Matteo, nato il 29 febbraio

di Antonio Musotto

La sveglia ha suonato, e poi si è accesa la radio, con il notiziario di oggi, 29 febbraio.
Oggi si vota, si torna alle urne per decidere se confermare o sostituire il premier.
Mi sono alzato, ho scrutato la mia faccia allo specchio prima di radermi, è sempre la stessa faccia, sono io, Matteo Rossi.
Dopo, vicino al frigorifero, ho detto latte , la giusta dose di liquido bianco è stata somministrata nel bicchiere di plastica, mentre una voce sintetizzata informava che si trattava di latte del presidente, parzialmente scremato, temperatura di 7 gradi ed altre stronzate cui non ho prestato attenzione.
Oggi si vota, potrei farlo comodamente da casa, dal box interattivo sopra la televisione, che non possiamo più spegnere da quanto è stata approvata la legge che ne impone l’accensione continuata, ma ho voglia di uscire.
Passerò prima a prendere i dolci in pasticceria , poi andrò al seggio.
E’ il 29 febbraio, il mio compleanno. Continue reading

Barnabà su Il pugnale di Toledo

di Enzo Barnabà

L’ultimo libro, appena uscito, di Vito Catalano, “Il pugnale di Toledo”, Avagliano Editore, Roma, l’ho letto tutto di un fiato e di questo voglio ringraziare l’autore perché, da qualche tempo, la cosa mi succede raramente. Come nel precedente romanzo, “L’orma del lupo” pubblicato dallo stesso editore  nel 2010, la vicenda si dipana nella Sicilia del Seicento; qui, però, non è il noir a connotare la narrazione, ma il genere cappa e spada. L’autore ci dà sotto alla grande, divertendosi e divertendo: castelli, osterie, spade, pugnali, signorotti prepotenti, sgherri, prostitute, banditi, agguati, fughe, duelli, assassinii, ecc. Come, fantasticando, si divertiva da ragazzo quando leggeva “Capitan Fracassa” e gli altri classici del romanzo d’avventura che hanno fatto da terreno di coltura alla sua vocazione letteraria.

Una vocazione letteraria cui non è estraneo l’aver trascorso i primi dieci anni di vita in un mondo marcato da un nonno fuori del comune: Leonardo Sciascia. Continue reading

Ci sono cose che non capisco

Ci sono cose che non capisco.
Una è questa.

Va bene. Mi pare logico e giusto che si difenda il luogo e l’istituzione dove si è vissuto e ci si è formati umanamente e professionalmente. Mi sembra anche doveroso e, persino, un atto di legittima difesa: occorre difendere il proprio futuro battendosi per la dignità del proprio passato. Ossia, in questo caso, del proprio percorso formativo.

Però, benedetto figliolo, c’è modo e modo. Continue reading

“Si può fare” letto da Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco recensisce il libro di Fausto Carmelo Nigrelli su Il Foglio.

Si può fare. Riflessioni di un urbanista sindaco
di Pietrangelo Buttafuoco
I sindaci. Nessuno più vuole fare il mestiere di primo cittadino. E c’eravamo, quasi, scordati i sindaci di questa martoriata, devastata e depredata Italia. E non i sindaci professionisti, gli Orlando, i De Magistris e neppure i sindaci pentastellati che si presentano rivoluzionari e poi incappano, da dilettanti, nei giochetti della vecchia politica e chissà cos’altro ancora. Ce li ricorda adesso un agile libretto di uno che il sindaco lo ha fatto per cinque anni in una città bella e difficile, Fausto Carmelo Nigrelli che ha guidato Piazza Armerina – ventiduemila abitanti nel Libero consorzio comunale di Enna, in Sicilia – dal 2008 al 2013.
Ce n’eravamo scordati, appunto, distratti dal pessimo spettacolo che sul laido palcoscenico della politica offre la compagnia di giro del governatore e della sua corte sempre più decaduta e quella dei novanta furbastri seduti nelle nobili sedie del Parlamento più antico del mondo, in Sicilia giusto per dire. Continue reading

Di alcuni animali che, per la verità, non mi è mai capitato di vedere

Nel 2014 ho ricevuto l’invito a partecipare all’Aetnacon, convention siciliana di fantascienza, per grande apertura verso altre discipline del fantastico. Nel 2014 grande spazio fu dedicato alla criptozoologia.

Ho quindi dedicato il mio intervento a un animale fantastico delle mie parte, alla cui ricerca (anche se virtuale), mi sono dedicato: la culovria, serpente gigantesco, con aspetti vari tanto quanti sono gli occhi che l’hanno osservato.

Qualche link all’Aetnacon e ai suoi organizzatori è doveroso:

Enrico Di Stefano, Claudio Chillemi, Aetnacon 2014,

Così come è doveroso un link al video scelto, opportunamente, per far da sigla d’apertura del mio intervento

Okay, fatta l’introduzione, ossequiosa e beneducata com’era giusto, ecco il pezzo.

Clicca qui per leggere “Di alcuni animali eccetera eccetera…”