Il tempo senza ore(*). La narrazione della malattia come forma di terapia

di Mauro Mirci

Il 21 settembre è un giorno particolare. È il giorno dell’equinozio d’autunno, ossia la data in cui notte e giorno hanno la stessa durata. Il giorno successivo si lascia l’estate e ci si inoltra nell’autunno. Mi sembra una buona metafora del momento in cui la parabola dell’essere umano raggiunge l’apice e inizia il declino. Non credo sia un caso se il 21 settembre è anche il giorno in cui la comunità internazionale ha deciso di ricordare il morbo di Alzheimer.
Elois Alzheimer fu un neuropsichiatra tedesco che, nel 1906, descrisse per primo la malattia che poi prese il suo nome. I sintomi che Alzheimer rilevò in Auguste Deter, una donna di 51 anni che aveva preso in cura, erano perdita di memoria, mutamenti di carattere, delirio di gelosia, incapacità a provvedere alle cure domestiche e a sé stessa. Per circa settant’anni si è creduto che la malattia colpisse solo persone di età inferiore ai 65 anni e, per questo, si parlava di “demenza presenile”. Tuttavia, è stato successivamente riconosciuta la malattia in pazienti più anziani, con un picco del 30% negli ultraottantenni.
Per ritornare alla data del 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, se il paragone con il passaggio dall’estate all’autunno della vita regala un sorriso, vivere l’esperienza dell’Alzheimer e delle demenze in genere è invece devastante. Continue reading

A volte ritornano

Nel 2005 un racconto del gestore di questo sito (o blog, come preferite) fu pubblicato in un volumetto dal titolo Copyleft, edito da Alberto Gaffi di Roma. Si trattava di una raccolta di racconti di vari autori, curata da Girolamo Grammatico e contenente, tra gli altri, anche scritti di Wu Ming, Francesco Pacifico, Girolamo Di Michele, Saverio Fattori e Monica Mazzitelli, Claudio Morici. Il racconto del gestore di questo blog (o sito) s’intitolava La lapa, storia di un ragazzino desideroso di possedere un’Ape Piaggio e del suo incontro con un personaggio particolare, solo e coltissimo.
Coerentemente col titolo, il libro fu pubblicato in copyleft, fu cioè reso disponibile al download gratuito, e a un sommario controllo pare lo sia ancora. Per questo, se si vuole leggerlo senza per forza passare dal libraio, basta cliccare qui.
(Qui e qui e qui ci sono alcune recensioni)
Se si vuole l’edizione cartacea forse l’editore ha ancora qualche copia in magazzino. Il costo era abbastanza contenuto: 7 euri soltanto.

Tutto questo per dire che, dopo sei anni, La lapa, debitamente riveduto e corretto, torna in tipografia. Quindi potrebbe pure essere interessante leggerlo nella nuova versione e confrontarlo con la vecchia.

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Tra non molto

L’IMPAVIDA EROINA ECCETERA
(continuazione)

— Lei è una privilegiata — disse l’uomo. Sorseggiò il caffè. — E anch’io.
— Me lo hanno regalato — disse lei. Lui la fissò incuriosito.
— Lavoro nella casa di un colonnello di artiglieria. Conti, non so se lo conosce.
— Conti? No, non lo conosco. Ma ero solo caporale, non frequentavo gli ufficiali. Solo qualche subalterno.
— Beva.
Lui bevve.
— Buono.
Erano seduti: lui sulla poltrona, lei su una delle sedie. Stettero a fissarsi per un tempo indefinito, in silenzio. Per la prima volta, dopo molto tempo, l’uomo non provò il desiderio di nascondere il volto a uno sguardo estraneo.
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La Sacra Famiglia

Questi racconti danno corpo e voce a ciò che di più “cattivo” e “malsano” può annidarsi nel profondo, nella parte più rinnegata di sé che si vorrebbe relegare perennemente nell’angolo più buio. Ma che nell’intrecciarsi delle relazioni e degli eventi può trovare la spinta per emergere e travolgere tutto.

L’autore, appena trentenne, vive a Cesena dove esercita la professione di psicoterapeuta. Prima della Sacra famiglia, ha pubblicato la raccolta di racconti Il dado è tratto (2007) e due romanzi: Volevo essere Spiderman (2009) e L’amore ai tempi della Gelmini (2011).

Qui la pagina sul sito dell’editore

Ecco Finitòria

Quella che vedete qui a fianco non è, per la verità, la versione definitiva della copertina di Finitòria, il romanzo di Ezio Tarantino edito dalla edizioni Nulla Die, ma quella realizzata per l’ebook pubblicato appena prima della Fiera del Libro di Torino, dove il romanzo è stato presentato nello stand di Ultima Books.

Ma anche il libro tradizionale, quello di carta, del quale si possono annusare le pagine e ascoltarle frusciare mentre le si sfoglia, è quasi pronto.
Si sta lavorando alacremente per mandarlo in tipografia.
Nel frattempo, un assaggio
Il terzo capitolo

Per prenotarlo (perché no?), si può inviare una mail all’indirizzo edizioninulladi[a]gmail.com, (ovviamente sostituite [a] con @), oppure un fax al numero 093589714. O anche un sms al +393333333838.
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Il secondo libro di Nulladie

E’ pronto il secondo libro di Nulladie edizioni. Si tratta di “Educare: una sfida possibile”, saggio di Rosalinda Lo Presti Gianguzzi. Vuole essere una risposta alle parole del Ministro Gelmini, che definì “un privilegio” l’astensione obbligatoria per maternità.

Già disponibile in versione ebook, a 6 euro e 99, l’edizione cartacea sarà in libreria a partire dal 25 aprile prossimo.

Prefazione, di Salvatore Giordano
Non sappiamo come la nostra epoca sarà ricordata dai posteri. Se si porrà l’accento sulla globalizzazione o sull’emergere di nuovi centri o periferie del mondo; né possiamo prevedere quali delle attuali tendenze verranno ricordate come caratteristiche del nostro periodo. Possiamo, però, pronosticare con ragionevole previsione che della “riforma epocale” della scuola italiana varata dal governo in carica nell’anno scolastico 2010-2011 ben pochi avranno contezza. Al più ci si ricorderà come, benché approvata da una larga maggioranza parlamentare, sia stata accolta freddamente dall’insieme della società italiana e apertamente osteggiata dalla totalità degli “addetti ai lavori”.

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