Campi Rossi 1969

La quarta di copertina
1969. Un gruppo di giovani di sinistra, un po’ hippies, incontra papà Cervi, a Gattatico. Con loro Otello Sarzi, compagno e amico dei suoi figli.
Una ventina di foto testimoniano un incontro sereno, normale, in cui Alcide forse parla a quei giovani del suo frutteto, forse della terra, forse dei suoi figli.
Il fotografo è Antonio Russello, reporter siciliano free lance. È lì per trascorrere una giornata con i suoi amici e con Alcide.
Le foto restano per trent’anni in una cassa, con qualche altro migliaio di scatti, nella casa di campagna dove Antonio s’è ritirato negli anni ‘70 per vivere da uomo libero, figlio della sua generazione.
Testimonianze di storia contemporanea che il Comune di Piazza decide di acquisire perché diventino patrimonio collettivo.
2011. Antonio incontra Mauro Mirci, geologo-scrittore che in quanto geologo va sotto la crosta degli eventi e in quanto scrittore riporta in superficie storie di donne e di uomini che costituiscono un nuovo tassello dei legami tra la Sicilia e l’Emilia.
Questo libro è il frutto del loro incontro.

Campi rossi 1969 è un testo dedicato ad Antonio Russello, fotografo vagabondo e romantico che ancora crede negli ideali del ’68. Le foto scattate a Gattatico, in casa Cervi, acquisite dal comune di Piazza Armerina, saranno esposte il prossimo 28 dicembre presso l’Istituto Cervi, in occasione del 68° anniversario della morte dei sette figli di Alcide.
Qui il programma della manifestazioni

Qui la pagina sul sito dell’editore

Carmelo Lauretta: un ricordo di Marco Scalabrino

di Marco Scalabrino

Maestro e amico, autore e persona dalle rare qualità, decano fra i poeti dialettali siciliani, Carmelo Lauretta nasce a Comiso (RG) nel 1914.
Laureato all’Università Cattolica di Milano nel 1939, docente per quarant’anni di Lettere in Istituti Statali, è stato dopo la Liberazione vicesindaco della sua città, nonché negli anni Cinquanta il primo presidente delle municipali ACLI.
Collaboratore del Vocabolario Siciliano di Giorgio Piccitto, a cura del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani, del quotidiano la sicilia, dei periodici giornale di poesia siciliana di Palermo, arte e folklore di sicilia di Catania, dialogo di Modica (RG) e di altri giornali nazionali e locali, ha pubblicato poesia, prosa e saggistica, sin dal 1938.
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Quante volte vi capita di guardare per aria mentre state camminando?

Racconto per parole e immagini

di Mauro Mirci

Il Radon, questo semisconosciuto. Gas nobile e radioattivo derivante dal decadimento dell’uranio. Scrive Wikipedia, e fidandoci citiamo: “Gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. L’isotopo più stabile, il 222Rn ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni e viene usato in radioterapia. Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all’interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia. Polonio e bismuto sono prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon.
Insomma, c’è da farsela sotto, tenuto conto che è anche incolore, inodore, rilevabile solo con tecniche particolari.
E quindi, assieme ad altri addetti ai lavori, il sottoscritto parte per Enna (pare che il sottoscritto sia un addetto ai lavori, almeno così gli viene quotidianamente ripetuto), onde ricevere lumi e istruzioni, nonché indirizzi operativi, da un funzionario dell’ARPA, acronimo che dietro un apparente riferimento musicale nasconde la molto più pragmatica denominazione di Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che, appunto diventa ARPA se si ha cura, come prassi, di elidere articoli e preposizioni semplici e articolate. La prassi è diffusa e nota, anche troppo. Il mio foglio di missione infatti citava, più o meno: Autorizzazione missione Enna dipendente Mirci c/o provincia – problematica radon (“Minchia, pare che l’ha scritto Tarzan”, “Vabbé, tanto si capisce”, “Ma almeno una virgola”, “Non scrivo del dipendente e ci metto la virgola?”).

Cliccate qui per leggere tutta la storia. Pesa circa 1,5 Mb

The self is a coffin. Intervista a Salvatore Scibona

Mirabella Imbaccari è una cittadina di poche migliaia di abitanti, nel centro della Sicilia. Da lì sono partiti i bisnonni paterni di Salvatore Scibona, scrittore statunitense incluso dal New Yorker nella lista dei migliori scrittori under 40. “La fine” è il titolo del romanzo che è valso a Scibona l’attenzione e i favori della critica americana.

Antonio Pagliaro lo intervista per la rivista palermitana 21 arte cultura società.

il libro è dedicato ai miei nonni; sono diventati “americani”, come quasi ogni bambino americano di immigrati durante la Seconda Guerra mondiale, e così facendo si sono lasciati alle spalle gran parte della loro cultura; è vero che la mia generazione era americana, a parte i nostri nome e la cucina; è vero che ho trovato nei miei nonni e nella loro giovinezza una cultura che altrimenti sarebbe stata cancellata; che la narrativa è stato l’unico modo per vedere dietro la tenda che mi separava dal passato. Ma tutto ciò è solo privato. Voglio scrivere cose che alla fine sono libere dalle mie motivazioni e dalla mia vita. Il libro non è per me o per la mia famiglia. È per il lettore.
L’Ego è noioso, e le motivazioni personali che ci spingono a scrivere inevitabilmente puzzano del nostro egoismo. La magia avviene quando cominciamo a sentire la spinta dal di fuori, la spinta della letteratura che promette la libertà dal piccolo sé e ci invita in un mondo che è più ampio delle nostre vite individuali, delle nostre famiglie, clan e nazionalità. “La fine” è ambientato tra italoamericani, ed è un fatto che io venga da quel background. Ma spero che il libro utilizzi solo questo fatto, che lo digerisca e ne faccia una storia universale.

Leggi tutta l’intervista sul sito di Antonio Pagliaro

Qui la versione in pdf

Prima antologia del calcio astrale

Eccola qua: la prima antologia del calcio astrale, opera dalla Alfonsetti & Associati, in prestigiosa edizione natalizia ebook dalla Cletus Production.

Se un distinto ultrasettantenne può affermare: “No say cat is in the sac when you have not the cat in the sac” convinto in buona fede di dire qualcosa di senso compiuto, allora nessuna storia inventata sul calcio può essere veramente inventata. Nemmeno la più strampalata. Per questo il titolo di questo libro elettronico è meno fantascientifico di quello che potrebbe sembrare.

L’editore sostiene di avere inserito in questo ebook “una leva fra le più valide di nuovi scrittori italiani”.
E la “leva” in questione è composta da:
Cletus Alfonsetti – Stefano Amato – Martin Baldi – Paolo Cacciolati – Marco Candida – Marco Crestani – Samuele Galassi – Hector Genta – Franz Krauspenhaar – Antonio La Malfa – Giuseppe Manfridi – Mauro Mirci Gianni Montieri – Mario Pischedda – Paola Ragnoli – Ezio Tarantino – Rocco Traisci.

Dalla prefazione è di Enrico Vaime
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