L’isola degli asini

L’isola degli asini è un blog che mi viene segnalato da Rosa Salamone. Ed è anche il nome di un’iniziativa di lettura itinerante che segnalo volentieri. ma.mi.

Nasce la Comunità dei Lettori Erranti.
Nasce sulle orme dei Gruppi di Lettura esistenti su quasi tutto il territorio nazionale, ma nello stesso tempo si allontana dal loro solco.
Come il Gruppo di Lettura, si tratta di una comunità di persone che condividono il piacere del leggere e si ritrovano mensilmente per discutere su un libro scelto di comune accordo.
La peculiarità è nel suo errare. Ogni mese si viaggerà non solo da un libro all’altro, ma anche da un paese all’altro della provincia ennese, spaesati tra paesani.

La partecipazione è gratuita e libera, aperta a tutti, giovani e adulti .

Prossimo appuntamento giovedì 31 Marzo ore 20.30 alla libreria Il Punto di Leonforte.
Si parlerà del libro Chiedi alla polvere di John Fante.
Per info: http://lisoladegliasini.blogspot.com/

Premio Moak 2011

L’edizione 2011 del concorso letterario Moak, giunto alla sua decima edizione, presenta una giuria d’eccezione: presidente Walter Pedullà; giurati Roberto Alajmo, Guido Conti, Salvatore Ferlita, Raffaele Nigro, Massimo Onofri.
Scadenza per la partecipazione: 21 aprile 2011.
Cliccate sul link per scaricare il “Bando caffè letterario moak 2011
Per altre informazioni e per conoscere la storia del Premio Moak, cliccate qui.

Nulladie. Il primo libro

Il primo libro di Nulladie edizioni lo strovate online, per esempio su Simplicissimus.
Si intitola “Periferie”, raccolta di poesie di Antonella Santarelli.

La quarta virtuale recita: “Periferie, luoghi dannati come scabrosi stati dell’animo da cui è possibile risollevarsi.
Esistenze tormentate e passioni irriverenti che l’autrice ci svela senza compiacersene.
Versi in sintonia con chi non ha paura di mostrare i lati peggiori dell’animo, come mondi a perdere che pur bisogna conoscere e amare.

Antonella Santarelli vive a Piazza Armerina ed è tra le vincitrici del Premio Nazionale Scrivere Donna 2010.”

Chi ben comincia è alla metà dell’opera.

PDZ 2.0: il nuovo PupidiZuccaro, cronache contro lo svanire

Ricevo dagli amici di Pupi di Zuccaro e volentieri diffondo. ma.mi.

Più aperto al mondo, con più rubriche, approfondimenti e  interazione con i lettori grazie alle pagine ufficiali su twitter e facebook.
Il portale culturale www.pupidizuccaro.com si rinnova completamente a due anni dalla nascita. Letteratura, arte, cinema, attualità, con “un occhio di riguardo – recita il manifesto – verso tutto ciò che ci sembra nuovo e bello: ragionamenti disinteressati, onestà intellettuale, ingenuità feconde”.
Spazio quindi alle creazioni dei Pupi. Racconti, poesie, piccoli saggi, reportage, interviste, riflessioni originali. Nella categoria fruizioni trovano spazio recensioni, punti di vista, sulle produzioni artistiche degne di interesse.
Pupini sarà il nostro spazio su Twitter (http://twitter.com/pupidizuccaro), il social network dove l’infinito è racchiuso in 140 caratteri. Cinematografo offrirà video e brevi didascalie, schegge visive, lampi dal mondo del cinema, perenne interprete dell’esistente. Con l’Osservatorio, i Pupi forniranno una
panoramica dei progetti editoriali più innovativi e interessanti della scena italiana, su carta e su web.

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L’Ultimo romanzo di Enzo Barnabà sarà presentato a Piazza Armerina

Il tour di presentazioni del nuovo romanzo di Enzo Barnabà tocca anche Piazza Armerina. Il libro si intitola “Il ventre del Pitone” ed è l’ultima fatica di Enzo Barnabà, scrittore, saggista, amante ed esperto dell’Africa. E’ la storia della Cunègonde e della sua odissea dalla Costa d’Avorio a Palermo. Una narrazione straordinaria che porta il lettore dentro l’Africa di ogni giorno, quella dove le abitudini tribali e l’economia globale convivono in un apparente equilibrio.
Cunègonde bambina, nata in piccolo villaggio ivoriano, si trasferisce con la famiglia in una grande città e lì si forma come persona e come donna, a contatto con gli aspetti più volgari dell’umanità della periferia del mondo, ma anche con le antiche tradizioni della sua gente, i riti stregoneschi, le superstizioni, le abitudini di un popolo sempre legato alla realtà tribale e agli antichi usi, nei quali riti animisti e dottrina cristiana si fondono e realizzano una spiritualità profonda e nuova.

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Nulladie edizioni. Coraggio, fatevi avanti

“Nulla die sine linea” scriveva Plinio il Vecchio, cioè: “Nessun giorno senza tracciare una linea”. O senza scrivere un rigo. O senza leggerlo, aggiungerei io.
Per questo il gestore di paroledisicilia.it ha raccolto l’invito della famiglia Giordano tutta, raccolta come un sol uomo a far impresa editoriale, e sta sciroppandosi una quantità di dattiloscritti per vedere di cavarne fuori qualcuno buono da pubblicare per le neonate edizioni Nulladie. Malandrinamente, ho gettato l’amo. “Chiaramente” ho detto a Salvatore Giordano, “il grano lo cacciano gli autori.” E lui, altrettanto maladrinamente, mi ci ha mandato (là, proprio là, dove si può ben immaginare).
Quindi niente sghei di Autori a P.S. (per i neofiti, “a Proprie Spese”): ci tocca lavorare e cercare di far buoni libri. E io che volevo trascorrere una vecchiaia serena. Pazienza.
Vabbé, magari chi legge si starà chiedendo come si fa per pubblicare con Nulladie. E le modalità sono le seguenti, almeno per la narrativa (ché di quella capisco un minimo, per il resto rivolgersi a chi di competenza).
1 – Aver pratica effettiva della lingua italiana. Evitare di scrivere cose tipo: “Se io sarei”, “Io non voglio centrarci” e via discorrendo. A un livello un po’ più alto, sapere cos’è un’eufonica.
2 – Aver letto tanto e non aver voglia di smettere.
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A Caltagirone, “Era di notti”

Ricevo da Nave Argo e volentieri diffondo. Lo spettacolo è stasera: affrettatevi. ma.mi.

Mercoledi 29 Dicembre alle ore 20,00 presso la Chiesa di Santo Stefano a Caltagirone (CT) verrà rappresentato “Era di Notti” di e con Turi Zinna della Compagnia Retablo di Roma.

“Era di Notti” è un racconto teatrale sulla Natività ispirato alla lauda del 1400 “Ista Laus Pro Nativitate Domini” e ai Vangeli Apocrifi, una storia che si snocciola come una testimonianza. Una storia conosciuta, mille volte ripetuta e ogni volta capace di rivoltare la nostra storia, quella personale, di tutti noi, perché è, ogni volta che la ascoltiamo, una storia nuova, la nostra stessa storia, quella personale, di tutti noi, che ci viene trasmessa come il racconto della nascita dell’Indifeso, del bambino che sta dentro di noi che non si protegge dall’amore del mondo.

E’ il racconto della nascita dello «Sguardo» che travolge la nostra natura di esseri condannati  all’etica dell’utile per rivelarci la nostra natura divina di creature disarmate, col cuore completamente spalancato, di fronte alla contemplazione della Bellezza. Il pastore che la racconta ci è contemporaneo e, al tempo stesso, è contemporaneo della vicenda che narra, è nel cuore di Giuseppe, si ritrova nel travaglio del parto di Maria, sente nascere il bambino dentro di lui, nasce come un uomo nuovo, un bambino, insieme a Gesù bambino.
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