Francesco Randazzo. Cronache di prodigiosi amori

di Mauro Mirci

Il Baronello Lupo Lanzica Santa, giovane perdigiorno amante dell’amore, recatosi in visita al cugino, il Principe Ignazio degli Altavilla, Signori di Sperlonga, Agira e Pizzofeudo, Duchi dell’Ansèola, Conti di terra Castigliana, Gran Cavalieri dell’ordine di Malta e Confalonieri del regno e del Viceregno, gli confida l’amore per Miss Elisabeth Blackwood, nobile, straniera e capace di sconquassargli il cuore.
Intende sposarla. Sennonchè il Baronello risulta essere già fidanzato con Floretta, figlia diletta del Barone di Canicatti, polpacciuta e procace, la quale, invero, come scopriremo più avanti, ammaliò il Baronello Lupo con la grazia dei suoi piedini, ma giammai potrà competere in bellezza con la rivale albionica. Il saggio cugino Principe Ignazio eccetera (una sorta di “mefistofelico Virgilio che provoca inconti e ingarbugliamenti”), richiama opportunamente alla memoria di Lupo certe gesta giovanili del quasi suocero.
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Dan Brown e i semafori di Lecce

di Maddalena Mongiò

Domenica, guidavo lentamente. Non avevo una meta precisa. Non volevo avere una meta precisa. Avrei potuto avere una meta precisa, al mattino il telefono aveva squillato sin dalle 10.00. Ancora rintronata, ancora addormentata, avevo ascoltato inviti di vario genere: cinema, partita a carte, puntata in libreria. Rispondevo o meglio borbottavo non saprei dire cosa, ma ero abbastanza convincente quando rassicuravo gli amici che la domenica mattina vanno in ansia al pensiero di un pomeriggio senza un accidente di niente da fare e ti buttano giù dal letto per ingozzarti con inviti di vario genere, li rassicuravo che ero in piedi da un pezzo, che ero silenziosa perché riflettevo, riflettevo dalla sera prima o per esser più precisi riflettevo da un po’ di giorni su una di quelle faccende per addetti ai lavori, quelle faccende articolate e arzigogolate che piaccion tanto agli scrittori. Continue reading

Leonardo Sciascia. A futura memoria

di Marco Candida

Il testo che segue è già apparso sul sito di Pordenonelegge e sullo psicheledelico blog di Marco Candida. Viene pubblicato anche su ParoleDiSicilia gentile concessione dell’autore. (m.m.)

A Futura memoria di Leonardo Sciascia (Edizioni Bompiani) è un libro che ha per me un significato particolare. Il libro è una raccolta di articoli pubblicati da Sciascia tra il 1979 e il 1988 per i più importanti quotidiani d’Italia. Essenzialmente parla della mafia, ma, solo per cominciare, interessante è la posizione dalla quale Sciascia ne parla. In un articolo per il Corriere della Sera del 19 settembre 1982 Sciascia scrive: “Non c’è nulla che mi infastidisca quanto l’essere considerato un esperto di mafia o, come oggi si usa dire, un “mafiologo”. Sono semplicemente uno che è nato, è vissuto e vive in una paese della Sicilia occidentale e ha sempre cercato di capire la realtà che lo circonda, gli avvenimenti, le persone. Sono un esperto di mafia così come lo sono in fatto di agricoltura, di emigrazione, di tradizioni popolari, di zolfara; a livello delle cose viste e sentite, delle cose vissute e in parte sofferte” (p.41). “a livello delle cose viste e sentite, delle cose vissute e in parte sofferte”: mi sembra questo, in particolare, il passaggio più importante. Continue reading

Maddalena Mongiò. Il portone sulla Piazza

di Mauro Mirci

“…Barbara, distesa sul letto che condivide con il marito, singhiozza.”Ballava sfrenata quando lo squillo inopportuno del telefono le raccontò di lui riverso sul sedile dell’auto con il foro occipitale mostruosamente e oscenamente squarciato da una pallottola.”
E’ questo il culmine dell’incipit de Il portone sulla piazza, il breve romanzo di esordio della leccese Maddalena Mongiò. Inizia così: l’immagine di “lui”, Pietro, il suo amante, ucciso in maniera violenta e Barbara che sfoga il proprio dolore nel letto condiviso col marito. Continue reading

Angelo Orlando Meloni. Ciao campione

di Mauro Mirci

Cinque racconti che ruotano intorno al mondo del calcio. Storie di uomini il cui destino è indissolubilmente legato ad una palla che rotola su un prato. Il campione, l’arbitro, l’allenatore, la promessa, i tifosi incrociano la loro vita con lo sport più bello e più seguito del mondo, ma il loro orizzonte è molto più ristretto. Continue reading

Drazan Gunjaka. Il crepuscolo della ragione

di Francesco Mazzetta

Il Crepuscolo della ragione è il terzo testo teatrale di Drazan Gunjaca ed il secondo tradotto in italiano. Ne parliamo qui anche per segnalare il suo precedente Roulette balcanica ed il romanzo Congedi balcanici, entrambi pubblicati da Fara Editore nel 2003.
Roulette balcanica in forma di testo teatrale e Congedi balcanici in forma di romanzo ci raccontano entrambi il dramma del conflitto balcanico proprio come torna a farlo in forma drammatica Il crepuscolo della ragione. Continue reading

Fabrizio Pizzuto. Edgar Allan Poe era ubriaco

di Girolamo Grammatico

Il cielo era bianco, per quanto era grigio”, si apre così il secondo libro di Fabrizio Pizzuto, con un incipit destabilizzante come di consueto ama donare l’autore ai suoi lettori, già abituati alla sua scrittura chirurgica e sottile.

Il testo, delirante, intreccia visioni dal taglio cinematografico ad una trama che potremmo definire ipertestuale. I richiami, infatti, vivono il dinamismo dell’allucinazione legandosi a situazioni apparentemente scollegate senza mai perdere di vista l’interezza del racconto. Continue reading

Antonio Ravi Monica. Zitelle e cornuti

di Luisiana Luzii

Tanti romanzi in un solo romanzo

Burattinaio narratore e manipolatore di destini, l’autore di questo romanzo tira le fila di personaggi tragicomici dal grottesco aspetto, protagonisti di vicende di vita drammatiche che si dipanano stancamente e lentamente ai giorni nostri – così uguali a quelli di cento o di mille anni fa – tra i vicoli polverosi di un paesino che esiste sì, da qualche parte, ma non si sa dove, e che ha un volto del quale non si riescono a distinguere bene i lineamenti, sebbene qua e là spuntino un muretto e qualche ramo di mandorlo fiorito.
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Giuseppe Bascietto. Stidda

di Mauro Mirci

Nella particolare tassonomia delle mafie, quattro sono gli esemplari universalmente noti: Cosa Nostra, la Camorra, la ‘Ndrangheta e la Sacra Corona Unita. Più recentemente, grossomodo dalla metà degli anno ’80 in avanti, si è affermato un nuovo esemplare di Mafia. Nasce nell’agrigentino, per opera di Giuseppe Croce Benvenuto e Salvatore Calafato, per la precisione a Palma di Montechiaro. Ma vuole la leggenda che il nome sia legato alla patrona di Barrafranca, in provincia di Enna: la Madonna della Stella.
E appunto la Stidda (Stella) viene detta la Quinta Mafia, come recita il sottotitolo del libro del giornalista vittoriese Giuseppe Bascietto. Continue reading