LA VASTA LETTERATURA CRITICA LANZIANA A PORTATA DI TUTTI

di Enzo Barnabà


Qual è il posto di Francesco Lanza nella storia della letteratura italiana ? È vero quanto scrisse Vincenzo Consolo: “I Mimi di Lanza sono il più straordinario, singolare, originale libro del Novecento italiano”?
La risposta a queste domande può essere trovata nella sezione che il sito dedicato allo scrittore valguarnerese riserva ai critici che si sono occupati di lui. Si tratta di una trentina di autori tra i quali non mancano alcune colonne della letteratura italiana (Italo Calvino, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, per esempio)  così come tanti autorevoli critici. I loro scritti sono adesso a disposizione di coloro che cliccano sul link http://francescolanza.altervista.org/critica/su-lanza/.
Le centinaia e centinaia di pagine della critica su Lanza, frutto di un lavoro certosino, non sono forse esaurienti, ma poco – forse è meglio dire pochissimo – ci manca. Il sito si propone di pubblicare quanto è stato scritto da Lanza (lettere e inediti compresi) e quanto su Lanza è stato scritto. L’informatica permette di colmare possibili lacune e di aggiornare le varie sezioni con nuove auspicate acquisizioni. Internet, inoltre, consente di mettere una gran mole di  materiale a disposizione degli studiosi, scavalcando ogni frontiera. E gli interessati allo scrittore di Valguarnera si trovano in una vasta area che comprende anche gli USA.
Molti degli scritti pubblicati sono difficilmente reperibili, lontani anche dalla portata di molti studiosi che adesso, aprendo il computer, se li trovano a casa. Tra questi scritti, ci pare opportuno segnalare il saggio di Mariano Lamartina “Realtà e mito nell’opera di Francesco Lanza” che a giusto titolo nel 1970 vinse il “Premio Lanza”, la prima e sola edizione che Valguarnera abbia dedicato al proprio scrittore.

“A ENNA SI È COMINCIATO A STAMPARE UN GIORNALE LETTERARIO…” – LANZA, SAVARESE E… ARENGI ALLE PRESE COL “LUNARIO SICILIANO”

di Enzo Barnabà

 

Francesco Lanza

Nino Savarese

Quanti sanno che nel 1927 ad Enna (da poco non più Castrogiovanni) nacque un mensile di diffusione nazionale? Andiamo con ordine. Il valguarnerese Francesco Lanza, appena trentenne, ha già alle spalle una notevole carriera letteraria (libri, articoli, teatro) svolta in massima parte a Roma. Tornato in paese, non ha nessuna voglia di iniziare l’attività forense, a cui la laurea un giurisprudenza lo destinava, mortificando la sua vocazione di scrittore. Decide di creare un periodico nel quale parlare della Sicilia contadina, delle sue tradizioni, della sua cultura (mitologia e paladini, per es.), senza escludere quella materiale: coltivazioni, rimedi, fiere e mercati, ecc. Non a caso si sarebbe chiamato “Lunario Siciliano”.
A Valguarnera non esiste una tipografia degna di questo nome. Nino Savarese, entusiasta del progetto, suggerisce quella di Florindo Arengi che si trova ad Enna, a due passi da casa sua, nel pianterreno dell’ex monastero di San Benedetto, in via Roma, 324. Ecco come Lanza descrive il lavoro tipografico cui assiste anche il giovane poeta catanese Arcangelo Blandini:
“Nessuno di noi potrà dimenticare la tipografia: quei ragazzi di vent’anni che tra canti e motteggi si rigiravano nelle mani, con felice inconsapevolezza, le nostre povere parole paurosamente fermate nel piombo delle colonne, Don Peppino, il rilegatore, in stivaloni e berretta da notte armeggiante zitto zitto attorno alla taglierina e, in mezzo, il rubicondo ed arguto Florindo che acquietava tutte le nostre sproporzionate preoccupazioni pratiche con dei “penso io” pieni di affettuosa prontezza… Continue reading

L’Ultimo romanzo di Enzo Barnabà sarà presentato a Piazza Armerina

Il tour di presentazioni del nuovo romanzo di Enzo Barnabà tocca anche Piazza Armerina. Il libro si intitola “Il ventre del Pitone” ed è l’ultima fatica di Enzo Barnabà, scrittore, saggista, amante ed esperto dell’Africa. E’ la storia della Cunègonde e della sua odissea dalla Costa d’Avorio a Palermo. Una narrazione straordinaria che porta il lettore dentro l’Africa di ogni giorno, quella dove le abitudini tribali e l’economia globale convivono in un apparente equilibrio.
Cunègonde bambina, nata in piccolo villaggio ivoriano, si trasferisce con la famiglia in una grande città e lì si forma come persona e come donna, a contatto con gli aspetti più volgari dell’umanità della periferia del mondo, ma anche con le antiche tradizioni della sua gente, i riti stregoneschi, le superstizioni, le abitudini di un popolo sempre legato alla realtà tribale e agli antichi usi, nei quali riti animisti e dottrina cristiana si fondono e realizzano una spiritualità profonda e nuova.

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I Mimi di Lanza in inglese

Francesco Lanza, autore valguarnerese poco noto ai più, viene tradotto in inglese. Per la precisione è “Mimi siciliani”, la sua opera più famosa, ad aver subito la trasposizione nella lingua di Shakespeare. Di questo libro Vincenzo Consolo scrisse: “I Mimi sono il più straordinario, singolare, originale libro del novecento italiano”, ma certo non devono avergli creduto in molti se del volume è così difficile rinvenire traccia nelle librerie, e proprio chi scrive, sentendosi rispondere picche da un rinomato rivenditore di libri online, dovette ripiegare su un’edizione assai impolverata, malmessa e, a dire il vero, poco curata, che trovò su una bancarella paesana.
In ogni modo, su francescolanza.it – il bellissimo sito curato da Enzo Barnabà e Sebastiano Giarrizzo – potrete leggere i Mimi in formato pdf.
Sul medesimo sito, poi, se vi intendete dell’idioma anglosassone, avrete l’opportunità di leggere, gratis, la prefazione di Gaetano Cipolla ai Mimi in inglese, nonché la traduzione di alcuni brani del libro di Lanza.
Infine, giusto per non farsi mancare nulla, un video di Andrea D’Agostino che legge i Mimi.
E’ tutto.