Lettera aperta alla mamma che scrive una lettera aperta a Lorenzo Cherubini

di Mauro Mirci

Una mamma scrive una lettera aperta a Lorenzo Cherubini, che una volta si chiamava solo Jovanotti, ma poi non so cos’è successo, ha cambiato nome. Scrive la povera madre: “C’è una intera generazione di giovani donne che, da anni, crede ciecamente a quanto scrivi nelle tue canzoni… da tutta la vita apre la finestra con la speranza di trovare una trave appesa al cielo con seduto sopra un ragazzo che canta loro una serenata… E’ necessario che tu, caro Jovanotti, pubblichi una lettera aperta nella quale dichiari sotto giuramento che hai dei difetti… che l’uomo perfetto non esiste… perché la perfezione è solo una grande noia.”
Bene povera madre, nell’attesa che il signor Cherubini ti scriva (e ricordandoti che il signor Cherubini è ormai un cinquantenne che, per questioni anagrafiche, non è il caso di portare a tua figlia come esempio di uomo perfetto: l’età e le esperienze di vita, così come gli errori commessi, hanno la loro importanza), ti do una mano: suggerisci a tua figlia che il signor Cherubini inizia a proporsi al pubblico più di tre decenni fa (anni ’80, c’era ancora l’URSS). Soprattutto, mostrale che, quando “l’uomo perfetto” aveva l’età della tua erede, si proponeva così: [clicca sul link]
No, giusto per dire che col tempo si cambia sempre e, talvolta, si può anche migliorare. Quindi, in linea ampiamente teorica (ma non voglio scavalcarti nel tuo ruolo di madre, vedi tu), potrebbe pure concedere un po’ di fiducia a qualche coetaneo “dirimpettaio in mutande che si gratta il sedere mentre si fa il caffè”. Magari è, o diventerà, meglio di quel che sembra adesso.
E poi, per dire la verità, non credo esista uomo al mondo che, almeno una volta, soprappensiero, non si sia grattato il sedere mentre faceva il caffé.

 

 

Il suo è un atto d’amore

di Mauro Mirci

Saro Crocetta, da Gela, presidente siciliano, si sottovaluta: “Non sono uno che sfascia tutto” afferma. Gli riconosciamo una straordinaria modestia, ma ci tocca contraddirlo: no presidente aka governatore, lei ha fatto molto; forse non ha sfasciato tutto, ma ha lavorato tanto, bisogna riconoscerlo.

Anche se un bel po’ di dipendenti delle ex-provincie – abolite anzi no – potrebbe con dati di fatto dimostrare il contrario, il presidente della Regione Siciliana, a.k.a. “Presidente”, Crocetta Rosario da Gela sostiene a gran voce: “Non sono uno che sfascia tutto”.
E nel farlo annuncia di meditare il ritiro della propria candidatura (a presidente aka governatore, ca va sans dire). 18 ore di riflessioni, poi ci farà sapere. E lo farà sapere al PD, per il quale dichiara amore tale da meritare un atto di pesante rinuncia. Salvo, possibilmente, ricomparire su uno scranno senatoriale, dignitoso risarcimento politico per uno che ha agitato con grande energia il matterello dell’antipolitica per scavalcare (a destra, a sinistra? Mah!) quella in fase di Continue reading