Carmelo Lauretta: un ricordo di Marco Scalabrino

di Marco Scalabrino

Maestro e amico, autore e persona dalle rare qualità, decano fra i poeti dialettali siciliani, Carmelo Lauretta nasce a Comiso (RG) nel 1914.
Laureato all’Università Cattolica di Milano nel 1939, docente per quarant’anni di Lettere in Istituti Statali, è stato dopo la Liberazione vicesindaco della sua città, nonché negli anni Cinquanta il primo presidente delle municipali ACLI.
Collaboratore del Vocabolario Siciliano di Giorgio Piccitto, a cura del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani, del quotidiano la sicilia, dei periodici giornale di poesia siciliana di Palermo, arte e folklore di sicilia di Catania, dialogo di Modica (RG) e di altri giornali nazionali e locali, ha pubblicato poesia, prosa e saggistica, sin dal 1938.
Continue reading

Quante volte vi capita di guardare per aria mentre state camminando?

Racconto per parole e immagini

di Mauro Mirci

Il Radon, questo semisconosciuto. Gas nobile e radioattivo derivante dal decadimento dell’uranio. Scrive Wikipedia, e fidandoci citiamo: “Gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. L’isotopo più stabile, il 222Rn ha un tempo di dimezzamento di 3,8 giorni e viene usato in radioterapia. Uno dei principali fattori di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all’interno di abitazioni diventa una delle principali cause di tumore al polmone. Si stima che sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea ogni anno ed oltre 3.000 in Italia. Polonio e bismuto sono prodotti, estremamente tossici, del decadimento radioattivo del radon.
Insomma, c’è da farsela sotto, tenuto conto che è anche incolore, inodore, rilevabile solo con tecniche particolari.
E quindi, assieme ad altri addetti ai lavori, il sottoscritto parte per Enna (pare che il sottoscritto sia un addetto ai lavori, almeno così gli viene quotidianamente ripetuto), onde ricevere lumi e istruzioni, nonché indirizzi operativi, da un funzionario dell’ARPA, acronimo che dietro un apparente riferimento musicale nasconde la molto più pragmatica denominazione di Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che, appunto diventa ARPA se si ha cura, come prassi, di elidere articoli e preposizioni semplici e articolate. La prassi è diffusa e nota, anche troppo. Il mio foglio di missione infatti citava, più o meno: Autorizzazione missione Enna dipendente Mirci c/o provincia – problematica radon (“Minchia, pare che l’ha scritto Tarzan”, “Vabbé, tanto si capisce”, “Ma almeno una virgola”, “Non scrivo del dipendente e ci metto la virgola?”).

Cliccate qui per leggere tutta la storia. Pesa circa 1,5 Mb

Qualcosa che finisce per ulo

di Vincenzo Mollami

L’automobile che reca le insegne di una nota società di distribuzione idrica si blocca nel centro di una strada cittadina. Il motore fuma. L’omino alla guida smonta, apre il cofano e urla al tizio che era seduto al posto del passeggero:
“Ma non ti avevo detto di rabboccare il radiatore?”.
L’altro, mortificato, non sa cosa rispondere, ma per darsi un tono inizia a urlare:
“Acqua, acqua, qualcuno ha una bottiglia d’acqua?”
Il collega, nel frattempo, sventola il vano motore col maglione, in mancanza d’altro, e la via è invasa dal fumo e dalla puzza di gomma bruciata.
S’affaccia una vecchina.
“Signor lei, che ci serve?”
“Acqua, acqua, che va a fuoco la macchina”
“Ma come: voi date l’acqua e siete senz’acqua?”
“Signora, che ci fa pure il ricamo?”
“No, no, chiedo perdono.”
“E allora?”
“Allora che?”
“L’acqua me la da?”
La vecchina fa un’espressione dispiaciuta.
“Io, sarebbe per me, ce la darei, ma non si può.”
Continue reading

2011. Siracusa ultima frontiera. Destinazione Mordor

di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni

Da un discorso di Anacleto Mitraglia, conestabile di Siracusa, al Gran Congresso Annuale delle Sorti Umane e delle Ruspe Progressive, cagionato dallo sfortunato ingerimento di otto vongole  comuniste.

“C’era una volta una landa desolata dove nessun hobbit avrebbe mai sognato di prendere la tintarella, fumare una cicca e buttarla sugli scogli. Erano anfratti misteriosi, grotte oscure, popolata da orde di zanzare e scogliere viscide il cui respiro, la notte, faceva ammalare la Luna. Eppure, i laboriosi hobbit siracusani non si sono mai dati per vinti. Era l’età dell’oro, a cui guardiamo con nostalgia, in cui il cemento colava sulle rocche a est di Miloccador e lungo i declivi del Plemmiriohan, senza che nessun orchetto ambientalista osasse confondere la vostra mente con le sue raffinate menzogne.”

[leggi il resto dell’articolo fantasy di I. Baio e A.O. Meloni su Doppiozero]

Benvenuti ad Alì e alla sua famiglia

“Quella della famiglia di Alì è una storia incredibile.Alì è padre di 5 figli e marito di Fatima Abou Baraka.
Alì era un leader del partito Movimento per la democrazia e la giustizia del Ciad (Mdjt). In Ciad lo volevano ammazzare. Si è sposato con Fatima ed è scappato subito in Libia dove ha lavorato in una impresa di costruzioni.
Ha vissuto a Zitlin, una città vicino Misurata accerchiata dalle bombe anche in queste ore.”

Ci sono sensazioni che non si possono spiegare facilmente, e forse non ha nemmeno tanto senso farlo. Come quando un bambino che hai incontrato solo due volte, ti abbraccia e ti fa dono della sua fiducia. E ride perché quel poco di francese che ti ricordi ti fa sparare frasi dall’effetto esilarante.

[qui, sul blog di Agostino Sella, c’è un po’ della loro storia]

Il geometra del comune – 1

Il geometra del comune non nasce geometra, bensì vigile urbano. Anzi, per la precisione, caposettore della polizia municipale, che sarebbe come dire brigadiere. Il primo giorno di lavoro da brigadiere, il comandante (anzi, per la precisione, il vicecomandante, visto che il comandante non è previsto nella pianta organica) lo chiama e gli consegna un libretto intonso. “Vediamo di consumarlo tutto.” Il geometra del comune (ancora vigile urbano) studia il libretto, e scopre trattarsi del formulario a ricalco delle contravvenzioni. Venticinque moduli in bianco, in doppia copia. Sul retro di ognuno il riepilogo delle violazioni elencate per articolo, comma e sanzione edittale.
Una cosina fatta bene.
Poi, sempre il comandante, lo affida a un vigile anziano e glielo raccomanda, giacché il neoassunto è ancora in borghese e privo della dotazione standard: fischietto, distintivo, borsello bianco, scarpe comode. E il geometra del comune esce in strada col vigile anziano, che sembra simpatico (ha i baffi, sorride e fa battute, tutto sommato, divertenti) ma, strada facendo, gli dipinge un quadro apocalittico di automobilisti feroci, liti sulla pubblica via, malmenamenti di pubblico ufficiale, taglio di gomme e incendi d’auto, quando non di proprietà immobili. Ma il geometra del comune, ancora fresco d’uniforme dell’Esercito Italiano, aduso a impieghi più o meno operativi e forgiato dalla vita di caserma, non s’impressiona più di tanto per le inquietanti prospettazioni del collega.

Continue reading

L’ira dei mansueti?

“Forse solo l’ira di questi mansueti potrà innestare l’inversione di tendenza che in Sicilia le forze politiche, pur millantando le migliori intenzioni, si sforzano di scongiurare.”

E’ questo il periodo conclusivo di un bel post di Roberto Alajmo che ha per tema principale (ma non esclusivo) i cantieri scuola aperti quest’anno in 384 comuni siciliani. Il pezzo (il cui vero titolo è La nebulizzazione delle clientele) prende spunto anche da un articolo di Carmelo Caruso  su Repubblica Palermo (qui la versione online), e traccia una sintesi assai efficace dei reali effetti di una politica ed economia di sussistenza alle quali, a quanto pare, la classe dirigente siciliana è molto affezionata.

Continue reading

Siracusa /Paesi e città

di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni

“Siracusa è una città protagonista del suo tempo, in cui innovazione e sviluppo si coniugano con l’amore per la natura e l’arte e quant’altro e in cui grazie a un importante lavoro politico e sinergie imprenditoriali si sono finalmente creati i presupposti per il raggiungimento degli standard europei. L’evoluzione del gusto e la contemporaneità ci impongono scelte ponderate e decisive ricollegabili a un sentire improntato all’extreme problem solving tipico di una società che abbia fatto i conti con l’ineluttabilità delle shopping expedition”.
Con queste parole pronunciate durante un vernissage da un grizzly con una fascia tricolore, si conclude l’incubo che tormenterà per molte notti il sindaco di Siracusa dopo l’apertura del centoquattresimo centro commerciale cittadino.

[leggi tutto l’articolo su “Doppio Zero”, rivista online a cura di Marco Belpoliti]