LA VASTA LETTERATURA CRITICA LANZIANA A PORTATA DI TUTTI

di Enzo Barnabà


Qual è il posto di Francesco Lanza nella storia della letteratura italiana ? È vero quanto scrisse Vincenzo Consolo: “I Mimi di Lanza sono il più straordinario, singolare, originale libro del Novecento italiano”?
La risposta a queste domande può essere trovata nella sezione che il sito dedicato allo scrittore valguarnerese riserva ai critici che si sono occupati di lui. Si tratta di una trentina di autori tra i quali non mancano alcune colonne della letteratura italiana (Italo Calvino, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, per esempio)  così come tanti autorevoli critici. I loro scritti sono adesso a disposizione di coloro che cliccano sul link http://francescolanza.altervista.org/critica/su-lanza/.
Le centinaia e centinaia di pagine della critica su Lanza, frutto di un lavoro certosino, non sono forse esaurienti, ma poco – forse è meglio dire pochissimo – ci manca. Il sito si propone di pubblicare quanto è stato scritto da Lanza (lettere e inediti compresi) e quanto su Lanza è stato scritto. L’informatica permette di colmare possibili lacune e di aggiornare le varie sezioni con nuove auspicate acquisizioni. Internet, inoltre, consente di mettere una gran mole di  materiale a disposizione degli studiosi, scavalcando ogni frontiera. E gli interessati allo scrittore di Valguarnera si trovano in una vasta area che comprende anche gli USA.
Molti degli scritti pubblicati sono difficilmente reperibili, lontani anche dalla portata di molti studiosi che adesso, aprendo il computer, se li trovano a casa. Tra questi scritti, ci pare opportuno segnalare il saggio di Mariano Lamartina “Realtà e mito nell’opera di Francesco Lanza” che a giusto titolo nel 1970 vinse il “Premio Lanza”, la prima e sola edizione che Valguarnera abbia dedicato al proprio scrittore.

Di alcuni animali che, per la verità, non mi è mai capitato di vedere

Nel 2014 ho ricevuto l’invito a partecipare all’Aetnacon, convention siciliana di fantascienza, per grande apertura verso altre discipline del fantastico. Nel 2014 grande spazio fu dedicato alla criptozoologia.

Ho quindi dedicato il mio intervento a un animale fantastico delle mie parte, alla cui ricerca (anche se virtuale), mi sono dedicato: la culovria, serpente gigantesco, con aspetti vari tanto quanti sono gli occhi che l’hanno osservato.

Qualche link all’Aetnacon e ai suoi organizzatori è doveroso:

Enrico Di Stefano, Claudio Chillemi, Aetnacon 2014,

Così come è doveroso un link al video scelto, opportunamente, per far da sigla d’apertura del mio intervento

Okay, fatta l’introduzione, ossequiosa e beneducata com’era giusto, ecco il pezzo.

Clicca qui per leggere “Di alcuni animali eccetera eccetera…”

Gattari.it

delicata storia d’amore di Greta Cerretti

Seduta di fronte a Mauro, osservo il tamburellare delle sue dita ossute sul tavolo di questo squallido pub di periferia. I suoi occhi verdi brillano nonostante il buio del locale, il sorriso è incorniciato da una barbetta incolta che nasconde le rughe del viso da giovane cinquantenne. È bello come nella foto che mi aveva inviato. Su questo non aveva mentito.

Raggiera Giallorossa scrive: Nell’ultimo anno questo forum è stato il mio unico contatto con il mondo esterno. Tu sei la prima ragazza con la quale sono riuscito a parlare di me e dei miei sentimenti.
Truciolo Solitario scrive: Per me è lo stesso. I miei coetanei sembrano tanti Peter Pan, nessuno vuole costruire un futuro, una famiglia, avere dei bambini. Passati i trentacinque, mi sento una zitella.
Raggiera Giallorossa scrive: Io vorrei tanto una famiglia e dei figli, ma troppe barriere me lo impediscono.
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Tomassini e Pagliaro a “Libri sotto il gelso”

Ultimo appuntamento di quest’anno per Libri sotto il gelso, la manifestazione tutta dedicata ai libri promossa dal Comune di Piazza Armerina e giunta alla seconda edizione.

Il 2 settembre prossimo, alle 18,30, a Piazza Armerina nel Chiostro di Sant’anna, Mauro Mirci presenterà due romanzieri siciliani, giovani e promettentissimi: Veronica Tomassini col suo “Sangue di Cane” e Antonio Pagliaro, con “I cani di via Lincoln”. Entrambi i romanzi sono stati pubblicati da Laurana editore.

Veronica Tomassini, siracusana, narra nel suo libro d’esordio, Sangue di cane, una struggente storia d’amore tra una giovane italiana di famiglia borghese e un lavavetri polacco. Un romanzo che ha raccolto vasti consensi di critica e rappresenta sicuramente il primo passo di una bella carriera letteraria. Siciliana di origini umbre, scrive sul quotidiano «La Sicilia» dal 1996. Sangue di cane è il suo primo romanzo.

Per Antonio Pagliaro, palermitano, I cani di via Lincoln è invece il secondo romanzo, nel quale racconta una Palermo spietata dove i clan mafiosi stringono un turpe accordo con le triadi cinesi. Fatti romanzeschi certo, ma ai quali la realtà fa da costante riferimento. “I cani di via Lincoln” segue “Il sangue degli altri” (Sironi ed.) e precede di poco il romanzo breve “Il giapponese cannibale”, ricavato da un fatto realmente accaduto. Antonio Pagliaro ha scritto di libri sui quotidiani Liberazione e La Repubblica (Palermo), sul magazine Milanonera e sul bisettimanale La Sesia. Gli articoli sono qui: Magazzini Pagliaro. Attualmente tiene la rubrica “Peñarol, il giallo e il nero” sul magazine di arte, cultura e società 21. Con Edo Grandinetti e Sauro Sandroni, ha fondato Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni.

[Leggi tutto il comunicato stampa in pdf]
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Il Caimano (secondo E. Tarantino)

A cinque anni dall’uscita nelle sale Il caimano è finalmente arrivato in televisione. Naturalmente in Italia non c’è la censura.
Ho recuperato dai miei archivi questo pezzo (che avevo dimenticato di aver scritto. Facevo una profezia: che dopo di questo non ci sarebbero stati più film su Berlusconi. In effetti mi sbagliavo, anche se non si è trattato di film di fiction). Il film, lui sì, contiene elementi profetici attualissimi. Del resto non era difficile: la vita politica italiana – intendo: la vita pubblica – è congelata da quindici anni sui problemi personali del premier).

Il resto, se vi va di leggerlo, lo trovate sul blog di Ezio Tarantino.

Giufà, il direttore generale e il medico disubbidiente

di Mauro Mirci

Il problema non sta tanto nel raccontare bene le storie, quanto nel trovare le storie da raccontare. A raccontare le storie sono più o meno tutti capaci. Basta avere chiaro in testa qual è l’argomento, non perdersi in divagazioni e arrivare alla fine senza stufare chi legge (o ascolta). Se poi c’è un colpo di scena finale tanto meglio: l’attesa non sarà stata vana. A raccontare storie sono bravi anche quelli digiuni di lettere. Questa è una cosa che so sin da bambino, quando la signora Maria, un’anziana vicina di casa che badava a me ogni tanto, mi sedeva su una seggiolina e mi teneva lì raccontandomi di Giufà e delle sue stramberie furbe e sciocche al contempo. Ricordo con nostalgia la volta che, anche lei seduta e con le mani giunte in grembo, iniziò a narrarmi di come Giufà, cacciatore per l’occasione, se ne andava in giro per le campagne all’alba in cerca di un “canta-la-noit” (gli amici amanti del piazzese scritto mi perdoneranno, spero, la grossolana ortografia) da sparare, perché sua madre gli aveva detto di questo animale (un gallo? Mah, chi lo sa?) che cantava col primo sole e aveva carni deliziose. E il bello è che Giufà il “canta-la-noit” lo trovò sul serio, lo accoppò e se lo portò a casa tutto orgoglioso.
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La piazzetta dei ragazzini che squillano

di Mauro Mirci

Siccome sono un fumatore, e visto che in ufficio non si può fumare, mi allontano di tanto in tanto per  trovarmi un posticino dove indulgere nel vizio. Il luogo preferito è un balconcino al secondo piano, attrezzato di colonnina portacenere e buttacarte (uno di quegli aggeggi che, di solito, stanno nei bar, fatti in modo che braci e carta non si mischino) che nessuno svuota mai. Oppure mi piazzo immediatamente fuori dall’uscita di sicurezza. E lì mi spipetto la dose quotidiana di nicotina. La porta di sicurezza dà su uno spiazzo che spesso è ingombro di automobili, ma durante le feste la gente va meno in municipio e molti dipendenti sono in ferie. Così lo spiazzo è libero e, incredibilmente, son fioriti i ragazzini. Si sono appropriati della piazzetta, stabilito la posizione di due porte (invisibili a tutti meno che a loro), formato le squadre e dato il fischio d’inizio. Li osservo per un po’, mentre fumo, e mi rendo conto che certe cose sono sempre uguali. C’è quello che tiene sempre palla e si sente  un fuoriclasse, quello che gioca dietro e dice d’essere il regista, l’altro ancora, bravo davvero, che corre come un indemoniato, crossa, tira, e dribbla avversari e specchietti retrovisori (be’, qualche auto c’è, in effetti). Il fallo laterale non esiste.

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Medico chirurgo no

C’è una sagoma indistinta dietro alla cortina di vapore. La mano si muove di volontà propria e traccia un arco nitido sul vetro appannato. Il volto che prima si intuiva ora appare ed è il suo. Ha gli occhi ancora gonfi di sonno. Apre il rubinetto dell’acqua calda. Una cataratta di liquido incandescente si riversa sulla ceramica del lavabo, schizza, tracima, rumoreggia.
L’urlo di sua madre, oltre la porta chiusa a chiave, sembra un muggito. Lorenzo non distingue le parole ma le immagina. Tenta di forzare il rubinetto, ma è già aperto al massimo, non potrà incrementare oltre il consumo idrico della casa e provocare a sua madre un aggravamento delle già rumorose preoccupazioni per l’importo delle prossime bollette.
Che, poi, dà lui alla madre i soldi per pagarle, ma non c’è nulla da fare: il giorno della bolletta è denso di strepiti e sospiri. Ma che ci farà mai sua madre coi soldi che le dà? Le gira metà dello stipendio, anche di più, dipende dal periodo. Lei gli rinfaccia sempre che non sa gestirsi.
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Lettera aperta a Litterio Scalisi

Ricevo da Giovanni Piazza, che scrive: “Sìmiu signor Ma.Mi, scosasse se l’addisturbo, arrisicandomi di farci accalare il tuono eleante e allittirato delle alte e allittirate parolesicilianizzanti.sue… mi vulissi appermettere e mi appermetto di coinvolgerla e sconvolgerla in un sorridente tentativo di carizza a quella scuzzitta che Litterio ci farà l’onore di portare a Piazza. Chippoi, paroledisicilia cu quarchi parola in lingua siciliana, è la cirasedda supra la torta, la ricotta supra la pasta a sucu, la crozza supra a lu cantuni etc.etc.etc.
Sabbanadica e graziassà.”
Come dire di no? ma.mi.

Lettera aperta (e mi scordai di ‘nchiuderla, chi cc’è) a Litterio Scalisi, graditissimu ospiti di Chiazza.
di Giovanni Giometrico Piazza.

Pregiatissimu Scalisi Litterio
Aderenze Sig. La Rosa
Paisi (Sicilia Sicula)

Caro Litterio, scrivu a ddu paisi
unni i Scalisi siti a tinchitè
certu ca piccomunque stati misi
a qualcunu l’angagghiu, e sai chi c’è?
Ca si i Scalisi aviti fantasìa
chiddu ca ‘ngagghiu poi la passa a ttia.
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