l’11 febbraio 2012

Rimandata per colpa della perturbazione siberiana.

(tutta la delegazione emiliana, con le valigie in mano e il cuore già in Sicilia, ha scoperto che dall’aeroporto di Bologna non era possibile partire. E anche se, causa eruzione e cenere dell’Etna, a Catania non era possibile atterrare. Ci si riprova più avanti)

CampiRossi 1969 a Piazza Armerina. Una mostra e un libro.

Monastero di sant’Anna, ore 17,00.

[clicca sull’immagine per maggiori informazioni]

Cose che (volendo) potreste leggere

I racconti della “Prima antologia del calcio astrale”, per esempio, scritti dalla compagnia di ventura Alfonsetti & Associati ed editi dalla Cletus Production.

L’uscita – in ebook – è prossima e la copertina definitiva pare sia questa qui:

E, a quanto pare, riparte ARAI. Almeno, così garantisce l’architetto di Dio. E, se riparte, c’è buona probabilità che dentro si trovi questo.

Nasce, a Bologna, la casa editrice La linea

Ricevo da Marco Nardini, di edizioni La linea e volentieri diffondo. ma.mi.

COMUNICATO STAMPA
Nascono a Bologna le Edizioni La Linea
Debutta il 20 luglio in libreria il nuovo marchio editoriale La Linea, con base a Bologna in via San Rocco 9. I fondatori sono quattro soci legati da una passione comune e decisi ad affrontare insieme unasfida che non si presenta certamente facile. Due di loro, Alessandro Menon e Marco Nardini, si occupano da tempo di libri: il primo lavora da oltre vent’anni nell’ambito dell’editoria scolastica e daalcuni anni ha avviato uno studio professionale; il secondo, dopo un’esperienza pluriennale in caseeditrici, radio e librerie, ha aperto un’agenzia letteraria. Gli altri due, Isabella De Ponti e Andrea Ghezzi, hanno da poco terminato un dottorato di antropologia con un lungo periodo di ricerca sul
campo all’estero.
La Linea, grazie alla collaborazione con ArchetipoLibri, si avvale della promozione e distribuzione nazionale PDE, uno dei più grandi distributori italiani di libri. Inoltre, a partire dal 24 agosto distribuirà i propri libri anche in versione digitale tramite Book Republic.

Leggi tutto il comunicato stampa di La linea edizioni

Leggi la scheda di presentazione del libro Anita e le altre

Leggi la scheda di presentazione di Donne di Beirut

I migliori auguri a Danilo Procaccianti

La notizia m’arriva per telefono. Neanche il tempo di aprire il pannello di controllo e già gira per la rete. D’altro canto sono giornalisti.

I vincitori del Premio Ilara Alpi 2011
Miglior reportage lungo – ex aequo

Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti, Evasori, Presadiretta, Rai Tre, (90’)
Un ritratto impietoso dell’Italia e degli italiani: in un paese in cui ogni anno si evadono dai 140 ai 150 miliardi di euro, dieci milioni di italiani dichiarano un reddito inferiore ai 6mila euro e, intanto, immatricolano 200 mila auto di lusso e quasi 600 mila barche.

Vincitori ex-equo: Gian Micalessin e Francesca Ulivi, Libia: i ragazzi e la rivoluzione, Mtv news, Mtv, (71’)

Qui si faceva un tifo particolare per Danilo.
E a lui vanno i nostri migliori complimenti.

Le letture costituzionali di Magdi Cristiano Allam

Scrivendo queste parole:

tutte e quattro le leggi o relative norme di cui si chiede l’abrogazione sono state da lei promulgate senza ricorrere al rinvio alle Camere, dove quindi l’assenza di rilievi nel merito o nella forma implica una sua sostanziale accettazione non solo della loro piena legittimità ma anche della loro compatibilità con il contesto politico, economico e sociale in cui si calano

il noto giornalista ha fatto finta (o forse non lo sa davvero, chissà) di non conoscere la differenza tra il percorso delle norme approvate in parlamento e i quesiti referendari sui quali il popolo italiano è, talvolta, chiamato a esprimersi. Espone anche altri interessanti concetti nell’articolo dal quale ho tratto anche quello sopra riportato, e tali interessanti concetti li trovate tutti su Il Giornale (di un certo Berlusconi, ma non Silvio, eh?).
E’ curioso come l’uomo di cultura ceda il passo al bruto (della carta stampata), quando fa finta di non sapere (ma sono certo: lo sa) che una legge viene promulgata dopo che è stata approvata dalle camere, seguendo un processo che, alla fine dei conti, è democratico. E’ vero, il Capo dello Stato può pure rinviare alle camere i disegni di legge che non lo convincono [come è successo in questo caso] ma Magdi Allam sostiene che il Presidente Napolitano, promulgando le leggi senza rinviarle alle camere, ha implicitamente espresso un consenso, un’approvazione della sostanza oltre che della forma, dell’azione legislativa della maggioranza.

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Referendum

Scrive Giulio Mozzi sul suo Vibrisse.

Domenica 12 e la mattina di lunedì 13 giugno 2011 si vota per quattro referendum. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica 12 e dalle 7 alle 15 di lunedì 13.

Due riguardano la cosiddetta “privatizzazione dell’acqua”. Il primo referendum chiede l’abrogazione delle norme che stabiliscono come modalità ordinaria di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. Il secondo referendum chiede l’abrogazione di quel comma del Codice dell’ambiente che stabilisce che la tariffa per il servizio di fornitura dell’acqua sia determinata sulla base dell’“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza, chi vota sì al primo referendum desidera che i servizi di fornitura dell’acqua vengano gestiti da società pubbliche o comunque con presenza minoritaria di soci privati; chi vota sì al secondo referendum desidera che il prezzo dell’acqua sia determinato dall’interesse collettivo e non dal profitto. Chi vota no al primo referendum, invece, desidera che i servizi di fornitura dell’acqua siano gestiti da società miste a capitale pubblico e privato, con una presenza dei privati forte (e con la possibilità di una loro presenza maggioritaria); chi vota no al secondo referendum desidera che l’ente pubblico non spenda soldi per mantenere basso il prezzo dell’acqua.

Il terzo referendum chiede l’abrogazione delle norme che consentono la produzione di elettricità con centrali elettriche nucleari. Mi pare evidente che cosa desideri chi vota sì, e che cosa desideri chi vota no.

Il quarto referendum chiede l’abrogazione di alcune norme in materia di “legittimo impedimento” del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale come imputati. In sostanza, chi vota sì desidera che il presidente del Consiglio dei ministri e i ministri non possano essere considerati “legittimamente impediti” a comparire in udienza come imputati quando sono impegnati in attività relative alle loro funzioni istituzionali; chi vota no desidera che gli impegni istituzionali del presidente del Cm e dei ministri possano essere considerati “legittimi impedimenti” a comparire in udienza come imputati. Va ricordato tuttavia che una sentenza della Corte costituzionale ha già modificato la legge originaria, stabilendo che a decidere se vi sia o non vi sia “legittimo impedimento” dev’essere la corte giudicante, e non l’imputato.

Chi volesse poi leggere le dichiarazioni di voto di Mozzi, può farlo con comodo consultando il suo blog, ed esattamente qui.

Per quanto mi riguarda (e se la cosa vi interessa), penso che esprimerò almeno un no, ma diciamo che dei motivi non mi va di parlare. Potrebbe essere un no viziato pesantemente dalla sindrome NIMBY, ma potrebbe esserlo (ah, dite che s’è capito per cosa segnerei no? Accidenti!).

Ma l’importante è andare al seggio, prendere le schede ed esprimere la propria opinione. Perché, francamente, di sentir dire che è meglio andare al mare, che i referendum sono inutili, costosi, roba per gente viziata che vuol mettere becco dove non dovrebbe, mi son rotto i coglioni.