Andrea Camilleri. Privo di titolo

di Antonio Musotto

Mistificazione, invenzione, ribaltamento della realtà sono le armi con cui qualsiasi regime tenta di ingannare la buona fede popolare, compito reso più semplice se la gente da imbrogliare è ignorante e povera, e quindi con meno anticorpi da opporre a velenose cucchiaiate di verità precostituite.
Partendo da due fatti di cronaca minore, avvenuti realmente in Sicilia durante il ventennio fascista, Andrea Camilleri,  nel nuovo volume “Privo di titolo”, ricostruisce il reticolo di bugie e falsità costruite apposta per dotare la Sicilia ed i siciliani di un vero martire fascista e di una fantastica città dedicata al culto del duce, Mussolina, che però è esistita solo nei fotomontaggi dell’epoca.

Camilleri, dotandosi di una moviola mentale che non solo rallenta ma anche ingrandisce i particolari della storia contenuta nella sua ultima opera, arriva a mettere sul tavolo operatorio centinaia di piccoli e apparentemente sconnessi particolari, per giungere alla fine a ricomporre i fatti ed a fornire al lettore la chiave per interpretarli.
Allora si viene a scoprire che il primo vero martire fascista della Sicilia era stato scannato dai suoi stessi compari e non dai sanguinari comunisti come invece i gerarchi locali avevano fatto credere alla gente del luogo, e che la città intitolata al duce fu iniziata e mai finita, ma la sua edificazione fu a lui fatta credere come avvenuta grazie ad a scenografie di legno e cartone.
Questa in breve la sintesi del lavoro di Camilleri che come al solito dipinge alcuni classici personaggi , perfettamente a loro agio nella Sicilia degli anni venti, e ne descrive le malefatte.
Il libro si legge abbastanza scorrevolmente, casomai qualche eccessivo indugio nel dialetto stretto potrebbe rendere indigesta la lettura a chi siculo non è, e pure in assenza di Montalbano e delle sue ineffabili inchieste, consente al lettore di sorridere e riflettere.

Privo di titolo, Andrea Camilleri, edizioni Sellerio, euro 11,00

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