Con l’insistenza di un richiamo

Il centro commerciale scintillante e caldo, confortevole come un utero nuovo di zecca, lo accolse amnioticamente.
I corridoi stracolmi di mercanzie colorate gli cantarono l’inno alla vita spensierata e bulimica del terzo millennio, mentre commessi e commesse abbigliati da caramelle sdrucciolavano sui pattini come salmoni ballerini. Megaschermi dappertutto rimandavano videoclip di prodotti animati, casalinghe felici, businessmen 42 ipertecnologici, bambini iperuranici. Tutto profumava di nulla, un nulla etereo, fragrante, seduttivo, nirvanico. Le volontà singole si annullavano nella perfezione inorganica delle strategie di marketing, sollevate dalla preoccupazione di esistere al di fuori di quell’opulenza fisica e visiva che lì diveniva totale, perfettamente avvolgente ed anche l’uomo si sentì felice. Nel reparto di ferramenta scelse la più bella accetta che avesse mai visto. La riconobbe subito, da lontano, in mezzo a mille e mille attrezzi.

La prese come raccogliendo qualcosa di profondamente suo, con l’orgoglio e la tenerezza di un padre che compri il primo biberon per suo figlio. Comprò anche un grosso martello, un tritacarne elettrico multilama e due confezioni di incenso indiano al pachouli e al sandalo. Fu tentato di prendere anche uno xilofono di cioccolato e un navigatore satellitare che stavano in offerta a un prezzo superconveniente, ma poi lasciò perdere. Alle casse, mentre stava per pagare, aggiunse anche un pacco da quattrocento pezzi di chewing gum tuttifrutti, perché non si può rinunciare a togliersi almeno uno sfizio in un paradiso quello.
Si allontanò con il cuore gonfio di felicità, commosso persino ed un filo di tristezza negli occhi per dovere andar via da tutto quel benessere allietante.

Volle provare subito l’accetta. Era eccitato, ottimista, entusiasta.
Nel grande parcheggio sotterraneo del centro commerciale, vide un’auto con il finestrino abbassato e la testolina di un levriero afgano che spuntava. Il cane più stupido del mondo, pensò. Lo aveva letto sulla Settimana Enigmistica quando aveva diciassette
anni e gli venne su dalla memoria come un dato incontrovertibile, un segno predestinato nel destino di quell’ultima ora di gioia appena vissuta. Spaccò il cranio del cane con un solo colpo, a metà. Sì aprì come una noce.
L’uomo guardò il cervello del cane e mormorò: – Effettivamente è piccolo, avevano ragione.

E’ un estratto di “Con l’insistenza di un richiamo”, uno dei sei racconti che Francesco Randazzo ha raccolto in un volumetto in formato .pdf, (quasi) liberamente disponibile in rete. “Quasi” perché occorre scaricare il file e chiedere una password a Francesco, ma i racconti sono belli e ne vale la pena.
Per scaricare il racconto il sito è questo: http://conlinsistenzadiunrichiamo.blogspot.com
Buona lettura.

I racconti che fanno parte della raccolta sono:
Accanto al cuore
Una vita di merda
Con l’insistenza di un richiamo
Prima del letargo
Piatti rotti
Other life

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