda lo recide, le terza gli dà una nuova tagliatina prima che rientri nella pelle.
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