La piazzetta dei ragazzini che squillano

di Mauro Mirci

Siccome sono un fumatore, e visto che in ufficio non si può fumare, mi allontano di tanto in tanto per  trovarmi un posticino dove indulgere nel vizio. Il luogo preferito è un balconcino al secondo piano, attrezzato di colonnina portacenere e buttacarte (uno di quegli aggeggi che, di solito, stanno nei bar, fatti in modo che braci e carta non si mischino) che nessuno svuota mai. Oppure mi piazzo immediatamente fuori dall’uscita di sicurezza. E lì mi spipetto la dose quotidiana di nicotina. La porta di sicurezza dà su uno spiazzo che spesso è ingombro di automobili, ma durante le feste la gente va meno in municipio e molti dipendenti sono in ferie. Così lo spiazzo è libero e, incredibilmente, son fioriti i ragazzini. Si sono appropriati della piazzetta, stabilito la posizione di due porte (invisibili a tutti meno che a loro), formato le squadre e dato il fischio d’inizio. Li osservo per un po’, mentre fumo, e mi rendo conto che certe cose sono sempre uguali. C’è quello che tiene sempre palla e si sente  un fuoriclasse, quello che gioca dietro e dice d’essere il regista, l’altro ancora, bravo davvero, che corre come un indemoniato, crossa, tira, e dribbla avversari e specchietti retrovisori (be’, qualche auto c’è, in effetti). Il fallo laterale non esiste.

Continue reading