Nacci: Qualche libro del 2011

E’ tutt’un esplodere di epifanie che si compie nello spazio del preverbale onirico, e il filo narrativo si immerge nell’abisso, senza per questo mai venire meno. Storie. Ambienti. Suggestione. Luci. Oscurità. Vibrazione. Cose

E’ un brano tratto dal post di Jacopo Nacci, su Yattaran, “Qualche libro del 2011”. Il libro di cui scrive è “L’ora migliore e altri racconti” di Simone Ghelli. Simone Ghelli è, peraltro, il vincitore del concorso letterario “Il racconto più brutto”, il che testimonia il talento dell’artista e invoglia il lettore curioso a procurarsi il volume, magari comprarlo, se può, ma diciamo procurarsi, per mantener vivo un ventaglio di possibilità. Se qualcuno nutrisse dubbi sull’accostamento tra talento e vittoria in un concorso per racconti brutti, lo invito a impegnarsi nella scrittura di un racconto volutamente brutto. Mi saprà dire (ché il racconto brutto d’autore non è opera semplice, poiché la perizia necessaria nella produzione di qualcosa che sia men che mediocre, men che scadente, men che  inaccettabile, è tanta. Si dirà che di cattivi scrittori è pieno il mondo e costoro non possono che dare alla luce orribili scritti. Vero è, ma vero è pure che detta categoria, di solito incapace di autocritica, ritiene belle le proprie prose e mai le iscriverebbe a un concorso di certi dichiarati intenti.)

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L’impavida eroina eccetera

Ed eccolo qui: L’impavida eroina eccetera. Sette racconti in 142 pagine.

La quarta di copertina recita: “La misteriosa scomparsa di due donne nella Sicilia del luglio 1943. E, negli stessi giorni e negli stessi luoghi, l’assistente di un impresario di pompe funebri s’innamora di una defunta bellissima. Lo strano legame tra un uomo solo e coltissimo e un bambino che sogna di possedere una moto Ape. E ancora: un cortile sul quale incombe una tragedia inevitabile; le fisime artistiche di uno scultore improvvisato; una partita a calcio che non è solamente una partita di calcio; un’impavida eroina ubiqua, inconsapevolmente sospesa tra verità e menzogna, che salva la vita di un uomo prossimo a perdersi. La Sicilia interna, quella che non vede il mare, raccontata in maniera ironica e spietata. Sette racconti da leggere d’un fiato.”

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A volte ritornano

Nel 2005 un racconto del gestore di questo sito (o blog, come preferite) fu pubblicato in un volumetto dal titolo Copyleft, edito da Alberto Gaffi di Roma. Si trattava di una raccolta di racconti di vari autori, curata da Girolamo Grammatico e contenente, tra gli altri, anche scritti di Wu Ming, Francesco Pacifico, Girolamo Di Michele, Saverio Fattori e Monica Mazzitelli, Claudio Morici. Il racconto del gestore di questo blog (o sito) s’intitolava La lapa, storia di un ragazzino desideroso di possedere un’Ape Piaggio e del suo incontro con un personaggio particolare, solo e coltissimo.
Coerentemente col titolo, il libro fu pubblicato in copyleft, fu cioè reso disponibile al download gratuito, e a un sommario controllo pare lo sia ancora. Per questo, se si vuole leggerlo senza per forza passare dal libraio, basta cliccare qui.
(Qui e qui e qui ci sono alcune recensioni)
Se si vuole l’edizione cartacea forse l’editore ha ancora qualche copia in magazzino. Il costo era abbastanza contenuto: 7 euri soltanto.

Tutto questo per dire che, dopo sei anni, La lapa, debitamente riveduto e corretto, torna in tipografia. Quindi potrebbe pure essere interessante leggerlo nella nuova versione e confrontarlo con la vecchia.

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