L’ira dei mansueti?

“Forse solo l’ira di questi mansueti potrà innestare l’inversione di tendenza che in Sicilia le forze politiche, pur millantando le migliori intenzioni, si sforzano di scongiurare.”

E’ questo il periodo conclusivo di un bel post di Roberto Alajmo che ha per tema principale (ma non esclusivo) i cantieri scuola aperti quest’anno in 384 comuni siciliani. Il pezzo (il cui vero titolo è La nebulizzazione delle clientele) prende spunto anche da un articolo di Carmelo Caruso  su Repubblica Palermo (qui la versione online), e traccia una sintesi assai efficace dei reali effetti di una politica ed economia di sussistenza alle quali, a quanto pare, la classe dirigente siciliana è molto affezionata.

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Il 5 agosto…

L’impavida eroina eccetera a Libri sotto il gelso. Ex monastero di Sant’Anna, alle 18 e trenta. Piazza Armerina.

Esattamente sotto il gelso.

I dettagli qui.

Mani

Quelle disegnate da Enrique Breccia per Robin delle stelle, sceneggiato da Carlos Trillo. Mani lignee, spigolose.

Quelle dipinte da Caravaggio ne La cattura di Cristo, intrecciate come ad accettare la cattura e il martirio.

La mani da marinaio (prese da qui straordinariamente simili a quelle di Breccia).
Le mani del Rinascimento.
Le mani da leggere.
Le mani armate.

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Nasce, a Bologna, la casa editrice La linea

Ricevo da Marco Nardini, di edizioni La linea e volentieri diffondo. ma.mi.

COMUNICATO STAMPA
Nascono a Bologna le Edizioni La Linea
Debutta il 20 luglio in libreria il nuovo marchio editoriale La Linea, con base a Bologna in via San Rocco 9. I fondatori sono quattro soci legati da una passione comune e decisi ad affrontare insieme unasfida che non si presenta certamente facile. Due di loro, Alessandro Menon e Marco Nardini, si occupano da tempo di libri: il primo lavora da oltre vent’anni nell’ambito dell’editoria scolastica e daalcuni anni ha avviato uno studio professionale; il secondo, dopo un’esperienza pluriennale in caseeditrici, radio e librerie, ha aperto un’agenzia letteraria. Gli altri due, Isabella De Ponti e Andrea Ghezzi, hanno da poco terminato un dottorato di antropologia con un lungo periodo di ricerca sul
campo all’estero.
La Linea, grazie alla collaborazione con ArchetipoLibri, si avvale della promozione e distribuzione nazionale PDE, uno dei più grandi distributori italiani di libri. Inoltre, a partire dal 24 agosto distribuirà i propri libri anche in versione digitale tramite Book Republic.

Leggi tutto il comunicato stampa di La linea edizioni

Leggi la scheda di presentazione del libro Anita e le altre

Leggi la scheda di presentazione di Donne di Beirut

Siracusa /Paesi e città

di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni

“Siracusa è una città protagonista del suo tempo, in cui innovazione e sviluppo si coniugano con l’amore per la natura e l’arte e quant’altro e in cui grazie a un importante lavoro politico e sinergie imprenditoriali si sono finalmente creati i presupposti per il raggiungimento degli standard europei. L’evoluzione del gusto e la contemporaneità ci impongono scelte ponderate e decisive ricollegabili a un sentire improntato all’extreme problem solving tipico di una società che abbia fatto i conti con l’ineluttabilità delle shopping expedition”.
Con queste parole pronunciate durante un vernissage da un grizzly con una fascia tricolore, si conclude l’incubo che tormenterà per molte notti il sindaco di Siracusa dopo l’apertura del centoquattresimo centro commerciale cittadino.

[leggi tutto l'articolo su "Doppio Zero", rivista online a cura di Marco Belpoliti]

Dudici, di Flora Restivo

Con CIATU del 2004 e con PO ESSIRI del 2008 abbiamo conosciuto Flora Restivo quale Poeta. Sui temi e sulla forma, sulla progressione e sugli esiti della sua poesia sono stati spesi da più versanti autorevoli e lusinghieri giudizi. Nondimeno eccoci per le mani un suo nuovo lavoro: non poesia, come ci saremmo aspettati, bensì prosa, ancorché sempre in Dialetto. Questa virata merita un esercizio di decifrazione: la nostra è che, attraverso la breccia che la Poesia ha aperto, una regione dell’Autrice fino a quel momento segreta, recondita, inconfessata, quella regione carsica venutasi a creare in tutta una vita dalla sovrapposizione degli strati ancestrale, sociale, culturale, trascinando con sé custodite memorie, esperienze, sentimenti, si sia rivelata e, felicemente assistita dal suo genuino talento, abbia conquistato naturale, confacente sbocco. Una diversa cifra, quindi, una ulteriore opportunità, un aggiunto tramite mediante il quale svelarsi, ampliando l’orizzonte della sua comunicazione. E perciò nessun addio alla poesia, che peraltro ci risulta lei continui a frequentare con dedizione, quanto la chance per adempiere a una ritrovata occorrenza.

Di solito coloro che prediligono la misura del racconto ne allestiscono una serie: Flora Restivo per la precisione dodici; una dozzina di racconti dei quali si elencano in accesso random i titoli: STORIA DI MARIA, 8 MARZU, DDA NOTTI CHI SPARIU LA LUNA, MANU PILUSA, L’ALI DI ANCILU, DUMANI NI PARRAMU, FRANCU, L’EGITTU È SEMPRI L’EGITTU, NOZZI D’ARGENTU, ACCIA E AMURI, LITTRA, CASA E PUTIA. Nomi, date, contingenze. Tuttavia non una mera passerella di eventi, una pittoresca riedizione di campioni, una artificiosa condizione per raccontare e raccontarsi … bensì la restituzione alla collettività di alcune fette del patrimonio memoriale di una generazione, quella nata nell’arco della seconda guerra mondiale, l’invenzione e/o la riproposizione di storie che ci appartengono, l’epifania in chiave catartica di dolorose vicende. Testi che la Nostra ha permeato di tutto il suo temperamento, nei quali ha infuso la sua visione dell’esistenza, ha disseminato per intero il suo animo e che pertanto, benché ciascuno in sé concluso, vanno contemplati nell’ideale collegamento unitario con tutti gli altri inclusi nella raccolta.
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Accorrete a voi stessi in soccorso

Non accendete candele ai santi
Incendiatevi l’anima e il sangue
Miracolatevi con folle ragione
Perché così sarete viventi
liberi nel giusto esistere
e non invano passerà la vita
e non inutile sarà morire

Sono alcuni versi, d’impronta vagamente futurista, della bella poesia di Francesco Randazzo pubblicata sul suo Mirkal. Forse vale la pena leggerla.

Amato. Domani gli uccellini canteranno

Un’altra uscita per le edizioni Nulladie. Si tratta di Domani gli uccellini canteranno,  un romanzo che Stefano Amato ha tenuto a lungo nel cassetto, ma che al sottoscritto è apparso, come sta scritto nella quarta di copertina, strampalato e gioioso. Oddio, quarta di copertina è parola grossa, giacché la pubblicazione è avvenuta unicamente in book, e per espressa volontà dell’autore, che, nell’intervista rilasciata a Ciccio Rigoli ha dichiarato:“Volevo provare in anteprima come sarà il futuro. E poi per una volta volevo evitare tutte le “seccature” che vengono dal cartaceo: le presentazioni in libreria, le richieste di recensioni, le giacenze, le rese eccetera. Mi mancheranno soltanto le dediche. Mi divertiva, scrivere le dediche”.
L’invito è quindi, di collegarsi a Bookrepublic, oppure su Ultimabooks (dove si può pure affittare), prelevare l’e-libro e leggerlo.
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L’impavida eroina eccetera

Ed eccolo qui: L’impavida eroina eccetera. Sette racconti in 142 pagine.

La quarta di copertina recita: “La misteriosa scomparsa di due donne nella Sicilia del luglio 1943. E, negli stessi giorni e negli stessi luoghi, l’assistente di un impresario di pompe funebri s’innamora di una defunta bellissima. Lo strano legame tra un uomo solo e coltissimo e un bambino che sogna di possedere una moto Ape. E ancora: un cortile sul quale incombe una tragedia inevitabile; le fisime artistiche di uno scultore improvvisato; una partita a calcio che non è solamente una partita di calcio; un’impavida eroina ubiqua, inconsapevolmente sospesa tra verità e menzogna, che salva la vita di un uomo prossimo a perdersi. La Sicilia interna, quella che non vede il mare, raccontata in maniera ironica e spietata. Sette racconti da leggere d’un fiato.”

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Salviamo il giardino comunale

Leggo e sento parlare di privacy e mi dico che, forse, più che alla privacy, abbiamo diritto a un po’ di discrezione e, soprattutto, chiarezza. Che i miei dati siano su facebook, leggibili da tutti, è una mia scelta. Posso rimuoverli, se non mi va che siano letti, o posso cancellare il profilo. Che quei dati, messi lì, rappresentino un’autorizzazione a trattarmi come il ragazzo di bottega del barbiere (al quale, senza chieder parere e approvazione, si dava sempre del tu, che avesse sei o sessant’anni, e che veniva mandato a prendere i caffé al bar o il giornale) mi sembra invece cosa abbastanza discutibile. Si sono verificati casi (è documentato), nei quali anche i garzoni di barbiere hanno fatto valere i loro diritti, hanno bevuto il caffé e letto il giornale.
Qualche giorno fa un tizio, conosciuto anni fa e del quale mi ricordavo sì e no, mi ha telefonato (a un numero che avrebbe dovuto essere privato) per chiedermi se, in virtu del comune passato di ufficiali di complemento, mi andava di iscrivermi a una certa associazione. Il fatto che mi avesse chiamato a un numero privato non ha costituito ostacolo per una cordiale chiacchierata. Alla fine mi sono pure detto d’accordo perché m’iscrivesse. Ma la cosa importante è che, prima di propormi l’iniziativa, s’è presentato, mi ha ricordato quando e perché ci eravamo conosciuti, sì è scusato per avermi disturbato. Ora, non che mi sia sentito particolarmente disturbato dalla chiamata (non mi ha disturbato per nulla, in effetti), ma ho apprezzato la cortesia di chi ha tenuto conto che ricevere una chiamata al telefono privato può anche dare fastidio.

Bene, più o meno negli stessi giorni, ricevo sul profilo di facebook la comunicazione che la mia richiesta d’iscrizione a un tal gruppo è stata accettata. Continue Reading »