Succedanei

di Luca Ricci – Mauro Mirci

Qualche tempo fa la Biblioteca Astense bandì un concorso denominato Sedani, progetto ideato e curato da Alice Avallone. I partecipanti avrebbero dovuto completare, con testi di mille battute, gli incipit proposti da una ventina di scrittori, tra i quali Alessandro Bergonzoni, Matteo B. Bianchi, Nicola Lagioia, Margherita Oggero, Giulio Mozzi, giusto per citare i più famosi.
Il raccontino che segue ha partecipato a quel concorso ed è stato selezionato per far parte, con altri, di un audiolibro in formato mp3 destinato a “lettori” non vedenti.
L’incipit è di Luca Ricci. (ma.mi.)

All’ultima cena aziendale per la chiusura del bilancio, conobbi una donna veramente antipatica. Non la smetteva di chiacchierare, esigendo tutta l’attenzione per sé. Era magra e nervosa, con dei grandi anelli da zingara o da chiromante alle dita.
“L’amore è il gioco della Storia in scatola”, disse.

Quella frasetta da cioccolatino suscitò l’ilarità di alcuni, l’indifferenza di altri e il fastidio di altri ancora. Provai a fissarla negli occhi.
“E lei in questo gioco che ruolo pensa di interpretare?”
Colse il mio fastidio, forse anche un certo disprezzo, e si sforzò di rimanere impassibile. Parlò in una risata feroce.
“Il dittatore”.
Soltanto il giorno dopo venni a sapere che si trattava della nuova segretaria che avevo richiesto alla direzione, e che a breve si sarebbe trasferita nel mio ufficio. L’aiutai a sistemare le sue cose sulla scrivania. Provai a fare una battuta.
“A quanto pare il dittatore sarò io”
La donna non fece una piega. Mi afferrò per la cravatta e mi baciò.
“Ne è così sicuro?”

Fu quasi una prova atletica. Rincasando pensai a mia moglie.
Nel panificio sotto casa acquistai certi dolcetti al cocco. Personalmente li trovo ignobili, scontata riproduzione di raffinatezza esotica.
“Prenda questi altri alla mandorla” insisteva ogni volta il panetteiere, ma mia moglie ha i suoi gusti. Da femmina da letto che era, s’è tramutata in un’ordinaria estimatrice del succedaneo: aroma cocco invece di mandorle, scaldasonno in luogo d’un amante.
Feci tardi per molte sere successive. La mia segretaria guadagnò in forme e flemma. “L’amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio” disse un giorno, e la cosa m’inquietò. Prese a baciarmi ignorando la cravatta. Un sabato a Cefalù – sede di seminario assai noioso, così mentii a mia moglie – disse: “L’amore è una sinfonia in cui i baci sono le note più dolci”. Ero stordito e senza cravatta. Facemmo l’amore con meno energia del solito.
Giusto ieri ho trovato dei dolcetti al cocco nella sua borsa.
Forse acquisterò uno scaldasonno.

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