Francesco Leone. ‘Na scala longa

di Marco Scalabrino

Correvano gli anni Novanta, io ero abbonato al MarranzAtomo, una rivista letteraria edita all’epoca in Catania – direttore Antonino Magrì. Nel numero di Gennaio – Aprile 1996, subito dopo il sommario, il componimento d’apertura era titolato: ‘N COMA, un componimento che, per tensione drammatica, lucida compartecipazione emotiva, felice realizzazione linguistica, lessi con vivo consenso. Ne era autore Francesco Leone da Castellammare del Golfo. Lì lì mi balenò l’idea di prendere carta e penna o di alzare la cornetta del telefono e… Ma, no; a mente fredda mi sembrò un atteggiamento provinciale e lo abbandonai. Continue reading

Michelangelo Cammarata. L’amorosa cicala

di Marco Scalabrino

Capitalizzato il piacere di avere ricevuto un libro nuovo, fresco fresco di stampa, ben apprezzato il gesto di omaggio e di affetto, gustata col tatto, gli occhi, l’intelletto la silloge, rimangono sul tavolo, illuminati dalla luce calda della lampada a basso consumo dell’abat-jour, il libro e un interrogativo.
L’haiku, non staremo qui a discorrerne più di tanto, è un antico componimento giapponese, la cui estensione è cinque-sette-cinque sillabe, di argomento filosofico, esistenziale, religioso e richiamo alla natura; la tanka, ci ricorda in prefazione Alfio Inserra, ne estende la inglobandovi due settenari.

Lontano migliaia di chilometri e centinaia di anni – sebbene ad onor del vero esso ha sempre avuto molti estimatori in Italia ove tuttora viene assai praticato, se ne celebrano concorsi letterari, proliferano le pubblicazioni – ecco Michelangelo Cammarata riproporre l’haiku, benché d’una foggia “caudata” ( il Nostro difatti non ricalca né l’una – quella dell’haiku strictu sensu – né l’altra – quella della tanka – bensì “italianizza” la formula, piuttosto adoperando nei due versi di coda, in luogo del settenario, l’endecasillabo ). Continue reading

Hédi Bouraoui. Rosa delle sabbie

di Marco Scalabrino

C’è una volta il Sahara, montagne di sabbia dal gusto di semolino, deserto che non ha mai chiesto la mano del mare. E il sole disco rosso che balbetta all’orizzonte, le carovane, i cammelli; e l’oasi, l’acqua, il profumo del tè.
E c’è Rosa, Rosa dal bel corpo rosa, Rosa coi fianchi brillanti.
E Tar, l’essere-miracolo, il figlio diletto.
E ancora Sterco, Corvo, Ofelia; e Luna-storta, un paese con il motto Liberté Egalité Fraternité inscritto nei cuori e nelle memorie e un altro alle rive dei grandi laghi.
Continue reading

Antonella Pizzo. Strati

di Marco Scalabrino

E’ stata una sorpresa ricevere il libro di Antonella Pizzo!
Ci eravamo lasciati in Autunno, dopo una delle numerose occasioni che in giro un po’ per tutta la nostra Isola fanno sì che gli autori si incontrino ( occasioni – reputo – utili in cui, aldilà dei rituali scroscianti battimani e delle panciute, luccicanti coppe a motivo del ” prestigioso ” primo premio conseguito nel concorso letterario di turno, i poeti hanno modo di riconoscersi l’un l’altro, di misurarsi con l’altrui scrittura, di scambiarsi pubblicazioni,  esperienze, recapiti, di creare i presupposti per un rapporto che possa evolvere anche sotto il profilo umano ) e, rammento bene, alla mia richiesta lei aveva risposto che no, scriveva da poco e non aveva pubblicato.
Continue reading