Qualcosa che finisce per ulo

di Vincenzo Mollami

L’automobile che reca le insegne di una nota società di distribuzione idrica si blocca nel centro di una strada cittadina. Il motore fuma. L’omino alla guida smonta, apre il cofano e urla al tizio che era seduto al posto del passeggero:
“Ma non ti avevo detto di rabboccare il radiatore?”.
L’altro, mortificato, non sa cosa rispondere, ma per darsi un tono inizia a urlare:
“Acqua, acqua, qualcuno ha una bottiglia d’acqua?”
Il collega, nel frattempo, sventola il vano motore col maglione, in mancanza d’altro, e la via è invasa dal fumo e dalla puzza di gomma bruciata.
S’affaccia una vecchina.
“Signor lei, che ci serve?”
“Acqua, acqua, che va a fuoco la macchina”
“Ma come: voi date l’acqua e siete senz’acqua?”
“Signora, che ci fa pure il ricamo?”
“No, no, chiedo perdono.”
“E allora?”
“Allora che?”
“L’acqua me la da?”
La vecchina fa un’espressione dispiaciuta.
“Io, sarebbe per me, ce la darei, ma non si può.”
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