Concorso “La notte dei senza dimora”

E’ un concorso social-letterario. Si partecipa con un racconto tra le 5400 e le 10800 battute (dalle 3 alle 6 cartelle da 1800 battute). Scadenza il 12 settembre.
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Novità per vibrisselibri

Novità!

Vibrisselibri, la casa editrice online “inventata” da Giulio Mozzi, cambia indirizzo, che diventa
http://vibrisselibri.wordpress.com
Dovrebbe continuare ad essere attivo, ma solo come redirect, il vecchio indirizzo www.vibrisselibri.net

I Campo Avvelenato

Hop Frog

e anche Sottovoce

Il tedesco Heinle

Il tedesco Heinle” è un racconto pubblicato nell’antologia “I racconti sul caffé” 2008, edita Caffé Letterario Moak. Vi si parla di un vivo che s’innamora di una morta, di una donna che rinuncia al proprio figlio, di una malattia che è anche una benedizione, di un bicicletta, del luglio 1943, quando gli Alleati sbarcarono in Sicilia, di un appuntato dei carabinieri. E del tedesco Heinle, che per poche ore fu padre di Vincenzo.
Se vi va di leggerlo, trovate “Il tedesco Heinle” su pupidizuccaro, il lit-blog di Tonino Pintacuda.
[leggi il post dedicato a Heinle]
[leggi il racconto in pdf]

Anima significa farfalla

dalla metafora al racconto

Stage di scrittura creativa
conducono
Antonella Cilento e Laura Bosio
[clicca sull'immagine per vedere la locandina]

Venerdì 24 e sabato 25 settembre 2010 – Modica

Anima significa farfalla, scrive il poeta Antonis Fostieris: per iniziare a scrivere occorre per prima cosa aprire la nostra percezione e raccogliere le immagini che fluttuano intorno a noi, nascoste in pieghe del nostro immaginario che spesso ignoriamo. Poi, perché l’anima diventi farfalla e voli, le nostre metafore devono fare un passo ancora e trasformarsi in vere e proprie storie.
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Mirkal ebook

“Il costo economico è zero, il ritorno sarà sempre più alto, anche 1 lettore fa il 100% in più.”

Carmina non dant panem. Ad alcuni possono dare il caviale, ad altri fichi secchi. In mezzo c’è quella terra estrema, ormai iperurbanizzata, percorsa da asfalto, acciaio, processori e microchip: “hic sunt leones”. Qui tutto è possibile. Agli eremiti del deserto, agli stiliti arroccati sopra corrosi capitelli corinzi, si sono sostituiti solitari eremiti del web e stiliti della condivisione, martiri della privacy, impenitenti compulsatori di rosari in rete, cliccatori di “mi piace” e santi taggatori compulsivi. La maggior parte sogna di essere il Barnum del web e, “scommettendo sul cattivo gusto del pubblico”, irrora cazzeggio postante e commentario nonché mirabolanti fancazzismi video, con i quali spera d’attirare l’attenzione, decuplicare i contatti, sbancare i counter, pubblicare con grosse case editrici e/o essere risucchiato da un vorticoso turbine televisivo nazionale che gli dia fama e denaro.
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Giustizia per Francesco

di Mauro Mirci

E’ la metà di settembre del 2005. Francesco Ferreri, tredici anni, non fa ritorno a casa. Tutti i suoi compaesani di Barrafranca, in provincia di Enna, sono coinvolti nella ricerca. Alla fine Francesco viene trovato: il suo corpo giace in un calanco di contrada Bessima, un luogo che molti utilizzano come discarica. E come un rifiuto qualcuno (il suo assassino,o almeno un suo complice) lo ha abbandonato lì, tra carcasse di frigoriferi e calcinacci. Ucciso con numerosi colpi alla testa. Partono le indagini. A marzo dell’anno successivo vengono arrestati quattro adulti e un minorenne, che però, per la sua giovane età, non è imputabile. Si parla di pedofilia e stupri. Forse Francesco non aveva voluto subire, oppure aveva subito e voleva denunciare. I quattro adulti vengono tutti condannati in primo grado. Un ragazzino, coetaneo di Francesco, testimonia per l’accusa: afferma di avere riconosciuto uno dei sospettati e la sua testimonianza sembra decisiva. Anche una ragazza, inizialmente, testimonia contro i sospettati. Poi però ritratta. Sembra, comunque, di essere giunti alla verità. Una verità terribile, ma comunque anticamera della giustizia.
E invece no.
Nel maggio del 2010 la corte d’appello di Caltanissetta assolve tutti gli imputati. Che, è vero, affronteranno anche il terzo grado di giudizio, ma rimangono innocenti sino a che non verrà dimostrato il contrario.
L’assassino di Francesco, quindi, rimane ancora senza nome e, se il terzo grado confermerà l’appello, quel nome rimarrà forse ignoto per sempre.
Chi ha ucciso Francesco Ferreri, dunque? E perché.
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Ancora sul Domina 2010

Ricevo da Michele Antonellini e volentieri diffondo. ma.mi.

“DIARIO DI CLASSE” di Emanuele Marfisi (Discanti editore) vince il Premio Domina

“Diario di classe”, romanzo d’esordio dell’autore imolese Emanuele Marfisi – che narra le vicende di un alunno degli anni Ottanta, oggi maestro precario nella provincia bolognese – ha appena ricevuto due importanti riconoscimenti.

L’opera si presenta come un efficace ritratto, spesso ironico, della generazione che è stata adolescente durante gli “spensierati” anni del disimpegno.
La vis narrativa (vivace, edificata su battute destinate a suscitare riso e sorriso) ha consentito al romanzo di concorrere al Premio nazionale di letteratura umoristica Umberto Domina di Enna. Premio che Marfisi ha vinto.

Il romanzo si è anche classificato secondo ex aequo a un altro premio nazionale: il Cava de’ Tirreni. Per un approfondimento sul libro (sinossi, estratti, recensioni) è possibile consultare la scheda pubblicata sul sito dell’editore www.discantieditore.it.

Nella foto allegata, l’autore riceve il premio Domina da Giuseppe Monaco, presidente della provincia di Enna.

Michele Antonellini
Discanti editore
via Cairoli 7
48012 Bagnacavallo (Ra)
tel. e fax 0545 63002
www.discantieditore.it
e mail segreteria@discantieditore.it

Germogli ingialliti sottoterra

“Nella profonda voragine fumosa di zolfo, ove si respira una tenebrosa, immobile atmosfera e l’unico bagliore emana olezzo di morte”… la presenza di fanciulli costretti “a soccorso morto” al duro, disumano, mortale lavoro è l’amara verità e il “cimitero dei carusi” nel cuore della Sicilia (Gessolungo. CL) ne è una testimonianza .
Oggi, questo mondo, per fortuna, è scomparso, ma la memoria del dolore e dei lutti ci appartiene ancora.
Per non dimenticare

Germogli ingialliti sottoterra
di Tanino Platania

Carusi” in miniera
Ancor mattino non era
e di già “calavano
bui i giorni,
a svendere
fanciullezze
di esili corpi nudi,
e fiati caldi
di gialle fibre del respiro…
… Infanzie negate
con l’andare scalzi
a trasportar “sterrate
per cunicoli neri,
ad accelerare
età corrugate,
tra sogni vuoti
e pieni cimiteri…

… Ora
che è diventata
cenere l’infanzia
e una scheggia di sole
scampata alla notte,
incalza
montagne di ricordi
di basse latitudini,
ancora m’incupisce
forse più
del lutto nero.

Nel ventre della terra

Enzo Barnabà mi ha mandato queste due paginette, due, di Giuseppe Lanza. Il racconto s’intitola “Infanzia nella zolfara”.
Segue l’incipit. Per leggere tutto il testo basta cliccare su “leggi tutto”. Il file pesa circa 79 KB. ma.mi.

A Grottacalda passai buona parte della mia infanzia. Di quegli anni lontani ho il ricordo di qualcosa di sommamente strano e ricco e colorito. L’ampia conca in cui giace la zolfara, al sommo degli Erei, chiudeva per i miei occhi di bambino un mondo assai diverso da quello del mio paese nativo, che pure era vicino.
Le stagioni non avevano in quella conca i segni fastosi o desolati che s’avvicendavano nelle terre circostanti. Non c’era d’inverno il bruno cupo della terra nuda e gli scheletri nerastri degli alberi spogli; di primavera non vi sbocciavano le nuvole odorose dei frutteti in fiore, né di prima estate vi ondeggiavano le messi. In quella conca dominavano in tutte le stagioni due colori, il grigio ed il giallo, ora. divisi, ora fusi. E d’inverno c’era una chiarità irreale, d’estate un incessante barbaglìo di fiamma.
[leggi tutto]

Ringrazio Tanino Platania per avermi segnalato una topica clamorosa. ma.mi.