Nasce, a Bologna, la casa editrice La linea

Ricevo da Marco Nardini, di edizioni La linea e volentieri diffondo. ma.mi.

COMUNICATO STAMPA
Nascono a Bologna le Edizioni La Linea
Debutta il 20 luglio in libreria il nuovo marchio editoriale La Linea, con base a Bologna in via San Rocco 9. I fondatori sono quattro soci legati da una passione comune e decisi ad affrontare insieme unasfida che non si presenta certamente facile. Due di loro, Alessandro Menon e Marco Nardini, si occupano da tempo di libri: il primo lavora da oltre vent’anni nell’ambito dell’editoria scolastica e daalcuni anni ha avviato uno studio professionale; il secondo, dopo un’esperienza pluriennale in caseeditrici, radio e librerie, ha aperto un’agenzia letteraria. Gli altri due, Isabella De Ponti e Andrea Ghezzi, hanno da poco terminato un dottorato di antropologia con un lungo periodo di ricerca sul
campo all’estero.
La Linea, grazie alla collaborazione con ArchetipoLibri, si avvale della promozione e distribuzione nazionale PDE, uno dei più grandi distributori italiani di libri. Inoltre, a partire dal 24 agosto distribuirà i propri libri anche in versione digitale tramite Book Republic.

Leggi tutto il comunicato stampa di La linea edizioni

Leggi la scheda di presentazione del libro Anita e le altre

Leggi la scheda di presentazione di Donne di Beirut

Siracusa /Paesi e città

di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni

“Siracusa è una città protagonista del suo tempo, in cui innovazione e sviluppo si coniugano con l’amore per la natura e l’arte e quant’altro e in cui grazie a un importante lavoro politico e sinergie imprenditoriali si sono finalmente creati i presupposti per il raggiungimento degli standard europei. L’evoluzione del gusto e la contemporaneità ci impongono scelte ponderate e decisive ricollegabili a un sentire improntato all’extreme problem solving tipico di una società che abbia fatto i conti con l’ineluttabilità delle shopping expedition”.
Con queste parole pronunciate durante un vernissage da un grizzly con una fascia tricolore, si conclude l’incubo che tormenterà per molte notti il sindaco di Siracusa dopo l’apertura del centoquattresimo centro commerciale cittadino.

[leggi tutto l’articolo su “Doppio Zero”, rivista online a cura di Marco Belpoliti]

Dudici, di Flora Restivo

Con CIATU del 2004 e con PO ESSIRI del 2008 abbiamo conosciuto Flora Restivo quale Poeta. Sui temi e sulla forma, sulla progressione e sugli esiti della sua poesia sono stati spesi da più versanti autorevoli e lusinghieri giudizi. Nondimeno eccoci per le mani un suo nuovo lavoro: non poesia, come ci saremmo aspettati, bensì prosa, ancorché sempre in Dialetto. Questa virata merita un esercizio di decifrazione: la nostra è che, attraverso la breccia che la Poesia ha aperto, una regione dell’Autrice fino a quel momento segreta, recondita, inconfessata, quella regione carsica venutasi a creare in tutta una vita dalla sovrapposizione degli strati ancestrale, sociale, culturale, trascinando con sé custodite memorie, esperienze, sentimenti, si sia rivelata e, felicemente assistita dal suo genuino talento, abbia conquistato naturale, confacente sbocco. Una diversa cifra, quindi, una ulteriore opportunità, un aggiunto tramite mediante il quale svelarsi, ampliando l’orizzonte della sua comunicazione. E perciò nessun addio alla poesia, che peraltro ci risulta lei continui a frequentare con dedizione, quanto la chance per adempiere a una ritrovata occorrenza.

Di solito coloro che prediligono la misura del racconto ne allestiscono una serie: Flora Restivo per la precisione dodici; una dozzina di racconti dei quali si elencano in accesso random i titoli: STORIA DI MARIA, 8 MARZU, DDA NOTTI CHI SPARIU LA LUNA, MANU PILUSA, L’ALI DI ANCILU, DUMANI NI PARRAMU, FRANCU, L’EGITTU È SEMPRI L’EGITTU, NOZZI D’ARGENTU, ACCIA E AMURI, LITTRA, CASA E PUTIA. Nomi, date, contingenze. Tuttavia non una mera passerella di eventi, una pittoresca riedizione di campioni, una artificiosa condizione per raccontare e raccontarsi … bensì la restituzione alla collettività di alcune fette del patrimonio memoriale di una generazione, quella nata nell’arco della seconda guerra mondiale, l’invenzione e/o la riproposizione di storie che ci appartengono, l’epifania in chiave catartica di dolorose vicende. Testi che la Nostra ha permeato di tutto il suo temperamento, nei quali ha infuso la sua visione dell’esistenza, ha disseminato per intero il suo animo e che pertanto, benché ciascuno in sé concluso, vanno contemplati nell’ideale collegamento unitario con tutti gli altri inclusi nella raccolta.
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Accorrete a voi stessi in soccorso

Non accendete candele ai santi
Incendiatevi l’anima e il sangue
Miracolatevi con folle ragione
Perché così sarete viventi
liberi nel giusto esistere
e non invano passerà la vita
e non inutile sarà morire

Sono alcuni versi, d’impronta vagamente futurista, della bella poesia di Francesco Randazzo pubblicata sul suo Mirkal. Forse vale la pena leggerla.

Amato. Domani gli uccellini canteranno

Un’altra uscita per le edizioni Nulladie. Si tratta di Domani gli uccellini canteranno,  un romanzo che Stefano Amato ha tenuto a lungo nel cassetto, ma che al sottoscritto è apparso, come sta scritto nella quarta di copertina, strampalato e gioioso. Oddio, quarta di copertina è parola grossa, giacché la pubblicazione è avvenuta unicamente in book, e per espressa volontà dell’autore, che, nell’intervista rilasciata a Ciccio Rigoli ha dichiarato:“Volevo provare in anteprima come sarà il futuro. E poi per una volta volevo evitare tutte le “seccature” che vengono dal cartaceo: le presentazioni in libreria, le richieste di recensioni, le giacenze, le rese eccetera. Mi mancheranno soltanto le dediche. Mi divertiva, scrivere le dediche”.
L’invito è quindi, di collegarsi a Bookrepublic, oppure su Ultimabooks (dove si può pure affittare), prelevare l’e-libro e leggerlo.
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