Le ragioni del voto e i fichi secchi

di Mauro Mirci

Scrive Massimo Gramellini, giornalista del quale ho un certo rispetto: “Invece in materia di referendum abrogativi la Costituzione ha previsto esplicitamente un quorum (del 50 per cento più uno). E lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate, cautelandosi dal rischio che venga cancellata una legge di cui non importa un fico secco ad almeno la metà degli elettori.
Ora, non so esattamente come Gramellini immagini le “minoranze motivate”, Ma ricollegandomi al suo “almeno la metà degli italiani”, forse è il caso di ricordare che la popolazione italiana ammonta a circa 60 milioni di persone, delle quali, boh, facciamo 50 milioni sono chiamate a votare. Quindi la metà alla quale non importerebbe (secondo Gramellini) un fico secco, farebbero poco più di 25 milioni di anime, mentre quelli ai quali il fico suddetto invece importerebbe, sarebbero, anima più, anima meno, sempre quasi 25 milioni. Concediamo a Gramellini che ci sia una astensionismo forte e si vada a votare, per il referendum di domenica, in 10 milioni. 10 milioni che, essendo “minoranza motivata”, voterebbero sì. Mentre tutto il resto dell’elettorato, al quale “non importa un fico secco”, deciderebbe per il mantenimento di una legge che, presumibilmente, nemmeno conosce e ha interesse a conoscere. Continue reading

Sfogliare la margherita

di Mauro Mirci

Trovo, su un noto sito di vendita online, alcuni commenti sul libro dell’ormai noto figlio dell’ancor più noto boss mafioso. I commenti recitano tutti, uniformemente, più o meno la stessa litania: “E’ una vergogna, questo libro non si doveva fare. Voto 1/5”
Tutti commenti successivi alla trasmissione del noto giornalista coi nei.
Per curiosità, sono andato a sfruculiare, sempre sul noto sito, i commenti al noto libro del famigerato dittatore del secolo scorso. Titolo italiano: La mia battaglia. Voto 4/5 di tale Sally.
Leggo: “L’opera è molto interessante a livello storico e storico-politico.”
Ora, sono fermamente convinto che la TV (e non intendo l’apparecchio) sia uno strumento per la suggestione e l’irretimento delle folle. Qualsiasi tematica affrontata viene immediatamente ripresa e rimasticata da tutti sino a renderne completamente inconoscibile logica e senso. A maggior ragione quando logica e senso sono solo quelle del sensazionalismo e del mercato. Quindi, male ha fatto il noto giornalista e conduttore coi nei a dare spazio a un editore e un libro che, per calcolo, è stato proposto al pubblico (ludibrio) al solo fine di vendere copie.
E bene fa chi, rifiutando di vendere o di comprare quel libro, ostacola la diffusione di un prodotto fatto solo per generare polemiche.
Solo che un libro è un documento che può essere giudicato solo se letto. Ed è un documento utile ai posteri. Continue reading