L’impavida eroina eccetera

Ed eccolo qui: L’impavida eroina eccetera. Sette racconti in 142 pagine.

La quarta di copertina recita: “La misteriosa scomparsa di due donne nella Sicilia del luglio 1943. E, negli stessi giorni e negli stessi luoghi, l’assistente di un impresario di pompe funebri s’innamora di una defunta bellissima. Lo strano legame tra un uomo solo e coltissimo e un bambino che sogna di possedere una moto Ape. E ancora: un cortile sul quale incombe una tragedia inevitabile; le fisime artistiche di uno scultore improvvisato; una partita a calcio che non è solamente una partita di calcio; un’impavida eroina ubiqua, inconsapevolmente sospesa tra verità e menzogna, che salva la vita di un uomo prossimo a perdersi. La Sicilia interna, quella che non vede il mare, raccontata in maniera ironica e spietata. Sette racconti da leggere d’un fiato.”

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Tra non molto

L’IMPAVIDA EROINA ECCETERA
(continuazione)

— Lei è una privilegiata — disse l’uomo. Sorseggiò il caffè. — E anch’io.
— Me lo hanno regalato — disse lei. Lui la fissò incuriosito.
— Lavoro nella casa di un colonnello di artiglieria. Conti, non so se lo conosce.
— Conti? No, non lo conosco. Ma ero solo caporale, non frequentavo gli ufficiali. Solo qualche subalterno.
— Beva.
Lui bevve.
— Buono.
Erano seduti: lui sulla poltrona, lei su una delle sedie. Stettero a fissarsi per un tempo indefinito, in silenzio. Per la prima volta, dopo molto tempo, l’uomo non provò il desiderio di nascondere il volto a uno sguardo estraneo.
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La Sacra Famiglia

Questi racconti danno corpo e voce a ciò che di più “cattivo” e “malsano” può annidarsi nel profondo, nella parte più rinnegata di sé che si vorrebbe relegare perennemente nell’angolo più buio. Ma che nell’intrecciarsi delle relazioni e degli eventi può trovare la spinta per emergere e travolgere tutto.

L’autore, appena trentenne, vive a Cesena dove esercita la professione di psicoterapeuta. Prima della Sacra famiglia, ha pubblicato la raccolta di racconti Il dado è tratto (2007) e due romanzi: Volevo essere Spiderman (2009) e L’amore ai tempi della Gelmini (2011).

Qui la pagina sul sito dell’editore

Il secondo libro di Nulladie

E’ pronto il secondo libro di Nulladie edizioni. Si tratta di “Educare: una sfida possibile”, saggio di Rosalinda Lo Presti Gianguzzi. Vuole essere una risposta alle parole del Ministro Gelmini, che definì “un privilegio” l’astensione obbligatoria per maternità.

Già disponibile in versione ebook, a 6 euro e 99, l’edizione cartacea sarà in libreria a partire dal 25 aprile prossimo.

Prefazione, di Salvatore Giordano
Non sappiamo come la nostra epoca sarà ricordata dai posteri. Se si porrà l’accento sulla globalizzazione o sull’emergere di nuovi centri o periferie del mondo; né possiamo prevedere quali delle attuali tendenze verranno ricordate come caratteristiche del nostro periodo. Possiamo, però, pronosticare con ragionevole previsione che della “riforma epocale” della scuola italiana varata dal governo in carica nell’anno scolastico 2010-2011 ben pochi avranno contezza. Al più ci si ricorderà come, benché approvata da una larga maggioranza parlamentare, sia stata accolta freddamente dall’insieme della società italiana e apertamente osteggiata dalla totalità degli “addetti ai lavori”.

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Nulladie edizioni. Coraggio, fatevi avanti

“Nulla die sine linea” scriveva Plinio il Vecchio, cioè: “Nessun giorno senza tracciare una linea”. O senza scrivere un rigo. O senza leggerlo, aggiungerei io.
Per questo il gestore di paroledisicilia.it ha raccolto l’invito della famiglia Giordano tutta, raccolta come un sol uomo a far impresa editoriale, e sta sciroppandosi una quantità di dattiloscritti per vedere di cavarne fuori qualcuno buono da pubblicare per le neonate edizioni Nulladie. Malandrinamente, ho gettato l’amo. “Chiaramente” ho detto a Salvatore Giordano, “il grano lo cacciano gli autori.” E lui, altrettanto maladrinamente, mi ci ha mandato (là, proprio là, dove si può ben immaginare).
Quindi niente sghei di Autori a P.S. (per i neofiti, “a Proprie Spese”): ci tocca lavorare e cercare di far buoni libri. E io che volevo trascorrere una vecchiaia serena. Pazienza.
Vabbé, magari chi legge si starà chiedendo come si fa per pubblicare con Nulladie. E le modalità sono le seguenti, almeno per la narrativa (ché di quella capisco un minimo, per il resto rivolgersi a chi di competenza).
1 – Aver pratica effettiva della lingua italiana. Evitare di scrivere cose tipo: “Se io sarei”, “Io non voglio centrarci” e via discorrendo. A un livello un po’ più alto, sapere cos’è un’eufonica.
2 – Aver letto tanto e non aver voglia di smettere.
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