Palermo criminale. Il grande romanzo della città.

Ecco qua la copertina di “Palermo criminale – Il grande romanzo della città”, antologia di racconti noir curata da Antonio Pagliaro. Sono dodici racconti e dodici autori, uno per mese. L’intento era quello di raccontare il 2004 di Palermo, l’anno della promozione in serie A dei rosanero. La costruzione complessiva del volume è uno dei suoi punti di forza. La città come scenario, la coerenza cronologica, personaggi e fatti comuni a più racconti, la frase scritta su un muro e richiamata da più autori, fanno deviare il libro dal binario dell’antologia, a quello di un romanzo a più mani. Merito della “regia” di Pagliaro, autore anche di un racconto duro come un pugno al diaframma.

Sarà in libreria a partire dal 10 ottobre prossimo

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Nino Vetri. Sufficit

MADONIE IN FUGA DA PALERMO PER VIVERE IL TEMPO LENTO
di Salvatore Ferlita

La proprietà della famiglia di mio padre, sita in contrada Guadanella, parco delle Madonie zona B, consistente in: sette ettari e mezzo di terra comprendenti boschi, vigne e uliveti; una casa rurale in pietra di due piani con annesso frantoio e terrazza; un rudere di casa contadina anch’ essa in pietra di una stanza più stalla; fu perduta dal nonno di mio padre subito dopo la prima guerra mondiale e riconquistata da mio nonno alla vigilia della seconda. In questa casa vado molto di rado. Non che non mi piaccia, anzi. Ma è raro che trovi il tempo e la buona compagnia per andarci. Gli amici che spesso si propongono di accompagnarmi in quello che loro stessi definiscono un posto incantevole, alla fine accampano sempre qualche scusa e mi abbandonano. A volte anche all’ ultimo minuto. Neanche la moglie e le figlie vogliono venirci. L’ una per via dell’ assenza di stanze da bagno decenti: la doccia bisogna farla in terrazza col tubo; le altre perché non c’ è internet, e le spiagge sono lontane. Una volta ho chiesto a mio padre se volesse accompagnarmi e lui, in un lampo di lucidità, mi ha detto no! Basta! Guadanella basta! Per arrivarci vai oltre il cosiddetto nevaio saraceno all’ ingresso del paese, superi la cappella di San Giusippuzzo, poi scendi per diversi chilometri per una stradina tortuosa che costeggia vigne e uliveti fin quasi a valle…

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