“Con l’insistenza” in libreria

di Mauro Mirci

Francesco Randazzo, poliedrico siciliano della diaspora, passa dalla rete alla carta.
Dopo aver reso disponibile online la sua raccolta di racconti “Con l’insistenza di un richiamo”, pubblica con Lupo editore un volumetto dallo stesso titolo che contiene gli stessi racconti meno uno (“Accanto al cuore”, sostituito da “Atto involontario”).
Il libro sarà presentato il 6 dicembre prossimo a Roma, al caffé letterario Simposio, via dei Latini, 11, zona San Lorenzo. Nell’occasione saranno presentate anche le tavole originali de “L’egoista, la vera storia di uno stronzo”, di Antonio Bruno.
Anche Antonio Bruno, giovane fumettista, è un siciliano della diaspora che, a Roma, affila i pennini e raffina lo stile.
Questo il suo sito, dove sono disponibili molte tavole liberamente scaricabili.

Dei racconti di Randazzo, Paola Bernasconi scrive: Continue reading

Freschi di stampa a Enna e Palermo

A Enna, venerdì 28 novembre 2008, ore 17:30, il Comune di Enna, la Fondazione Oasi Città Aperta e Città Aperta Edizioni, invitano alla presentazione del libro “Nella bottega di Luigi“, di Emilio Barbera.
La presentazione si terrà alla Biblioteca multimediale «lacasadiGiufà», a Enna bassa. Partecipano: Rosaria Sardo, docente di Linguistica italiana / Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania; Claudia Cozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Enna; Cettina Capizzi, responsabile settore ragazzi della Biblioteca «lacasadiGiufà» di Enna.
Conduce Pierelisa Rizzo. Sarà presente l’autore

A Palermo, al Nuovo Montevergini, in piazza Montevergini, 8, mercoledì 3 dicembre, alle 21, Roberto Alajmo e Davide Enia presentano “Le ceneri di Pirandello”, un racconto di Roberto Alajmo illustrato da dieci tavole di Mimmo Paladino.
Il volume sarà disponibile il giorno dell’inaugurazione ed è già a disposizione dei lettori nelle migliori librerie italiane. Le prime settanta copie del libro (acquistabili solo su ordinazione) contengono una acquaforte firmata e numerata di Mimmo Paladino.
Informazioni 339.6752646 o info@dragoedizioni.it

Carreca, La Rosa, Musotto. Fulminati

di Mauro Mirci

Un libro di racconti tripartito non è cosa comune, e comunque risulta essere una lettura interessante se consente di “farsi la bocca” con le storie di tre narratori siciliani emergenti che già hanno prodotto volumi a singola firma. Fulminati, volumetto edito dalla piccola casa editrice Navarra di Marsala e Palermo, è un prodotto editoriale gradevole, veloce e ben confezionato; non dispersivo – per temi e stili – come la maggior parte delle raccolte multiautore, e comunque legato alla dimensione della short story. Cinque racconti per ognuno, talvolta racconti brevissimi, quasi una jam session narrativa in cui ognuno dei tre autori ha portato ciò che considera il meglio della sua produzione.
I tre autori sono Elio Carreca, Sandro La Rosa e Antonio Musotto. Continue reading

Maria Favuzza

di Marco Scalabrino

Maria Favuzza nacque a Salemi TP il 24 Dicembre 1901 e morì il 14 Febbraio 1981. Il tempo nondimeno, i 26 anni trascorsi dalla sua scomparsa, non ne hanno affievolito l’affettuoso ricordo in quanti l’hanno conosciuta e amata, né ne hanno sbiadito la levatura del poeta.
Privilegeremo, giacché questa sede e questo ruolo ciò richiedono, il profilo culturale della Nostra, con specifico riferimento alla sua poesia in dialetto, appellandoci, per la “ricostruzione”, alla pluralità dei suggerimenti che la lettura dei suoi lavori ci ha sollecitato.

Rosanna Sanfilippo, nel suo intervento GLI SCRITTORI DI SALEMI, nelle circostanze del Convegno POESIA, NARRATIVA, SAGGISTICA IN PROVINCIA DI TRAPANI organizzato dall’I.S.S.P.E, Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici, presieduto dal compianto Dino Grammatico, convegno svoltosi ad Erice il 10 Giugno 2001, la omaggiava in questi termini:
Ma già nel 1976, a riconoscimento della validità del suo dettato, Gioacchino Aldo Ruggieri l’aveva inclusa nella raccolta di poesia dialettale inedita o poco nota dell’Ottocento e Novecento da lui curata e titolata AMORE DI SICILIA, assieme con nomi all’epoca quotati quali: Emanuele Angileri, Liborio Dia, i Fratelli Giangrasso, Mariano Lamartina, ed altri. E nel medesimo anno 1976 aveva visto la luce a Palermo la sua silloge POESIE, dalla cui prefazione traiamo: Continue reading

Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”

Ricevo da Marco Scalabrino e volentieri pubblico. ma.mi.

Associazione Culturale Pentelite

XIV Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana
Sortino (SR) 02-03-04 ottobre 2009
Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”

Nell’ambito della XIV Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana che si svolgerà in Sortino (SR) dal 02 al 04 ottobre 2009, l’associazione culturale PENTELITE, con il patrocinio del Comune di Sortino, indice per l’anno 2009 il concorso letterario nazionale “CITTÀ DI SORTINO”.

REGOLAMENTO
Art. 1) Il concorso è suddiviso in tre sezioni, è aperto a tutti per opere inedite, senza limiti di età.
A) Racconto breve, max 5 cartelle (12,000 battute circa), in lingua italiana, a tema libero,
in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore
con scheda bio-bibliografica dello stesso.
B) Poesia in lingua italiana, (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella)
in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore
con scheda bio-bibliografica dello stesso.
C) Poesia in dialetto siciliano, (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella)
in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore
con scheda bio-bibliografica dello stesso.
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Recensione e cannoli

Due post di Benny Calasanzio su Cabaretbisanzio.com, blog multiautore di alta qualità

La recensione di “L’ora della camorra”, di Rosaria Capacchione

«Gomorra» di Roberto Saviano era solo una chiave d’accesso, un’ampia panoramica per capire di cosa stavamo parlando, per avere la genealogia dei «casalesi», era una bussola tra aneddoti e processi.

Dopo Gomorra serviva un libro tecnico, scientifico, che però si leggesse agevolmente, come un romanzo. Serviva un volume che raccontasse come da Casapesenna il potere dei Casalesi sia arrivato nel pieno centro di Milano, zona Navigli, grazie all’ambasciatore Pasquale Zagaria.

Serviva, soprattutto, che si scrivessero nero su bianco le responsabilità politiche, alcune delle quali naturalmente solo presunte, che hanno permesso all’esercito della camorra di espandersi e fortificarsi impunito.” [leggi tutto il post su cabaretbisanzio]

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Nino Savarese. I fatti di Petra

di Mauro Mirci

Quando Leonardo Sciascia si dedica alla stesura del suo Le parrocchie di Regalpetra, la citazione de I fatti di Petra, di Nino Savarese, è esplicito. Sciascia colloca altrove la sua città immaginaria, la identifica con Racalmuto, la immagina intessuta di strade a lui ben note. Nino Savarese, invece, immagina la sua Petra nell’entroterra. E’, in realtà, un entroterra ben strano, non troppo lontano dal mare (a sole cinque miglia), ma sul quale il mare ha poca influenza. Curiosamente la Petra di Savarese, ha alcune peculiarità, – inerenti la sua collocazione geografica – che l’avvicinano molto più a Racalmuto che a Enna, città nella quale Savarese nacque nel 1882.
Dedicarsi ancora a questo gioco di parallelismi e identificazioni rischia però di divenire un’attività sterile. Petra e Regalpetra sono città immaginarie come lo sono tutte le città immaginarie che si rispettino. Adempiono al loro compito principale, che è quello di non consentire a chicchessia – nemmeno all’autore, credo – di affermare con sicurezza dove si trovino, perché esisteranno sempre incongruenze e contraddizioni che frustreranno qualsiasi tentativo di collocazione certa.
“I fatti di Petra” rappresenta per il lettore, quindi – quanto meno il lettore che conosca l’interno della Sicilia – anche un tentativo di lettura in trasparenza delle vicende e dei personaggi che hanno ispirato il romanzo.
La storia di Petra parte da lontano, dall’epoca mitica degli dei e dei semidei. Erano i lestrigoni che occupavano le terre sulle quali sorse Petra – ci narra Savarese -, questi esseri antropofagi dalle dimensioni colossali, fuggiti dalle regioni dell’Etna, che scorazzavano liberamente tra la costa e il piano, costringendo i sicani tra i monti, nelle caverne. E’ Ercole che finalmente, approdato sulla costa, con la clava e la pelle del leone Nemeo gettata sulla spalla, li libera dalla minaccia dei lestrigoni alla maniera degli eroi omerici. Infine chiama attorno a sé i sicani.

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Callimaco

di Marco Scalabrino

Callimaco, 310 ca. a.C.

“O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
“Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”

Biografia essenziale – luogo di nascita, paternità e (ribadito) status di poeta – fornitici di prima mano, rispettivamente dagli epitaffi per il padre, Batto, e per se stesso.
A corredo di questo succinto elaborato su Callimaco, poeta, erudito, precettore, catalogatore della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, ricorreremo a taluni convenienti cenni e, quanto a ciò che più ci preme in questa sede: la poesia, come egli la percepì e la realizzò, al supporto dello stesso autore.
E ci avvarremo – in apertura un anticipo – di un risicatissimo numero di versi, per giunta nella loro traduzione in Dialetto operata da Salvatore Camilleri, poeta e letterato siciliano tra i più insigni del secondo Novecento, il quale in proposito appunta: “Con Callimaco la poesia greca si rinnova, e per le mutate condizioni politiche, quali sono quelle che seguono il grandioso sogno di Alessandro, e per una nuova concezione della vita, a misura d’uomo, più legata alla realtà, al contingente. Di questa poesia, egli è il poeta più alto, il teorico più illuminato, l’artista più completo.”
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