Sergio Ruffino

“La sua storia va oltre i 70 anni, nel 37 quando ancora era costruita in legno e chiamata “Il lido” Mussolini vi trascorse 3 giornate durante la sua visita, quando Gela correva per diventare una delle Province in competizione con Caltagirone: memorabile il ricordo (ed il filmato custodito dalle teche Rai) del ballo con la nobildonna del luogo Cesarina Morso.”

E’ un estratto del bel post di Sergio Ruffino dal titolo” Una rotonda (da salvare) su mar nero”. Potete leggerlo per intero qui.

Nicolò Angileri con Raffaella Catalano. Angeli e Orchi

di Mauro Mirci

“Angeli e orchi” è un libro semplice e utile. Semplice perché dice ciò che deve in maniera schietta, con stile asciutto e rapido. Utile perché onestamente illustra aspetti della nostra società che, quando non vengono nascosti, subiscono, all’opposto, gli effetti della drammatizzazione e della retorica, che li associano, più che al mondo reale, a quello dell’immaginario letterario dove tra il bene e il suo opposto esiste una gradualità, un’assenza di soluzioni di continuità, sicché ogni bene porta con sé un’aliquota di male ed è a esso indissolubilmente legato. “Angeli e orchi”, invece, concentra ogni attenzione sul vero e sull’umano. Lo si deve al suo essere poco letterario, più diario che narrazione, più registrazione che rielaborazione.
Un giorno, uno di quelli più brutti – sempre che tra gli orrori delle vite violate dai pedofili si possa fare una classifica – Nicolò stava per mollare tutto e passare a un ambito professionale diverso, meno coinvolgente e meno distruttivo a livello psicologico. Ma ha la testa dura e non si arrende facilmente. Così ha parlato del suo disagio con una psicologa che da molti più anni di lui lavora con i bambini e le ha raccontato le sue difficoltà e il suo scoramento. Lei gli ha dato un consiglio semplice: scrivi le storie che ti capitano” (così Raffaella Catalano, nella premessa).

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Martedì, 10 novembre…

… s’è appena terminato di presentare “Senza zucchero“.
– Aspetta, non andare via, mi fai la dedica?
– Be’, per correttezza ci vorrebbero tredici dediche, più quella del curatore, e fanno quattordici.
– M’accontento della tua.
– Aspetta un attimo.

L’autore interpellato, uno dei tredici pubblicati nell’antologia, s’allontana per cercare qualcosa nelle tasche della sua giacca, parcheggiata in una sala attigua. Non è la penna. Veloce trova qualcosa e se la caccia in tasca. Nessuno fa in tempo a vedere cosa sia. Poi ritorna accanto al banchetto dei libri.

– Eccomi. Come ti chiami?
– Adriana.
L’autore scrive: “Ad Adriana per tredici volte”. Non se la sente di dedicare anche per conto del curatore.
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“Senza zucchero”, 13 racconti in odore di caffé

Fresco fresco di stampa il volume “Senza zucchero“, edito da Avagliano editore, che contiene i migliori racconti del premio letterario, organizzato a Modica dalla Caffé Moak e che ha avuto, tra i giurati, nomi illustri come Raffaele Nigro, Guido Conti, Gianni Bonina, Valeria Parella, Camilla Baresani, Roberto Alajmo, Walter Pedullà, Silvana Grasso, Salvatore Ferlita. Proprio quest’ultimo ha curato per Avagliano l’antologia, che sarà presentata a Palermo il prossimo 10 novembre: alle 19,00, al ristorante Al Viale, Via Archimede, 189.
Interverranno Salvatore Ferlita, il curatore, e Mauro Mirci, gestore di questo sito e autore di uno dei racconti dell’antologia.
Baciamo le mani e speriamo di incontrarci.
ma.mi.