Marcella Croce. Pupari

di Mauro Mirci

Quando i canali televisivi erano solo due e io ero ancora bambino, capitava spesso che la Rai mandasse in onda alcuni programmi che stavano a metà tra il documentario e il teatro. Credo che se i canali fossero stati più di due mi sarei distratto subito alla ricerca di una trasmissione più avvincente, che parlasse di cose diverse. Invece c’erano solo il “primo” e il “secondo”, per fortuna, così che ebbi modo di sapere dell’esistenza dell’Opera dei pupi. Perché, sia chiaro, io, i pupi, li ho visti solo in TV e appesi nei negozi di souvenirs. Mai su un palcoscenico, comunque. Continue reading

Francesco Lanzo. I lanzillotti

di Maddalena Mongiò

Parlare di un libro, raccontare cosa ti ha lasciato dentro, ricordare le emozioni che ti ha suscitato, è il post di ogni lettura. In ognuno di noi bibliofili onnivori vi è una biblioteca virtuale da visitare regolarmente, un aggirarsi tra improbabili scaffali senza ordine e regole per ritrovare quei personaggi  che ci hanno accompagnato per tratti più o meno lunghi della nostra esistenza. Ovvio, non solo i personaggi e i loro tratti più o meno descritti. Ovvio, le loro storie/avventure/pensieri. Ovvio, come potrei dimenticare/abbandonare le fanciulle in fiore, i mulini a vento, le balene bianche, i rami che sfiorano i laghi, le metamorfosi, gli ossi di seppia, i castelli, i processi, i deserti? Continue reading

Ricci. Il piede nel letto

di Mauro Mirci

Il piede nel letto è una piacevole raccolta di ventotto racconti, ed è anche il secondo libro pubblicato da Luca Ricci. Ventotto storie di vita probabile, un progetto narrativo che se fosse musicale potrebbe essere un concept album (così è scritto nella quarta di copertina). I racconti di Ricci sono frammenti di vita possibile, dove ogni personaggio, ogni situazione e ambientazione sembra volere assurgere ad archetipo di sé stesso, giustificando quindi la scelta stilistica dell’autore che, rinunciando a qualsiasi contestualizzazione storica e geografica, e rifiutando persino di dare un’identità precisa ai personaggi (che sono un Lui, una Lei, l’altro uomo, il figlio – e così via – mai identificati da un nome proprio), afferma il suo intento di narrare storie che si staccano dal realismo in senso stretto per addentrarsi in una sorta di realismo magico in chiave attuale, fatto di aspirazioni inconfessabili, di paure, di fatti che avvengono lungo quel confine indefinito che sta tra la realtà banale della vita quotidiana e la magia intangibile del mondo che ci circonda. Continue reading

Morale. Paulu Piulu: un romanzo che ha il passo della vita

di Roberto Di Maria

Raccomando la lettura di Paulu Piulu (Manni, 2005) di Giorgio Morale, scrittore siciliano che vive a Milano, agli amici siciliani e a tutti coloro che amano la lettura. Ecco una di quelle storie che hanno l’andamento della vita, che grazie a una scrittura serrata, moderna e vibrante risulta sempre intensa. Eppure non ci sono gli effetti speciali di tante scritture odierne, con profusioni di sesso e sangue. La storia è intensa semplicemente perché intensamente vissuta e rappresentata.
E’ intensa quando si parla del dramma della partenza: “Due valigie accanto alla porta, qualche cassetto aperto, qualche oggetto fuoriposto: tutto lì. Eppure contrastava tanto col puntiglioso ordine che abitualmente regnava nella casa, che questa sembrava sottosopra”.

O quando si parla della solitudine dell’emigrazione: “Alle sette ascoltavano il programma italiano a una radio avuta in regalo da gente che se ne doveva disfare. Mezz’ora: qualche notizia, qualche canzone. Poi a lavare i piatti e a letto. La domenica, chi aveva la forza di uscire? Al massimo, facevano quattro passi attorno all’isolato. Finiva che litigavano e rientravano bisticciati. Andavano a letto senza parlare”.
E’ intensa anche quando si parla della noia di un pomeriggio in casa: “Nei dopopranzo i mobili dormivano, e gli occhi, per quanto bussassero alla loro superficie, non ottenevano risposta. Solo le mosche, come Paolo, cercavano amicizia”.
I temi toccati sono tanti, pur nell’apparente linearità della vicenda. All’inizio siamo negli anni Cinquanta, in un paese della Sicilia splendidamente evocato. Paolo viene al mondo in una famiglia poverissima e segue i genitori da un trasloco all’altro, fino a quando vanno ad abitare in una casa messa a disposizione dalla fabbrica di cui il padre diventa il guardiano. Continue reading

Nubile. Io ti attacco nel sangue

di Maddalena Mongiò

Il rito della lettura ha dei passaggi obbligati, innanzitutto la scelta del libro da leggere poi la scelta dell’edizione che, spesso, è d’obbligo sia quella economica, poi una volta a casa riguardare la copertina e leggere tutte le frattaglie retro fronte e anche dorso e poi dulcis dei dulcis aprire il libro sentirne l’odore, proprio così odore! La carta stampata ha un odore suo, unico, inimitabile, un marchio per l’olfatto che assieme ad altri elementi dà vita a una scatola del sapere o del divago o di quel che volete, non sostituibile e in fondo a questo percorso vi è l’annegare nel racconto. Questo rito si è ripetuto con il romanzo “Io ti attacco nel sangue” ed. Lain di Clara Nubile. Continue reading

Soriga. Diavoli di Nuraiò

di Andrea Piras

Posto di diavoli Nuraiò.
Anime dannate che si stringono nelle loro condanne, a ballare su ballu tundu (il ballo tondo).
Diri-diri-diri-diri.
Ritmo che allevia la sventura ma non la può eliminare.
Finita la musica Nuraiò non esiste più. Cosa importerebbe, poi, ci fosse pure un puntino in una carta geografica?
Quello che rimane è rabbia, aspirazioni vinte che assomigliano brutalmente a quegli scheletri di ulivi che se ne stanno ritorti in mezzo alla campagna, piegati dalla forza del maestrale che, imperioso, porta il sale del mare. Continue reading

Krauspenhaar. Le cose come stanno

di Piero Sorrentino

Franz Krauspenhaar: cosa ci fa uno con un nome così su paroledisicilia.it? Se tentassi di collegarlo alla Sicilia per via di una madre calabrese compirei un esercitazione di arrampicata sugli specchi senza pari. Se dicessi solo che lo stimo sarei sicuramente banale. Il fatto è che con una madre originaria dell’Italia meridionale e un padre tedesco Franz custodisce dentro di sé un tesoro di commistioni e contaminazioni che lo accomunano alla storia delle Trinacria, che è terra di frontiera e contraddizioni per antonomasia. Franz c’ha la frontiera dentro. Il pezzo che segue è già comparso sul sito La frusta e su Uffenwanken, il blog personale di Franz Krauspenhaar. (ma.mi.)

In tempi di fiction televisive e narrazioni cinematografiche in cui i preti e gli uomini di chiesa sono e restano ormai le sole risorse messe in campo dalle penne sempre più scariche e secche dei nostri sceneggiatori, capaci di far risuonare le loro storie solo con le note di possenti organi e profumarle di incenso e cotte inamidate, imbattersi in una figura come quella di Puch, protagonista de Le cose come stanno (Baldini Castoldi Dalai editore, 114 pagine., 12,40 euro), secondo romanzo di Franz Krauspenhaar, può trasformarsi in un’esperienza immunizzante: una blindatura a prova di bidimensionali parroci di frontiera, preti investigatori e “don” assortiti. Continue reading

La Porta. Narratori di un Sud disperso

di Angelo Maddalena

Narratori di un sud disperso è un po’ un viaggio anomalo ed eterogeneo (non solo letterario quindi) lungo i sentieri del sud…disperso, o meglio: “Allontanato da se stesso fino a stravolgersi o a nascondersi, metafora preziosa, irriununciabile, ma oramai in gran parte (non del tutto) slegata da lunghi geografici ed etnie e climi precisi”.
“Partendo da un fenomeno esclusivamente letterario”, spiega La Porta in una pagina del libro ” e cioè l’emergere in questi anni di una corposa narrativa meridionale dai tratti assai netti, riconoscibili, ho cercato di sottoporre a verifica la stessa categoria di Sud (del mondo), così cara a Ignazio Silone: quanto è legittimamente utilizzabile nell’epoca della globalizzazione e dell’omologazione del pianeta?”.
I narratori “interrogati” sono tanti, da Cervantes a Silone, da Tomasi di Lampedusa a tanti autori contemporanei del meridione italico. Continue reading

Andrea Camilleri. Privo di titolo

di Antonio Musotto

Mistificazione, invenzione, ribaltamento della realtà sono le armi con cui qualsiasi regime tenta di ingannare la buona fede popolare, compito reso più semplice se la gente da imbrogliare è ignorante e povera, e quindi con meno anticorpi da opporre a velenose cucchiaiate di verità precostituite.
Partendo da due fatti di cronaca minore, avvenuti realmente in Sicilia durante il ventennio fascista, Andrea Camilleri,  nel nuovo volume “Privo di titolo”, ricostruisce il reticolo di bugie e falsità costruite apposta per dotare la Sicilia ed i siciliani di un vero martire fascista e di una fantastica città dedicata al culto del duce, Mussolina, che però è esistita solo nei fotomontaggi dell’epoca.
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Antonella Pizzo. Strati

di Marco Scalabrino

E’ stata una sorpresa ricevere il libro di Antonella Pizzo!
Ci eravamo lasciati in Autunno, dopo una delle numerose occasioni che in giro un po’ per tutta la nostra Isola fanno sì che gli autori si incontrino ( occasioni – reputo – utili in cui, aldilà dei rituali scroscianti battimani e delle panciute, luccicanti coppe a motivo del ” prestigioso ” primo premio conseguito nel concorso letterario di turno, i poeti hanno modo di riconoscersi l’un l’altro, di misurarsi con l’altrui scrittura, di scambiarsi pubblicazioni,  esperienze, recapiti, di creare i presupposti per un rapporto che possa evolvere anche sotto il profilo umano ) e, rammento bene, alla mia richiesta lei aveva risposto che no, scriveva da poco e non aveva pubblicato.
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