Nubile. Io ti attacco nel sangue

di Maddalena Mongiò

Il rito della lettura ha dei passaggi obbligati, innanzitutto la scelta del libro da leggere poi la scelta dell’edizione che, spesso, è d’obbligo sia quella economica, poi una volta a casa riguardare la copertina e leggere tutte le frattaglie retro fronte e anche dorso e poi dulcis dei dulcis aprire il libro sentirne l’odore, proprio così odore! La carta stampata ha un odore suo, unico, inimitabile, un marchio per l’olfatto che assieme ad altri elementi dà vita a una scatola del sapere o del divago o di quel che volete, non sostituibile e in fondo a questo percorso vi è l’annegare nel racconto. Questo rito si è ripetuto con il romanzo “Io ti attacco nel sangue” ed. Lain di Clara Nubile. Continue reading

Soriga. Diavoli di Nuraiò

di Andrea Piras

Posto di diavoli Nuraiò.
Anime dannate che si stringono nelle loro condanne, a ballare su ballu tundu (il ballo tondo).
Diri-diri-diri-diri.
Ritmo che allevia la sventura ma non la può eliminare.
Finita la musica Nuraiò non esiste più. Cosa importerebbe, poi, ci fosse pure un puntino in una carta geografica?
Quello che rimane è rabbia, aspirazioni vinte che assomigliano brutalmente a quegli scheletri di ulivi che se ne stanno ritorti in mezzo alla campagna, piegati dalla forza del maestrale che, imperioso, porta il sale del mare. Continue reading

Krauspenhaar. Le cose come stanno

di Piero Sorrentino

Franz Krauspenhaar: cosa ci fa uno con un nome così su paroledisicilia.it? Se tentassi di collegarlo alla Sicilia per via di una madre calabrese compirei un esercitazione di arrampicata sugli specchi senza pari. Se dicessi solo che lo stimo sarei sicuramente banale. Il fatto è che con una madre originaria dell’Italia meridionale e un padre tedesco Franz custodisce dentro di sé un tesoro di commistioni e contaminazioni che lo accomunano alla storia delle Trinacria, che è terra di frontiera e contraddizioni per antonomasia. Franz c’ha la frontiera dentro. Il pezzo che segue è già comparso sul sito La frusta e su Uffenwanken, il blog personale di Franz Krauspenhaar. (ma.mi.)

In tempi di fiction televisive e narrazioni cinematografiche in cui i preti e gli uomini di chiesa sono e restano ormai le sole risorse messe in campo dalle penne sempre più scariche e secche dei nostri sceneggiatori, capaci di far risuonare le loro storie solo con le note di possenti organi e profumarle di incenso e cotte inamidate, imbattersi in una figura come quella di Puch, protagonista de Le cose come stanno (Baldini Castoldi Dalai editore, 114 pagine., 12,40 euro), secondo romanzo di Franz Krauspenhaar, può trasformarsi in un’esperienza immunizzante: una blindatura a prova di bidimensionali parroci di frontiera, preti investigatori e “don” assortiti. Continue reading

La Porta. Narratori di un Sud disperso

di Angelo Maddalena

Narratori di un sud disperso è un po’ un viaggio anomalo ed eterogeneo (non solo letterario quindi) lungo i sentieri del sud…disperso, o meglio: “Allontanato da se stesso fino a stravolgersi o a nascondersi, metafora preziosa, irriununciabile, ma oramai in gran parte (non del tutto) slegata da lunghi geografici ed etnie e climi precisi”.
“Partendo da un fenomeno esclusivamente letterario”, spiega La Porta in una pagina del libro ” e cioè l’emergere in questi anni di una corposa narrativa meridionale dai tratti assai netti, riconoscibili, ho cercato di sottoporre a verifica la stessa categoria di Sud (del mondo), così cara a Ignazio Silone: quanto è legittimamente utilizzabile nell’epoca della globalizzazione e dell’omologazione del pianeta?”.
I narratori “interrogati” sono tanti, da Cervantes a Silone, da Tomasi di Lampedusa a tanti autori contemporanei del meridione italico. Continue reading

Andrea Camilleri. Privo di titolo

di Antonio Musotto

Mistificazione, invenzione, ribaltamento della realtà sono le armi con cui qualsiasi regime tenta di ingannare la buona fede popolare, compito reso più semplice se la gente da imbrogliare è ignorante e povera, e quindi con meno anticorpi da opporre a velenose cucchiaiate di verità precostituite.
Partendo da due fatti di cronaca minore, avvenuti realmente in Sicilia durante il ventennio fascista, Andrea Camilleri,  nel nuovo volume “Privo di titolo”, ricostruisce il reticolo di bugie e falsità costruite apposta per dotare la Sicilia ed i siciliani di un vero martire fascista e di una fantastica città dedicata al culto del duce, Mussolina, che però è esistita solo nei fotomontaggi dell’epoca.
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Antonella Pizzo. Strati

di Marco Scalabrino

E’ stata una sorpresa ricevere il libro di Antonella Pizzo!
Ci eravamo lasciati in Autunno, dopo una delle numerose occasioni che in giro un po’ per tutta la nostra Isola fanno sì che gli autori si incontrino ( occasioni – reputo – utili in cui, aldilà dei rituali scroscianti battimani e delle panciute, luccicanti coppe a motivo del ” prestigioso ” primo premio conseguito nel concorso letterario di turno, i poeti hanno modo di riconoscersi l’un l’altro, di misurarsi con l’altrui scrittura, di scambiarsi pubblicazioni,  esperienze, recapiti, di creare i presupposti per un rapporto che possa evolvere anche sotto il profilo umano ) e, rammento bene, alla mia richiesta lei aveva risposto che no, scriveva da poco e non aveva pubblicato.
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Francesco Randazzo. Cronache di prodigiosi amori

di Mauro Mirci

Il Baronello Lupo Lanzica Santa, giovane perdigiorno amante dell’amore, recatosi in visita al cugino, il Principe Ignazio degli Altavilla, Signori di Sperlonga, Agira e Pizzofeudo, Duchi dell’Ansèola, Conti di terra Castigliana, Gran Cavalieri dell’ordine di Malta e Confalonieri del regno e del Viceregno, gli confida l’amore per Miss Elisabeth Blackwood, nobile, straniera e capace di sconquassargli il cuore.
Intende sposarla. Sennonchè il Baronello risulta essere già fidanzato con Floretta, figlia diletta del Barone di Canicatti, polpacciuta e procace, la quale, invero, come scopriremo più avanti, ammaliò il Baronello Lupo con la grazia dei suoi piedini, ma giammai potrà competere in bellezza con la rivale albionica. Il saggio cugino Principe Ignazio eccetera (una sorta di “mefistofelico Virgilio che provoca inconti e ingarbugliamenti”), richiama opportunamente alla memoria di Lupo certe gesta giovanili del quasi suocero.
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Dan Brown e i semafori di Lecce

di Maddalena Mongiò

Domenica, guidavo lentamente. Non avevo una meta precisa. Non volevo avere una meta precisa. Avrei potuto avere una meta precisa, al mattino il telefono aveva squillato sin dalle 10.00. Ancora rintronata, ancora addormentata, avevo ascoltato inviti di vario genere: cinema, partita a carte, puntata in libreria. Rispondevo o meglio borbottavo non saprei dire cosa, ma ero abbastanza convincente quando rassicuravo gli amici che la domenica mattina vanno in ansia al pensiero di un pomeriggio senza un accidente di niente da fare e ti buttano giù dal letto per ingozzarti con inviti di vario genere, li rassicuravo che ero in piedi da un pezzo, che ero silenziosa perché riflettevo, riflettevo dalla sera prima o per esser più precisi riflettevo da un po’ di giorni su una di quelle faccende per addetti ai lavori, quelle faccende articolate e arzigogolate che piaccion tanto agli scrittori. Continue reading

Leonardo Sciascia. A futura memoria

di Marco Candida

Il testo che segue è già apparso sul sito di Pordenonelegge e sullo psicheledelico blog di Marco Candida. Viene pubblicato anche su ParoleDiSicilia gentile concessione dell’autore. (m.m.)

A Futura memoria di Leonardo Sciascia (Edizioni Bompiani) è un libro che ha per me un significato particolare. Il libro è una raccolta di articoli pubblicati da Sciascia tra il 1979 e il 1988 per i più importanti quotidiani d’Italia. Essenzialmente parla della mafia, ma, solo per cominciare, interessante è la posizione dalla quale Sciascia ne parla. In un articolo per il Corriere della Sera del 19 settembre 1982 Sciascia scrive: “Non c’è nulla che mi infastidisca quanto l’essere considerato un esperto di mafia o, come oggi si usa dire, un “mafiologo”. Sono semplicemente uno che è nato, è vissuto e vive in una paese della Sicilia occidentale e ha sempre cercato di capire la realtà che lo circonda, gli avvenimenti, le persone. Sono un esperto di mafia così come lo sono in fatto di agricoltura, di emigrazione, di tradizioni popolari, di zolfara; a livello delle cose viste e sentite, delle cose vissute e in parte sofferte” (p.41). “a livello delle cose viste e sentite, delle cose vissute e in parte sofferte”: mi sembra questo, in particolare, il passaggio più importante. Continue reading

Maddalena Mongiò. Il portone sulla Piazza

di Mauro Mirci

“…Barbara, distesa sul letto che condivide con il marito, singhiozza.”Ballava sfrenata quando lo squillo inopportuno del telefono le raccontò di lui riverso sul sedile dell’auto con il foro occipitale mostruosamente e oscenamente squarciato da una pallottola.”
E’ questo il culmine dell’incipit de Il portone sulla piazza, il breve romanzo di esordio della leccese Maddalena Mongiò. Inizia così: l’immagine di “lui”, Pietro, il suo amante, ucciso in maniera violenta e Barbara che sfoga il proprio dolore nel letto condiviso col marito. Continue reading