Il Cimitero di Praga? Va via che è un piacere.

di Ezio Tarantino

Che libro è Il cimitero di Praga di Umberto Eco? Un libro scritto al computer, è la prima cosa che mi viene da dire. Eco utilizza una lingua elementare, dal periodare semplice e senza voli pindarici (metafore e altri orpelli ridotti al lumicino), un “plain italian” che scorre via come acqua sulle pietre levigate dei torrenti di montagna. Intendiamoci, non è un difetto. Il libro va via che è un piacere (se questo è lo scopo di un libro: andar via).

[il resto potete leggerlo su “La poesia e lo spirito”, blog multiautore di Fabrizio Centofanti]

Poesie d’amore e calzini sporchi

di Mauro Mirci

Credo fosse gennaio. Più di vent’anni fa. Un bussare discreto alla porta ed entrò, vestita di nero, un trucco che metteva in risalto l’azzurro dei suoi occhi. Non so chi le avesse aperto. Il nostro appartamento di fuorisede era come una stazione ferroviaria. Gente a tutte le ore in giro per i corridoi; ogni tanto qualcuno s’infilava nelle stanze come fossero vagoni ferroviari. Il grande soggiorno era la sala d’aspetto, con la televisione e sempre qualcuno a mangiare sul grande tavolo di legno massiccio, residuato civile di antiquato soggiorno borghese. Lei entrò, dicevo, e andò a sedersi sul letto accanto al mio. Avrei dovuto accoglierla meglio, far qualcosa di più che sgusciare dalle coperte ed esibire la tuta da ginnastica che usavo come pigiama. E anche la faccia da studente tiratardi appena sveglio, immagino, non doveva essere un bel vedere. Ma lei sorrideva, e io lo sapevo che aveva un debole per me. Anch’io per lei.
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Premio Moak 2011

L’edizione 2011 del concorso letterario Moak, giunto alla sua decima edizione, presenta una giuria d’eccezione: presidente Walter Pedullà; giurati Roberto Alajmo, Guido Conti, Salvatore Ferlita, Raffaele Nigro, Massimo Onofri.
Scadenza per la partecipazione: 21 aprile 2011.
Cliccate sul link per scaricare il “Bando caffè letterario moak 2011
Per altre informazioni e per conoscere la storia del Premio Moak, cliccate qui.

Scalabrino su “L’impoetico mafioso”

di Marco Scalabrino

“Ci siamo abituati: tutti i giorni … morti ammazzati stesi sull’asfalto … ma questa indifferenza … è un sintomo del male”, Davide Puccini.

Muove Gianmario Lucini, nella prefazione a questo volume, dal confronto fra il ruolo della poesia nell’età classica e quello nell’attuale società. “La poesia epica parlava della pòlis, del suo popolo e della sua vita, dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue paure ataviche. Era una poesia capace di stare dentro la società storica e proporsi con un ruolo molto chiaro, quello di interprete della umanità più profonda, di metterla in scena anche nelle sue contraddizioni e nei suoi dolorosi paradossi. La poesia contemporanea invece, troppo spesso, è la noiosa e monocorde proposta di un Io poetico solipsistico, che non si cura dell’altro, ma solo di se stesso, non si sente responsabile del processo di comunicazione ma si mette gegenstand, di fronte, troppo spesso da un pulpito, dall’interno di un gioco le cui regole non sono chiare a nessuno. Non c’è da meravigliarsi se la gente non legge poesia.”
E allora, giusto per rintuzzare questa sorta “di auto-difesa dal non-senso della poesia decaduta e auto-referenziale”, per stabilire un legame tra quel passato e il nostro presente, per riguadagnare il proprio originale ruolo, anzi, più, “nell’idea di assumere un ruolo speciale”, questa antologia poetica, soggiunge Lucini, “esprime il proposito di rottura con la cultura mafiosa e lo fa parlando alle coscienze, alle sensibilità individuali di ognuno”.
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Nulladie. Il primo libro

Il primo libro di Nulladie edizioni lo strovate online, per esempio su Simplicissimus.
Si intitola “Periferie”, raccolta di poesie di Antonella Santarelli.

La quarta virtuale recita: “Periferie, luoghi dannati come scabrosi stati dell’animo da cui è possibile risollevarsi.
Esistenze tormentate e passioni irriverenti che l’autrice ci svela senza compiacersene.
Versi in sintonia con chi non ha paura di mostrare i lati peggiori dell’animo, come mondi a perdere che pur bisogna conoscere e amare.

Antonella Santarelli vive a Piazza Armerina ed è tra le vincitrici del Premio Nazionale Scrivere Donna 2010.”

Chi ben comincia è alla metà dell’opera.

PDZ 2.0: il nuovo PupidiZuccaro, cronache contro lo svanire

Ricevo dagli amici di Pupi di Zuccaro e volentieri diffondo. ma.mi.

Più aperto al mondo, con più rubriche, approfondimenti e  interazione con i lettori grazie alle pagine ufficiali su twitter e facebook.
Il portale culturale www.pupidizuccaro.com si rinnova completamente a due anni dalla nascita. Letteratura, arte, cinema, attualità, con “un occhio di riguardo – recita il manifesto – verso tutto ciò che ci sembra nuovo e bello: ragionamenti disinteressati, onestà intellettuale, ingenuità feconde”.
Spazio quindi alle creazioni dei Pupi. Racconti, poesie, piccoli saggi, reportage, interviste, riflessioni originali. Nella categoria fruizioni trovano spazio recensioni, punti di vista, sulle produzioni artistiche degne di interesse.
Pupini sarà il nostro spazio su Twitter (http://twitter.com/pupidizuccaro), il social network dove l’infinito è racchiuso in 140 caratteri. Cinematografo offrirà video e brevi didascalie, schegge visive, lampi dal mondo del cinema, perenne interprete dell’esistente. Con l’Osservatorio, i Pupi forniranno una
panoramica dei progetti editoriali più innovativi e interessanti della scena italiana, su carta e su web.

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