E’ stata bandita la II edizione del Premio di letteratura umoristica “Umberto Domina”

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Ricevo da Daniele Borghi e volentieri diffondo. ma. mi.
«L’odio ha una sola manifestazione che non sia ipocrita: uccidere»
Emma è diversa dalle altre donne. Ha poco più di cinquant’anni ed è molto stanca, ma la sua mente non riposa un solo istante. Un’interminabile serie di pensieri, ricordi, immagini, storie e sensazioni le occupa la giornata.
Emma racconta in seconda persona, forse perché immagina un amico, oppure perché si vede dal di fuori, come in uno specchio: non possiamo saperlo con certezza.
È straniata, scollata dalla realtà.
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“Secondo appuntamento al caffè letterario. Questa volta è di scena Sizilianische Weltanschauungen, l’ultimo libro di Salvatore Giordano, scrittore e promotore del convivio culturale del Red Coffee di Piazza Armerina.”
Leggi il resoconto di Antonella Santarelli sul forum di Mediterraneoforpeace
“A Roma in quegli anni capitava di conoscere tutti e io avevo la smania degli scrittori. Mi sembravano esseri sublimi, che poi non è affatto vero, ma allora ci credevo”
Così dice Adriana Motti, e Luca Sofri puntualmente virgoletta nel suo Wittgenstein, in merito al suo approccio alla scrittura.
Adriana Motti è la donna che tradusse “Il giovane Holden” di Salinger, scomparso pochi giorni fa.
Della vita di Salinger si sa pochissimo. Del resto leggiamo Il giovane holden in traduzione. E qualcosa in più si sa della traduttrice.
di Marco Scalabrino
IL PARLAR FRANCO è una Rivista di cultura dialettale e critica letteraria, edita da Pazzini Stampatore Editore in Verucchio (RN), www.pazzinieditore.it, al suo nono anno di vita.
Sedici e mezzo per ventiquattro centimetri, copertina colore rosso carminio, il n°8/9 consta di circa 150 pagine, gode di veste grafica sobria e al contempo curatissima.
Dalla cadenza annuale, Gualtiero De Santi, professore ordinario di Letterature Comparate all’Università “Carlo Bo” di Urbino, ne è il Direttore e Manuel Cohen, Massimo Gigli, Gianfranco Lauretano, Pier Giorgio Pazzini ne costituiscono il Comitato di Redazione.
Giusto all’attenzione di Gualtiero De Santi e di Manuel Cohen debbo la fausta opportunità della conoscenza della Rivista.
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di Mauro Mirci
Salvatore Giordano persegue con coerenza e perseveranza il suo obiettivo di narrare la Sicilia e i siciliani senza indulgere in luoghi comuni e rappresentazioni iconografiche, ma traendo libera ispirazione dalla realtà e dai personaggi che essa sa offrire all’osservatore attento. Manda in libreria, quindi, il suo terzo libro, una raccolta di racconti dal titolo difficile da pronunciare, “Sizilianische Weltanschauungen“, che si può tradurre, più o meno, “Visioni del mondo siciliano”. Si tratta di dodici racconti, raccolti in due parti. “Calati juncu” è il titolo della prima, “Passa la china” della seconda. “Calati juncu ca passa la china”, vecchio detto siciliano; piegati giunco per sopportare meglio la piena, cioé, l’esatto opposto di un detto, non siciliano questo, che recita “mi spezzo ma non mi piego”.
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E’ di questi giorni la notizia che il ministro Renato Brunetta ha avuto l’interessante idea di promovere l’emancipazione delle giovani generazioni (per intenderci: la categoria di italiani compresi tra i 18 e i 45-46 anni d’età) semplicemente erogando loro un grasso sussidio (ben 500 euri sonanti, uno sull’altro, in monete da uno per far miglior figura) per invogliarli a lasciare la casa di mamma e papà e mollare, una volta per tutte, la cameretta con i peluches e la Play Station.
Per non correre il rischio di passare da filantropo (ché il ministro ci tiene a non mostrare buon carattere, forse per tema che qualche distratto lo scambi per Brontolo, dal viso arcigno ma dal cuore nobile), il Renatino nazionale, sindaco veneziano in pectore per la gran gioia dei dipendenti di Ca’ Farsetti, ha ben pensato di compensare una buona intenzione con una cattiva. E quindi affida all’ANSA il seguente messaggio minatorio.
“La verita’ e’ che la coperta e’ piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianita’, quelle che partono dai 55 anni di eta’.“
Agire come, staranno chiedendosi i pensionati?
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“Partendo dalla necessità di avere un controllo continuo e qualificato del territorio attraverso il ‘geologo di zona’, occorre attuare una nuova politica di gestione del territorio, con l’obiettivo di creare un sistema sinergico ed efficace capace di dare certezze sulle responsabilità, sui tempi di progettazione e di realizzazione degli interventi, insomma un sistema che tenga in debita considerazione le specifiche capacità professionali di lettura del territorio.”
Parole di Graziano, Pinizzotto e Privitera, presidente il primo e consiglieri gli altri due, dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia (ORGS).
Contorsioni linguistiche a parte (il sistema sinergico ed efficace, eccetera), la proposta sembra interessante, anche se la si potrà tacciare di promuovere interessi di parrocchia, e certo i fatti cui si riferisce (gli eventi alluvionali messinesi dello scorso 1° ottobre) sono drammatici e pongono interrogativi seri e pressanti.
La notizia, ovviamente, riguarda principalmente geologi, disaster mangers e quelle migliaia di persone che vivono in zone ad alto rischio sismico o di dissesto idrogeologico e magari neppure lo sanno.
Leggi la notizia sul sito dell’ORGS.
Leggi il testo dell’audizione presso la Commissione “Ambiente, territorio, lavori pubblici” della Camera dei Deputati
di Marco Scalabrino
“Gli scritti raccolti in questo volume sono stati redatti dal 1978 al 2008″. Esordisce con siffatte parole Pietro Civitareale nella breve premessa a questo prezioso volume di 128 pagine il cui esplicativo sottotitolo è: Annotazioni critiche sulla poesia dialettale contemporanea. E prosegue: “Le motivazioni di queste pagine vanno ricercate in un sentimento elettivo che nutro nei confronti di un genere letterario con il quale è nato e cresciuto il mio interesse per la letteratura, e cioè la poesia in dialetto.”
Nato a Vittorito (AQ) nel 1934 e residente a Firenze, Pietro Civitareale è poeta e narratore, saggista e critico letterario, curatore di antologie di poeti contemporanei e studioso della poesia in dialetto; tradotti in varie lingue, i suoi scritti si trovano su riviste italiane e straniere.
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