Enzo Barnabà. Cominciò con un incontro fortuito

Ricevo da Enzo Barnabà e volentieri pubblico. ma.mi.

Mi trovavo a Catania dove avevo sentito parlare favorevolmente del “Giorno della civetta” pubblicato da uno scrittore siciliano del quale ignoravo l’esistenza: Leonardo Sciascia. Acquistai il romanzo e mi recai alla stazione dove presi il treno per tornare a casa. Nel vagone, proprio di fronte a me, trovai una coppia sulla quarantina. Tirai fuori il volume e mi immersi nella lettura. Voltando una pagina, mi accorsi che la signora indicava al marito il libro che stavo leggendo, ricevendone un silenzioso sguardo d’intesa. Avrei potuto attaccare bottone, ma non volli interrompere il fluire di una narrazione che mi avvinceva. A Dittaino, aspettando la littorina per Valguarnera, diedi un’occhiata alla quarta di copertina e vi trovai la foto dell’autore. Non credetti ai miei occhi: era proprio quel signore seduto davanti a me.  Continue reading

Joseph Roumanille ispiratore dei Mimi?

di Enzo Barnabà

Inauguriamo il nuovo anno con un saggio di Enzo Barnabà su Joseph Roumanille, forse ispiratore dei “Mimi siciliani” di Francesco Lanza.

Nel febbraio 1922, Francesco Lanza, alle prese con la stesura di quelli che sarebbero diventati i “Mimi Siciliani”, scrive ad Aurelio Navarria “L’opera è in decisa opposizione a tutta la letteratura corrente (…) Per la forma, si riattacca necessariamente a Verga, per la sostanza, il modello di riferimento (forse) è Roumanille”1. Il riferimento a Verga è, si sa, un  riconoscimento che non comporta alcun appiattimento sulla prosa del grande catanese. E quello a Roumanille?Nel febbraio 1922, Francesco Lanza, alle prese con la stesura di quelli che sarebbero diventati i “Mimi Siciliani”, scrive ad Aurelio Navarria “L’opera è in decisa opposizione a tutta la letteratura corrente (…) Per la forma, si riattacca necessariamente a Verga, per la sostanza, il modello di riferimento (forse) è Roumanille”1. Il riferimento a Verga è, si sa, un  riconoscimento che non comporta alcun appiattimento sulla prosa del grande catanese. E quello a Roumanille?

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