Un ricordo di Filippo Acquachiara

di Mauro Mirci

Ho conosciuto Filippo Acquachiara un po’ meno o un po’ più di quindici anni fa. Un comune amico mi aveva chiesto di tenere una piccola conferenza sui servizi pubblici ambientali presso l’Università Popolare del Tempo Libero di Piazza Armerina. Filippo ne era il presidente. Dopo la conferenza siamo andati a sorbire il caffè di rito e a fare quattro chiacchiere. Inizialmente Filippo mi ha intimidito, lo confesso. Forse la sua espressione austera, o il suo parlare forbito o non so cosa. Bastò però frequentarlo e dialogare con lui perché quell’iniziale e timidezza si tramutasse in rispetto e affetto. Gli ho sempre invidiato l’amore per i libri e l’incredibile capacità di lettura e di elaborazione dei testi. Un amore dei libri che mai è stato fine a se stesso. La sua casa trabocca di volumi e, ad essi, Filippo ha dedicato buona parte dell’esistenza e delle sue energie. Grazie ai libri abbiamo avuto modo di confrontarci e dialogare, pur se in vesti diverse. Continue reading

Il maiale sporcaccione

di Mauro Mirci

Questa campagna belga contro l’abbandono indiscriminato dei rifiuti ha fatto arrabbiare i cinquecentisti italiani. “I possessori e conduttori di Fiat 500 non sono degli sporcaccioni”. Mi sembra molto in linea con lo spirito italiano il dedicarsi a sproloqui e chiacchiere inutili su dettagli trascurabili, quando il messaggio non è tanto incentrato sul modello di automobile quanto sul porco che lancia il sacchetto di immondizia dal finestrino. Oddio, è plausibile che il copywriter belga abbia associato, un po’ maliziosamente, l’idea dello sporcaccione a quella di qualcuno che guida una storica automobile italiana (presumibilmente un italiano? Ma cosa vuol dire, che solo gli italiani imbrattano il Belgio?). Oppure è possibile che, per non offendere la sensibilità di qualche casa automobilistica, abbia utilizzato l’immagine di una macchina ormai fuori produzione. Oppure non si voleva garantire una pubblicità occulta. Oppure non si voleva legare il tipo d’auto a una particolare categoria sociale (è più accettabile un ricco porco in Mercedes o un porco proletario in utilitaria?). Continue reading

Sicilia-Milano-Sicilia

Storia quasi completamente vera
di Mauro Mirci
Era, mi sembra, il mio terzo anno di università e mia madre mi comunicò che doveva andare a Milano. Se volevo potevo accompagnarla.
Se volevo.
Se non volevo sarebbe andata da sola, tanto lo sapeva com’ero fatto. Intuii subito la trappola, ma non potei fare a meno di cascarci dentro senza opporre resistenza.
– Che ci vai a fare a Milano?
Cambiò subito tono. La voce le si fece dolce.
– Tu lo sai che due anni fa dovevo operarmi alla schiena, no?
– Sì.
– E lo sai che non mi sono fatta operare per amore tuo. Per non lasciarti solo.
Per la verità sapevo che, con la scusa di mettere in ordine alcune faccende di casa che non si potevano rimandare, aveva firmato il foglio di uscita dell’ospedale Garibaldi di Catania ed era tornata di corsa al paese. In ospedale non s’era fatta vedere più.
Ma decisi di non buttarla subito in polemica, tanto più che il motivo della fuga poteva essere veramente quello che aveva detto.
– E quindi? – dissi.
Mi accarezzò la testa.
– A Milano c’è una persona che deve visitarmi e forse può risolvermi la questione dell’ernia.
– Uno specialista?
– No, quale specialista.
Cominciavo a capire, ma non ero ancora sicuro.
– Ma tu lo sai che tua zia Raffaella – disse mia madre, – non riusciva ad avere figli e allora è andata a Milano da questa persona?
– No, non lo sapevo.
– Lui, appena l’ha vista, le ha detto: cara signora, non si deve preoccupare. Avrà una bella bambina.
– Ah.
– E anche tuo zio Pippo, quando è andato da lui per non mi ricordo che cosa, insomma, si è risolto tutto.
– Ma tutto cosa?
– Non me lo ricordo, ma si è risolto tutto. E comunque, ha indovinato che doveva nascere tua cugina. Continue reading

Potete farlo tranquillamente. Si chiama democrazia.

di Mauro Mirci

Uno degli argomenti di polemica più comuni contro l’attuale Presidente del Consiglio è il seguente: nessuno l’ha eletto e si trova a ricoprire la sua carica senza legittimazione popolare.
A questo argomento molti, compreso il sottoscritto, obiettano che la Costituzione non prevede l’elezione del Presidente del Consiglio dei Ministri (quello che tutti, oggi, chiamano “premier”).
Sicché è inutile protestare che Renzi non è stato eletto, quando “nessun” presidente del consiglio è stato “mai” eletto.
E questo è successo perché, banalmente, la nostra Carta Costituzionale recita: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.” E lo dice, per chi volesse andare a controllare, nell’articolo 92, secondo comma.

Quindi, è proprio dalla notte dei tempi della Repubblica che il cosiddetto “premier” viene nominato. Non è una cosa inventata di recente per far rodere il fegato alla gente. Continue reading

Chi non sogna un futuro radioso? SOLO la seconda puntata

di Mauro Mirci

E’ giunto il momento: “Chi non sogna un  futuro radioso?”, romanzo pubblicato a puntate su questo sito, va off-line. Non è più disponibile, a esclusione della seconda puntata, che rimane scaricabile e leggibile liberamente, fatti salvi i legittimi diritti d’autore.

Che è successo? E perché solo la seconda puntata? Be’, perché dovendo lasciare online solo una delle quattordici puntate che compongono questo romanzo, mi è sembrato che la seconda contenga, in linea di massima, tutto ciò che poi viene sviluppato nel resto del romanzo. Come motivo mi sembra adeguato.

In ogni modo, “Chi  non sogna un futuro radioso?” s’è accasato con Nulla Die, casa editrice piccola, autarchica e dietro l’angolo di casa.

Ciò comporta, purtroppo, che l’edizione online, liberamente e gratuitamente scaricabile, debba andare in congedo. Chi l’ha scaricata l’ha scaricata. Chi non l’ha scaricata, pazienza, dovrà per forza acquistare il volumetto edito da Nulla Die. Volumetto, peraltro, che si prevede di dimensioni comode per la lettura in spiaggia, nelle sale d’attesa di ferrovie, autolinee e aeroporti, nonché in ogni luogo che il lettore giudichi deputabile alla lettura di opere letterarie di ambientazione siciliana, quali appunto “Chi non sogno un futuro radioso?”.

Certo, chi ha scaricato l’edizione online e leggerà anche il romanzo, noterà (e potrà far rilevare, ove fosse un critico letterario o aspirasse a esserlo) le variazioni intervenute durante l’editing, che sono poche ma significative, e tali da mostrare come l’autore abbia attenuato la sua volontà di indulgere nella rappresentazione di certe scene torbide.

Uscita prevista per giugno o luglio, più sicuramente luglio. Vediamo. Nel frattempo sono già pronti testi, paratesti e la copertina, mi si assicura, è in fase avanzata di lavorazione e dovrebbe ospitare la riproduzione di un’opera di Angelo Scroppo, pittore e amico generoso (non solo perché “presta” opere per le copertine).

Detto questo, leggete la seconda puntata, se già non l’avete fatto, e prenotate il libro dall’editore, ché non si sa mai: la prima edizione potrebbe andare esaurita e voi restare senza. Sarebbe un gran peccato, perché “Chi non sogna un futuro radioso?” è un capolavoro.

Ve lo garantisco io

===================

Di che parla “Chi non sogna un futuro radioso?”

Lorenzo Nullo è un impiegato comunale in una cittadina del centro Sicilia. E’ ambizioso, privo di scrupoli e tiranneggiato dalla madre e dalla sua famiglia, completamente composta da donne. Tutte vedove. Perché, si vocifera, i loro mariti hanno preferito morire giovani piuttosto che averci a che fare sino alla vecchiaia.

Ma nel tran tran quotidiano di Lorenzo, fatto di tradimenti, soperchierie e mazzette da poco, si inserisce improvviso un elemento imprevedibile: il ritrovamento in Russia del cadavere del primo marito di sua nonna, disperso durante la seconda guerra mondiale.

Le formalità da sbrigare per il rientro della salma s’intrecciano alle vicende quotidiane di Lorenzo e lo portano a scoprire verità mai immaginate.

“Chi non sogna un futuro radioso?”, un romanzo che, volendo – e con un po’ di fantasia – si potrebbe classificare come burocratic thriller*.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA SECONDA PUNTATA

* Qualcuno mi ha fatto notare che l’ortografia corretta sarebbe bureaucratic thriller.

Tu non lo sai da dove vengo, di Francesco Randazzo

di Mauro Mirci

Definire questo libro di Francesco Randazzo non è facile. Si potrebbe dire che sfugge alle classificazioni un po’ come il suo autore, che è uomo di multiforme ingegno amante della buona letteratura e delle tavole del palcoscenico. Di multiforme ingegno come il protagonista dell’Odissea, testo al quale, in corso di lettura, vien subito di accostare “Tu non lo sai da dove vengo”, anche perché ne viene esplicitamente citata la parte in cui Ulisse giunge nella terra dei Lotofagi. Il loto. Germoglio dolcissimo che garantiva l’oblio a chiunque ne mangiasse.
Nel nostro caso, il protagonista – che potrebbe pure essere Randazzo in persona, perché no? – incrocia un anziano malmesso e maleodorante. E decisamente svanito. Il protagonista – facciamo che si chiami Francesco, cosa cambia? – sta in macchina e pianta una frenata “spaccareni” per non investire l’anziano, “un vecchio alto e tremante, un vecchio con le braccia lunghe e le mani affusolate”. Com’è, come non è, il vecchio gli chiede un passaggio. Deve andare in via Canfora. 91. Continue reading

Le ragioni del voto e i fichi secchi

di Mauro Mirci

Scrive Massimo Gramellini, giornalista del quale ho un certo rispetto: “Invece in materia di referendum abrogativi la Costituzione ha previsto esplicitamente un quorum (del 50 per cento più uno). E lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate, cautelandosi dal rischio che venga cancellata una legge di cui non importa un fico secco ad almeno la metà degli elettori.
Ora, non so esattamente come Gramellini immagini le “minoranze motivate”, Ma ricollegandomi al suo “almeno la metà degli italiani”, forse è il caso di ricordare che la popolazione italiana ammonta a circa 60 milioni di persone, delle quali, boh, facciamo 50 milioni sono chiamate a votare. Quindi la metà alla quale non importerebbe (secondo Gramellini) un fico secco, farebbero poco più di 25 milioni di anime, mentre quelli ai quali il fico suddetto invece importerebbe, sarebbero, anima più, anima meno, sempre quasi 25 milioni. Concediamo a Gramellini che ci sia una astensionismo forte e si vada a votare, per il referendum di domenica, in 10 milioni. 10 milioni che, essendo “minoranza motivata”, voterebbero sì. Mentre tutto il resto dell’elettorato, al quale “non importa un fico secco”, deciderebbe per il mantenimento di una legge che, presumibilmente, nemmeno conosce e ha interesse a conoscere. Continue reading

Sfogliare la margherita

di Mauro Mirci

Trovo, su un noto sito di vendita online, alcuni commenti sul libro dell’ormai noto figlio dell’ancor più noto boss mafioso. I commenti recitano tutti, uniformemente, più o meno la stessa litania: “E’ una vergogna, questo libro non si doveva fare. Voto 1/5”
Tutti commenti successivi alla trasmissione del noto giornalista coi nei.
Per curiosità, sono andato a sfruculiare, sempre sul noto sito, i commenti al noto libro del famigerato dittatore del secolo scorso. Titolo italiano: La mia battaglia. Voto 4/5 di tale Sally.
Leggo: “L’opera è molto interessante a livello storico e storico-politico.”
Ora, sono fermamente convinto che la TV (e non intendo l’apparecchio) sia uno strumento per la suggestione e l’irretimento delle folle. Qualsiasi tematica affrontata viene immediatamente ripresa e rimasticata da tutti sino a renderne completamente inconoscibile logica e senso. A maggior ragione quando logica e senso sono solo quelle del sensazionalismo e del mercato. Quindi, male ha fatto il noto giornalista e conduttore coi nei a dare spazio a un editore e un libro che, per calcolo, è stato proposto al pubblico (ludibrio) al solo fine di vendere copie.
E bene fa chi, rifiutando di vendere o di comprare quel libro, ostacola la diffusione di un prodotto fatto solo per generare polemiche.
Solo che un libro è un documento che può essere giudicato solo se letto. Ed è un documento utile ai posteri. Continue reading

Matteo, nato il 29 febbraio

di Antonio Musotto

La sveglia ha suonato, e poi si è accesa la radio, con il notiziario di oggi, 29 febbraio.
Oggi si vota, si torna alle urne per decidere se confermare o sostituire il premier.
Mi sono alzato, ho scrutato la mia faccia allo specchio prima di radermi, è sempre la stessa faccia, sono io, Matteo Rossi.
Dopo, vicino al frigorifero, ho detto latte , la giusta dose di liquido bianco è stata somministrata nel bicchiere di plastica, mentre una voce sintetizzata informava che si trattava di latte del presidente, parzialmente scremato, temperatura di 7 gradi ed altre stronzate cui non ho prestato attenzione.
Oggi si vota, potrei farlo comodamente da casa, dal box interattivo sopra la televisione, che non possiamo più spegnere da quanto è stata approvata la legge che ne impone l’accensione continuata, ma ho voglia di uscire.
Passerò prima a prendere i dolci in pasticceria , poi andrò al seggio.
E’ il 29 febbraio, il mio compleanno. Continue reading

Barnabà su Il pugnale di Toledo

di Enzo Barnabà

L’ultimo libro, appena uscito, di Vito Catalano, “Il pugnale di Toledo”, Avagliano Editore, Roma, l’ho letto tutto di un fiato e di questo voglio ringraziare l’autore perché, da qualche tempo, la cosa mi succede raramente. Come nel precedente romanzo, “L’orma del lupo” pubblicato dallo stesso editore  nel 2010, la vicenda si dipana nella Sicilia del Seicento; qui, però, non è il noir a connotare la narrazione, ma il genere cappa e spada. L’autore ci dà sotto alla grande, divertendosi e divertendo: castelli, osterie, spade, pugnali, signorotti prepotenti, sgherri, prostitute, banditi, agguati, fughe, duelli, assassinii, ecc. Come, fantasticando, si divertiva da ragazzo quando leggeva “Capitan Fracassa” e gli altri classici del romanzo d’avventura che hanno fatto da terreno di coltura alla sua vocazione letteraria.

Una vocazione letteraria cui non è estraneo l’aver trascorso i primi dieci anni di vita in un mondo marcato da un nonno fuori del comune: Leonardo Sciascia. Continue reading